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La creatività nel romanticismo inglese

Teorie sull'inizio del romanticismo

  • Il romanticismo inglese inizia nel 1798, ovvero la data della prima edizione delle Lyrical Ballads di William Wordsworth e Coleridge, un piccolo libro che ha cambiato la mentalità della cultura occidentale. I due hanno dovuto ripubblicare il testo, inserendo una prefazione nel 1800, nel quale stabiliscono il canone romantico (il canone è l'insieme delle regole, che guidano sia lo scrittore nella composizione dei testi, sia il comportamento del lettore: come deve recepire il testo, cosa si deve aspettare di trovare) manifesto del romanticismo inglese. Nel manifesto si stabiliscono i fondamenti dell'estetica romantica.

  • Altri studiosi collocano l'inizio del romanticismo inglese nel 1783, anno in cui vengono pubblicate le prime composizioni di William Blake. È considerato un precursore del romanticismo, un preromantico/protoromantico. Far iniziare il romanticismo da Blake, ci dà la misura della visionarietà del romanticismo, l'artista romantico è colui che vede attraverso il mondo materiale, colui che attraverso la parola riesce a far dialogare mondi diversi (materia e spirito/uomo e dio/mondo degli uomini, mondo degli dèi).

Teorie sulla fine del romanticismo

  • Nel 1850 con la morte di Wordsworth.

  • 1837 con l'inizio del vittorianesimo (regno della regina Vittoria). In cui c'è un cambio radicale della mentalità, della cultura, del modo di fare arte e di fare letteratura.

Cosa è il romanticismo?

La parola chiave è novità. Un nuovo modo di vedere la natura. Concetto di rivoluzione come cambiamento drastico e improvviso sotto tutti i punti di vista. Sentire = Un'attenzione profonda sulla sfera del "sentire" con i sensi, quindi è un'attenzione alle sensazioni, al corpo come strumento della relazione con sé stessi e con il mondo, c'è l'immediatezza del sentire del corpo; cosa che nel 700 era presa in considerazione in maniera strumentale allo studio scientifico.

Il rapporto tra l'Io e il mondo è messo al centro, non c'è più la mediazione del pensiero astratto, della ragione, c'è l'immediatezza del sentire del corpo e più si esercita l'immediatezza del corpo e più la sensibilità si allarga, perché si creano delle connessioni neurali.

Creatività nel romanticismo inglese

Interessa il lavoro dei romantici inglesi (sia i poeti della prima generazione, con Wordsworth e Coleridge; sia della seconda generazione con Keats, Shelley e Byron). La seconda generazione si differenzia dalla prima con innovazioni stilistiche e tematiche. Tutti sono accomunati dalla ricerca dell'interiorità, l'esplorazione della psiche umana, cioè l'inconscio, una zona fino ad allora non considerata.

- Esplorazione del corpo e della relazione fra il corpo e l'ambiente (le altre persone e la natura). In quest'esplorazione codificano un linguaggio della psiche, dell'inconscio. Oggi sappiamo che l'inconscio non può essere interpellato direttamente perché l'inconscio ha un suo linguaggio che il pensiero conscio non può comprendere, a meno che non ci sia la mediazione di immagini o di usi particolari della lingua (per esempio, la poesia), che rompono le usuali modalità comunicative del pensiero conscio.

Esplorazione delle modalità della trasmissione agli altri di questa esperienza, tramite l'arte (immagine o parola poetica). Una volta capito come trasmettere questa conoscenza, questa deve avere un valore per gli altri. Si ha la missione sociale, ovvero il valore della conoscenza per gli altri, la conoscenza deve essere utile al mondo, socialmente.

Crisi nel periodo romantico

  • Crisi politica e storica: Il periodo in cui i romantici scrivono è un periodo di grande crisi. Alla fine del 700 c'erano state le grandi rivoluzioni in particolare quella francese, che aveva prospettato un futuro radioso in cui le grandi monarchie dittatoriali, autocratiche avrebbero lasciato il posto alla democrazia, all'intervento delle persone nel governo della nazione: un nuovo mondo di libertà. Anche se poi si è rivelata esattamente il contrario perché si ha il periodo de la terreur, che porta a un caos sanguinario e violento. Napoleone Bonaparte, una volta ottenuto il potere, diventa imperatore, si appropria del potere. Crisi valoriale, crisi politica. Con il congresso di Vienna, ritornano le monarchie assolute con un regime politico ancora più rigido. Quindi la rivoluzione era inutile, che porta alla depressione collettiva, in cui i giovani che avevano creduto al futuro, si sentono traditi e non hanno più una visione del futuro (defuturizzazione), non hanno più speranza. Momento di crisi.
  • Crisi filosofica e culturale: La logica cessa di avere la stessa importanza che aveva avuto nel 700.
  • Crisi climatica: Emergenza climatica, dovuta alla rivoluzione industriale (dalla prima rivoluzione fino al 1840 circa). Con la produzione su grande scala delle fabbriche si erano scagliate nell'atmosfera una quantità enorme di carbonfossile (l'aria era irrespirabile, le città erano nere). Morivano giovani quindi non c'era prospettiva nel futuro.
  • Una quarta crisi: 1816 "year without a summer" l'anno prima un vulcano, aveva eruttato e aveva scagliato le ceneri che si erano depositate nell'atmosfera, viaggiando fino all'altra parte del mondo, arrivando, un anno dopo, intorno a giugno, in Europa e il cielo si fa nero oscurando il sole, che portò a un abbassamento drastico e anomalo delle temperature. Non si sapevano le cause e si pensava alla fine del mondo. Si inizia a fare delle considerazioni sulla relazione tra uomo e pianeta. Quando si entra nelle crisi si può evitare di farsi sopraffare dalla crisi e si cerca di uscirne per comprenderla e trovare una soluzione per risolverla, inserendole in un quadro di senso, ovvero gli si dà uno scopo, un significato. I romantici danno fondo alle capacità della psiche per analizzare la crisi e uscirne in maniera creativa.

Il concetto di creatività

Il concetto di creatività, insieme a imagination, è la parola più citata, è il fulcro, che gli dà forza per uscire dalla crisi senza subirla. Creatività: Prima del romanticismo il concetto di creatività era completamente diverso dal concetto di moto spontaneo dell'anima, di novità, di ispirazione. Etimologia: viene dalla radice "cr" delle lingue antiche del sanscrito, che significa fare il nuovo, fare, agire, muovere, modificare, cambiare. Per questo la creatività è la chiave per uscire dalla crisi, tutto ciò che è stasi viene spazzato via dalla creatività.

Il soggetto creato/creativo non è solo l'artista perché la creatività è la funzione psico-cognitiva fondamentale di ogni essere umano, la creatività è qualcosa di cui tutti noi abbiamo fatto esperienza nel quotidiano. Oggi nell'ambito della psicologia cognitiva è considerata un'abilità innata che abbiamo, per affrontare la nostra esistenza (problemi quotidiani, sofferenze psicologiche, vari blocchi in diverse situazioni). Essere creativo significa fare. Calato nel romanticismo e in particolare della crisi epocale a cavallo del 700 e 800, un gruppo di giovani fa fronte alla crisi esplorando i meccanismi della creatività, scoprendo la loro esistenza, esplorandone il funzionamento e mettendoli in pratica, con approccio quasi scientifico al problema. Facendo questo hanno modificato la mentalità, hanno fatto una rivoluzione non violenta, perché volevano scongiurare nuovi conflitti, e per farlo non vi si può appiattire alla massa, ma si deve conoscere la propria peculiarità e usarla per cambiare il mondo.

La poesia diventa un meccanismo che può essere utilizzato per modificare le coscienze (non per manipolarle), attraverso una modalità che fa sentire una persona libera, e la fa sentire indipendente capace di agire nel mondo, in maniera costruttiva e non distruttiva. Attraverso anche i meccanismi dell'attività creativa, creano una nuova modalità di comunicazione, per creare nuove modalità di azione nel mondo. Facevano riferimento a frasi epigrammatiche, che incidono di più nella coscienza ed in maniera più rapida.

Defence of poetry (1821) Shelley, un saggio che illustra cosa è la poesia e le ragioni per cui la poesia cambia il mondo e le coscienze. Noi pretendiamo che la facoltà creativa immagini quello che già noi sappiamo tira fuori ciò che già esiste, cioè la potenza trasformativa dell'individuo e la porta nel mondo, noi vogliamo quel generoso impulso altruistico che agisca mettendo in atto quello che noi immaginiamo (i desideri di ciascun individuo posso essere realizzati nel mondo con la forza dell'immaginazione e con questo impulso ad agire non solo per se stessi, ma in maniera generosa, per il bene di tutti) (una poesia che cambi nella vita di tutti noi vogliamo una poesia della vita giorni). → la generosità, il fatto di agire in funzione del bene comune, esprimendo sé stessi, è un elemento fondamentale di ciò che i romantici considerano il fare creativo.

Shelley scrive Hellas in cui parla dei moti rivoluzionari greci oppressi dall'impero ottomano. Descrive dei quadri specifici in cui la popolazione, risvegliatasi dall'oppressione del tiranno, iniziano a far valere i propri bisogni di libertà e autonomia e inizia a comportarsi creativamente → risultato = rovesciamento dell'impero ottomano e libertà della Grecia. Il poema si chiude con una dichiarazione di pace. Un anno dopo questi avvenimenti si avverano realmente. Shelley aveva quindi contribuito a costruire il futuro, grazie alla potenza della poesia.

Approcci per studiare la mente umana quando è creativa

Due approcci principali sono stati utilizzati per studiare la mente umana quando è creativa:

  1. Un primo approccio socioculturale ha come obiettivo lo studio della creatività come costrutto culturale (insieme di modelli, credenze, opinioni) che definiscono l'azione creativa all'interno di un gruppo sociale dato. Creatività come realtà collettiva.

  2. L'altra modalità è l'approccio individualista: si studiano i singoli, cercando di individuare le pratiche psicologiche e cognitive ostanti negli individui noti come creativi. Questo studio fa parte delle scienze della mente (funzionamento della coscienza umana).

Oggetti di studio

Gli oggetti di studio includono:

  • Il funzionamento del cervello creativo (quali sono le aree del cervello deputate all'azione creativa);
  • L'ambito della risoluzione quotidiana di problemi (problem solving);
  • Gli individui creativi eccellenti;
  • I prodotti della creatività.

La scelta ricade su tre aree:

  1. Psicologia freudiana e post-freudiana (i seguaci di Freud);
  2. Psicologia di Jung;
  3. Ambito delle neuroscienze cognitive.

Questo serve per analizzare i testi.

Freud e la creatività

Secondo Freud la creatività deriva dall'interazione tra il pensiero conscio e il pensiero inconscio. Il pensiero conscio è l'insieme dei contenuti psichici che sono presenti all'io, di cui siamo consapevoli. Tutto il resto è inconscio. Contenuti psichici che stanno fuori dal campo della coscienza. L'inconscio è legato alla pulsione sessuale, nell'inconscio ci sono le pulsioni, le tendenze, su cui non abbiamo controllo. Il problema dell'inconscio è che non può essere espresso direttamente, tramite il linguaggio, il logos, che invece è tipico del pensiero conscio.

L'inconscio subisce un celamento da parte del pensiero conscio. L'inconscio sedimenta e il conscio censura. Oppure ci sono delle cose che non riusciamo ad esprimere perché non abbiamo il linguaggio per farlo. Il fatto che l'inconscio sia celato dal conscio non significa che non si esprima, l'inconscio si esprime sempre. L'inconscio parla attraverso i sintomi (segni dell'esistenza dell'inconscio, il quale parla per via indiretta. Un esempio di sintomi sono quelli che fanno parte dei lapsus (voragini tra le pieghe del logos). Nella letteratura a volte questo viene fuori. Altro sintomo insieme al lapsus è il sintomo nevrotico (tik) è quando l'inconscio si esprime indirettamente parlando a sé stesso, senza un destinatario. Altro sintomo dell'inconscio sono i sogni. Oppure descrive le fantasticherie (quando la mente in un momento di ozio fa delle associazioni libere tra le idee, che servono per parlare con l'inconscio).

Freud dice che la creatività è la risposta positiva e sana alla psicopatologia e alla nevrosi. Cioè l'inconscio anziché sfogarsi (in nevrosi, sogno, lapsus o fantasticherie), utilizza l'attività creativa. Trasformazione positiva e creativa nell'ambito finzionale di quello che è reale. Viene trasformato da qualcosa di distruttivo in produttiva e socialmente utile.

Queste intuizioni freudiane sono state accolte da alcuni postfreudiani (nella seconda metà del 900) che hanno fatto un discorso sullo studio del testo artistico, ed hanno trasmesso delle conoscenze fondamentali che possiamo applicare allo studio dei testi. Il primo tra questi è Francesco Orlando studioso della psicoanalisi freudiana.

È un testo in cui definisce l'arte nei termini di una "Per una teoria freudiana della letteratura" formazione di compromesso, cioè un luogo di negoziazione. Nell'ambito di ogni cultura ci sono dei contenuti che non possono essere trasmessi apertamente (es. nel romanticismo il libero amore era considerato qualcosa da condannare). La repressione era molto forte e prendeva la forma di una tabuizzazione (non se ne poteva parlare), se ne poteva parlare solo indirettamente, tramite canali di compromesso (fiction, per esempio, che metteva in atto una serie di strategie linguistiche per parlare di qualcosa di represso in maniera non esplicita). Tutti i testi letterari risentono di questo meccanismo. Studiando i contenuti repressi possiamo capire, ci dà la misura della mentalità epocale. Quando un contenuto latente viene espresso indirettamente, Orlando lo definisce come "ritorno del represso", quindi è un contenuto inconscio, tabuizzato che comunque viene espresso. Solo che attraverso questa formazione di compromesso questo contenuto represso viene reso innocuo, può essere considerato non pericoloso da quella società epocale, si presta alla fruizione.

In Frankenstein (concepito nell'anno senza estate poi ripubblicato più volte) ad esempio la celazione del nome proprio equivale alla negazione di un'identità. Negazione del nome proprio è una formazione di compromesso che serve per celare i contenuti repressi nella mente di Victor Frankenstein (tutto l'odio che egli prova nel pensare di aver creato un mostro del genere) in cui si annidano le pulsioni di morte verso la sua creatura, le verità nascoste che nessuno ha il coraggio di rivelare. Questa trama può essere letta come una formazione di compromesso perché sia dal punto di vista dell'individualità di Victor Frankenstein, sia dal punto di vista della mentalità epocale, vi era una paura nei confronti del nuovo della scienza, della tecnica che stava permettendo all'uomo di scoprire il segreto della vita, creare dalla morte l'esistenza.

Matte Blanco, è uno psicoanalista postfreudiano e un linguista cileno, che negli anni 70 pubblica il libro un saggio in cui studia come si esprime il pensiero "l'inconscio come insiemi infiniti", conscio, con quale sintassi, verbi, logica e come si esprime l'inconscio, con quale grammatica. Esistono nella nostra mente due diverse logiche:

  1. La logica asimmetrica è la logica aristotelica e dice che c'è un antecedente e un conseguente (nessi temporali), c'è anche una causa e un effetto (nessi casuali). Un altro esempio è la relazione tra vicino-lontano (nessi spaziali) (ciò che è vicino non è lontano). Se A non è B, B non è A. È una logica distingue. Dal punto di vista linguistico, ha una sua grammatica che corrisponde alle strutture razionali del linguaggio umano, cioè testi di andamento logico-razionale, in cui si utilizza la sintassi ipotattica (periodi lunghi, con tante subordinate), in cui si dà importanza alla logica asimmetrica. I connettivi logici (prima, in seguito, quando…) servono per dare una struttura logica al testo e trascorre dal punto di vista del logos, la logica simmetrica del pensiero conscio. Al pensiero conscio appartengono le domande, quando emergono sono il segno del pensiero conscio.

  2. La logica simmetrica è la logica dell'inconscio. A è uguale a B, B è uguale A, A può essere diversa da B, ma B può essere uguale ad A. Tutti i nessi della logica asimmetrica vengono ribaltati. Dal punto di vista letterario, prevale una struttura paratattica (molte coordinate, o molte virgole) e le ripetizioni. Blanco dice che questo linguaggio lo utilizziamo quando proviamo emozioni forti, perché è il linguaggio delle emozioni, che tendono ad espandersi come insiemi infiniti.

Cosa è il testo poetico?

Lotman

Definizione di Lotman (1977) → "Struttura del testo artistico" è un testo in cui ci spiega in che cosa consiste il testo poetico e artistico, cercando di definire in maniera precisa i parametri per cosa si intenda per testo artistico. (un oggetto composto di parti che percepiamo simultaneamente e che possono comprendere i segni di cui è fatto il testo o i livelli di significazione)

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emmaMusi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Beccone Simona.
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