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Capitolo 3: analisi differenziale

Il processo decisionale in azienda

L'attività decisionale può essere definita come il processo con cui un soggetto definisce un comportamento selezionandolo tra diverse alternative. Significa analizzare: gli algoritmi in funzione dei quali vengono individuate le alternative e viene definito il comportamento prescelto (bisogna comprendere la tipologia decisionale - gli algoritmi cambiano da caso a caso); le fasi in cui si articola il processo; le classi di decisioni che tale processo elabora.

Modello di Gorry e Scott Morton — classifica i contesti decisionali in funzione di:

  • Grado di strutturazione: si distinguono le decisioni programmate da quelle non programmate.
  • Scopo dell'attività decisionale: si distinguono le decisioni orientate alla pianificazione strategica, al controllo direzionale ed al controllo operativo.

Le classi di decisioni localizzate nella parte in alto a sinistra della matrice si prestano ad essere affrontate secondo logiche di tipo ‘ottimizzante’; man mano che ci si sposta verso l’angolo opposto della matrice, i contesti decisionali individuali richiedono algoritmi di tipo ‘soddisfacente’ o ‘incrementale’.

Il margine di contribuzione nel processo decisionale a supporto del controllo operativo e direzionale - l'analisi differenziale

  • Attività di controllo direzionale: processo mediante il quale i dirigenti si assicurano che le risorse siano ottenute ed utilizzate efficientemente per il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione.
  • Attività di controllo operativo: processo che assicura che i compiti precisi siano portati a termine in maniera efficace ed efficiente.

Come visto precedentemente, il margine di contribuzione è una grandezza economica e dunque, utilizzando solo il margine di contribuzione, il contributo al processo decisionale si esaurisce in una valutazione di convenienza di carattere economico-finanziario. L'approccio metodologico per valutare la convenienza economica di varie alternative gestionali è l'analisi differenziale (ci si concentra sul processo decisionale di breve periodo - struttura e capacità produttiva non modificabile - bisogna ottimizzarne l'utilizzo).

Analisi differenziale: ho un problema da affrontare con più opzioni di scelte possibili — si associa ad ogni alternativa i costi e i ricavi ad essa relativi concentrandosi solamente sui valori differenziali (valori che differiscono nelle varie alternative - costi o ricavi differenziali - un valore che rimane costante in tutte le alternative non è rilevante). Si effettuano delle analisi economiche per le varie alternative per capire quali sono i valori differenziali da utilizzare.

  1. Individuare, per ogni corso di azione, i valori rilevanti cioè i valori previsti futuri di specie economico-finanziaria; occorre in questa fase sviluppare previsioni il più possibile attendibili circa i valori economico-finanziari che costituiscono l’imprescindibile input del processo decisionale - da queste considerazioni si deduce che i valori storici non sono di per sé rilevanti poiché le decisioni sono orientate al futuro e possono solamente costituire un’utile base di riferimento per la previsione dei valori futuri e si deduce che un valore non è rilevante se non varia nelle differenti alternative;
  2. Definiti i valori economico-finanziari, è possibile esprimere una sintetica valutazione della convenienza economica-relativa alle alternative individuate;
  3. Il corso di azione prescelto viene successivamente realizzato e portato a compimento;
  4. I risultati dovranno essere valutati a...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara_zoratti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sacco Paola.
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