Antipsicotici (o neurolettici)
Gli antipsicotici vengono distinti in tipici e atipici e la differenza principale tra i due è che:
- Tipici: hanno maggiore affinità per il recettore D2 e l'occupazione del R D2 è pari a 65-75%. Un'occupazione del R D2 superiore al 60% determina effetti antipsicotici ma se l'occupazione è oltre l'80% compaiono effetti collaterali extrapiramidali.
- Atipici: hanno maggiore affinità per il R 5HT2 rispetto al D2 e l'occupazione del R D2 è pari a 50-66%. Data questa diversa affinità, rispetto ai tipici, hanno minore tendenza a dare reazioni avverse extrapiramidali.
Antipsicotici tipici
Vengono classificati in:
-
Triciclici:
- A 6 termini:
- Fenotiazine: abbiamo la Clorpromazina, la Perfenazina e la Flufenazina.
- SAR: 3 anelli condensati di cui, quelli ai lati, sono fenili. L'N dell'anello centrale (presenta anche S) lega una catena con N distanziati da 2-3 atomi di C e ciò conferisce l'attività neurolettica.
- Tioxanteni: abbiamo il Clorprotixene, il Flupentixolo e il Tiotixene.
- SAR: rispetto alle fenotiazine, il nucleo centrale presenta solo l'N che lega una catena laterale diversamente sostituita.
- A 7 termini: dibenzoxazepine: abbiamo la Loxapina.
- A 6 termini:
- Butirrofenoni: abbiamo l'Aloperidolo, la Meperidina ed il Moperone.
- Benzammidi: abbiamo la Sulpiride.
Antipsicotici atipici
Il capostipite è la Clozapina dalle cui sostituzioni derivano le tieno-benzodiazepine (Olanzapina), di-benzotiazepine (Quetiapina). Poi abbiamo: il Risperidone, il Lurasidone, l'Aripiprazolo ed il Ziprasidone. Infine abbiamo la classe delle benzammidi sostituite a cui appartiene l'Amisulpride.
Indicazioni d'uso dei neurolettici
- Delirium-demenze: bisogna usare tipici ad elevata potenza come l'Aloperidolo o atipici. Usare basse dosi perché riducono disturbi “positivi” senza avere reazioni avverse.
- Mania: atipici + stabilizzanti dell'umore (Sali di litio, Acido Valproico) ma rischio aumento ponderale.
- Depressione: basse dosi di atipici + antidepressivo sfrutta l'antagonismo 5HT2A.
- Schizofrenia: i tipici trattano i soli sintomi positivi.
Schizofrenia
L'ipotesi dopaminergica afferma che alla base della schizofrenia si ha una disfunzione del sistema dopaminergico; infatti nel paziente schizofrenico si ha:
- Ridotta attività DA mesocorticale (corteccia prefrontale): ciò è responsabile dei sintomi negativi della schizofrenia (allucinazioni, comportamento disorganizzato).
- Aumentata attività DA mesolimbica: ciò è responsabile dei sintomi positivi della schizofrenia (apatia e compromissione cognitiva, soprattutto della memoria).
Questi farmaci agiscono principalmente come antagonisti o agonisti parziali del R D2 ed un blocco generale dei R D2 migliora i sintomi positivi ma peggiora i sintomi negativi della schizofrenia.
Nella schizofrenia sono coinvolte altre trasmissioni; infatti nel paziente schizofrenico si assiste a:
- Ipofunzionalità della trasmissione glutammatergica a livello della corteccia prefrontale.
- Aumento dell'attività della 5HT che inibisce il rilascio di DA in varie regioni. I R 5HT2 prevalgono a livello mesocorticale e di conseguenza il loro blocco aumenta il rilascio di DA a livello della corteccia prefrontale ma anche nello striato e a livello tubero-infundibolare migliorando i sintomi negativi della schizofrenia.
NB:
- α1: aumentano l'attività di DA mesolimbica; perciò il loro blocco migliora i sintomi positivi.
- Blocco α2: aumenta l'attività di DA nella corteccia prefrontale.
Meccanismo d'azione - usi
Gli antipsicotici tipici sono antagonisti dei R D2 e di altri R (H1, muscarinici, NMDA) e agiscono soprattutto sui sintomi positivi della schizofrenia. Possono determinare feto-tossicità eccetto fenotiazine (No Clorpromazina che passa nel latte materno e determina letargia nel bimbo) che venivano usate nel passato per controllare il vomito nella madre.
Gli antipsicotici atipici presentano una maggiore affinità per il R 5HT2 (75-99%) rispetto ai D2 ma gli antagonisti selettivi del 5HT2 non sono antipsicotici. L'atipicità, a livello molecolare, si spiega con il fatto che questi farmaci presentano un'elevata K (costante di dissociazione dal R D2) e quindi si dissociano dal R D2 in maniera più rapida (occupazione meno prolungata del R D2). Tutti questi farmaci aumentano la [ ] di ACH, hanno affinità per il recettore H1 (sedazione ed aumento di peso per stimolazione dell'appetito) e non hanno effetti collaterali antimuscarinici (eccetto Clozapina ed Olanzapina).
Clozapina
- Ha una maggiore affinità per il R D1 (prevalente nella corteccia prefrontale) e D4 (up-regolato negli schizofrenici a livello mesolimbico) rispetto al D2
- È un antagonista di 5HT2 ed un agonista parziale di 5HT1A/C (questo è un R con attività opposta ai 5HT2A) entrambe le azioni aumentano il rilascio di DA nella corteccia prefrontale.
- È un antagonista di 5HT6: migliora sintomatologia cognitiva.
- Aumenta il rilascio di glutammato nella corteccia prefrontale: miglioramento sintomi negativi.
- Blocco M1, H1 ed usi: è un farmaco di 2° scelta che però viene usato nelle gravi discinesie tardive e nei parkinsoniani in trattamento con L-DOPA.
Quetiapina
Presenta elevata tollerabilità e perciò viene usata negli anziani solo per via orale. Quetiapina, Olanzapina, Risperidone ed Aripiprazolo vengono usati nei bambini. È un antagonista 5HT2A ed un agonista parziale di 5HT1A.
Olanzapina/Risperidone
- Affinità per 5HT2 e D2 dose-dipendente: all'aumentare della dose aumenta l'affinità per il R D2; perciò all'aumentare della dose si perde l'atipicità.
- L'Olanzapina è un antagonista dei R 5HT2 e di 5HT6 e presenta affinità per i R muscarinici. È un farmaco di 1° scelta che stabilizza anche l'umore; perciò usato anche nella fase deprimente del disturbo bipolare. Olanzapina e Clozapina possono determinare fetotossicità.
- Il Risperidone presenta reazioni avverse dose-dipendenti (iperprolattinemia, reazioni extrapiramidali). Il Risperidone presenta un metabolita, il Paliperidone, ad elevata emivita (1 dose).
Aripiprazolo
Antagonista 5HT2 e 5HT2C, agonista parziale di 5HT1A ed agonista parziale D2, in particolare: a differenza di tutti gli altri antipsicotici atipici, mostra elevata affinità per il R D2 (alle concentrazioni terapeutiche occupa più del 90%) e stimola i R D2 in aree cerebrali dove i livelli di DA sono bassi (neuroni della corteccia prefrontale) o diminuisce l'attività della DA, spiazzando la stessa, quando le concentrazioni di DA sono elevate (corteccia mesolimbica). Quindi l'Aripiprazolo mantiene una fisiologica attivazione del R D2 senza provocare effetti extrapiramidali.
Lurasidone
Antagonista dei R D2 e 5HT2A + antagonista 5HT7. L'antagonismo su 5HT7 modula la trasmissione GABA-glutammatergica migliorando il tono dell'umore e ciò conferisce al Lurasidone un'azione antidepressiva.
Amisulpride
Attività dose-dipendente: a basse dosi presenta attività sugli autorecettori D2 e D3 della corteccia (non dei gangli della base) migliorando i sintomi negativi; invece ad alte dosi è un antagonista post-recettoriale e migliora i sintomi positivi.