Metabolismo degli aminoacidi
Il nostro corpo riceve alcune proteine dalla dieta, quelle che non possono essere assimilate,
mentre altre sono di produzione endogena (sintesi proteica). Le proteine sono molecole altamente
solubili e c’è un grande pull di enzimi proteolitici che vengono prodotti ed escreti nel nume
intestinale che consentono al nostro apparato digerente di frammentare le proteine in singoli aa o
in oligopeptidici che riescono a trovare dei sistemi di trasporto; questi sistemi mentre trasportano i
peptidi dentro li frammentano contestualmente. Questi aa dall’enterocita, attraverso i sistemi di
trasporto facilitato, vengono esportati nel torrente ematico.
Gli aa servono alla sintesi delle proteine, dei composti azotati, ma in parte servono anche per
produrre energia: Molti aa possono essere metabolizzati all’interno della mostra cellula x essere
dirottati verso la produzione di AcetilCoA e supportare il krebs.
La digestione delle proteine non avviene nel cavo orale: avremo una previa destabilizzazione
proteica in sede gastrica e la digestione vera e propria nel lume intestinale.
Nello stomaco abbiamo vari tipi di cellule:
1. Cellule parietali: mantengono in pH fortemente acido nella compagine gastrica, secernono
acido cloridrico, un acido che fa arrivare i livelli di pH ad 1.5;
2. Cellule principali: producono pepsinogeno che è una proteasi nella forma immatura, che poi
verrà convertita nella sua forma matura -> la pepsina.
3. Cellule della mucosa gastrica: secernono la gastrina (ormone).
La pepsina inizia ad idrolizzare in sede gastrica tutti i legami peptidici qui partecipano con il
triptofano, fenilalanina).
gruppo carbossilico gli aa aromatici (tirosina, Poi il prodotto della
digestione gastrica passa nel lume intestinale, dove avviene la risposta pancreatica: il pancreas
produce sia lo ione bicarbonato, che tampona l’eccesso di acidità, che tutta una serie di enzimi
tripsinogeno, chimotripsinogeno, proelasina,
sotto forma di zimogeni e sono:
procarbossipeptidasi sia di tipo A che di tipo B.
Il pH acido è indispensabile per la digestione e quando il contenuto dello stomaco passa in sede
intestinale c’è una notevole di erenza di pH (7.0) ed è lo stesso pH acido che stimola la
secretina,
produzione di un ormone: la la quale stimola il pancreas a scendere ione bicarbonato;
quindi da pH 1.5 si passa a pH 7.0, c’è un e etto tampone voluto dalla secretina.
Quando gli aa arrivano in sede duodenale nell’intestino tenue avviene il rilascio di un altro ormone
colecistochinina,
che è la che induce il pancreas a secernere gli zimogeni.
Proteasi gastriche:
Pepsina -> è un endopeptidasi (agisce all’interno delle proteine);
•
Proteasi pancreatiche:
Tripsina (endopeptidasi)
• Chimotripsina (endopeptidasi)
• Elastasi (endopeptidasi)
• Carbossipeptidasi A e B (esopeptidasi)
•
Digestione delle proteine
Il processo digestivo delle proteine si distingue in 3 fasi:
1. Gastrico
2. Pancreatico
3. Intestinale
Il pancreas ha sia una funzione endocrina che esocrina: funzione esocrina (produce molecole), in
questo caso produce proteine con attività catalitica molto elevata, che hanno la funzione di
digerire le proteine, cioè di idrolizzare i legami peptidici in cui sono coinvolti determinati aa. Questi
zimogeni.
enzimi sono secreti sotto forma di proteine immature: Poi, una volta nel lume
intestinale ci sarà un enzima che arriverà questi zimogeni e la loro attivazione coincide con una
tripsina
regolazione covalente irreversibile, un taglio proteolitico. La ha un duplice ruolo: 1) ruolo
digestivo -> è una endopeptidasi che scinde il legame peptidico carbo-ammidico all’interno della
catena proteica; 2) ruolo di attivazione -> quindi traduzione degli zimogeni in proteine mature.
Infatti, la tripsina attiverà il chimotripsinogeno, la proelastasi e Le procarbossipeptidasi.
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L’assorbimento è un fenomeno in cui i protagonisti sono gli enterociti (cellule intestinali) che sono
altamente specializzati: hanno sistemi di trasporto speci ci per quelle molecole che hanno subito
una previa fase digestiva, quindi le riconoscono e importano all’interno del loro lume. Gli enterociti
hanno funzione di:
A. assorbimento, tanto che le loro membrane plasmatiche sono caratterizzate dalla presenza di
villi che hanno la funzione di aumentare la super cie assorbente; inoltre, si distingue anche
una porzione di membrana plasmatica rivolta verso il lume con numerose Inter-digitazioni
(sempre x l’assorbimento) e una parte abluminale altamente specializzata all’atto
dell’assorbimento.
B. controllo di tutto ciò che dal lume intestinale entra nel torrente ematico.
Trasporto degli aa dalla parte luminale alla porzione cellulare o citoplasmatica: un gradiente di Na
guida questo trasporto di aa. Si tratta di un sistema che riconosce gli aa e che utilizza l’energia di
simporto sodio mediato.
gradiente del Na x farli entrare. ->
Questo trasporto richiede il consumo di energia, perché le concentrazioni di Na all’interno della
cellula sono sempre mantenute basse e questo gradiente deve essere mantenuto; per cui questo
sodio potassio ATP-dipendente.
sistema è modulato dall’antiporto
Di usione/trasporto degli aa dalla porzione citoplasmatica alla porzione ematica: i villi intestinali,
tappezzati dagli enterociti, sono molto irrorati, quindi è un sistema di capillari che garantisce
l’assorbimento dei nutrienti. Nella porzione abluminale ci sono una serie di uniporti che
riconoscono famiglie di aa e li trasportano verso il torrente ematico.
Abbiamo 4 sistemi di trasporto:
X gli aa neutri
1. X gli aa basici
2. X gli aa acidi
3. X la glicina e la parolina
4.
L’organizzazione dell’ingresso degli aa nel sangue varia a seconda del tipo di trasporto.
Il pool intracellulare degli aa è generato da:
• Digestione e assorbimento delle proteine della dieta
• Degradazione, riciclo delle proteine cellulari. Riciclo o di enzimi digestivi o di proteine delle
cellule che si staccano dalla parete intestinale o dall’emoglobina.
Le proteine muscolari sono degradate in seguito al digiuno prolungato e re-sintetizzate dopo
l’ingestione delle proteine dietetiche.
Le proteine danneggiate sono degradate dai lisosomi e dal sistema dell’ubiquitina e del
proteosoma.
• Sistema dell’ubiquitina e del proteosoma
Il proteosoma è il luogo in cui muore la proteina all’interno della cellula, mentre l’ubiquitina è una
proteina che si attacca alla proteina danneggiata da degradare rendendola riconoscibile da parte
del proteosoma; infatti, l’uniquitina è caratterizzata da una estremità carbossiterminale che
presenta una glicina particolarmente attiva, tramite la quale si lega alle proteine destinate alla
proteolisi.
Il proteosoma è un complesso proteolitico ATP dipendente e utilizza quindi energia per il riciclo
proteosoma 20 S,
delle proteine. Esso è caratterizzato da 2 parti: 1) il che contiene l’attività ATP
proteolitica (attività catalitica); 2) una sorta di cappuccio che è la parte ATP dipendente detta
asica 19 S, la quale si unisce al proteosoma 20 S x costruire una struttura all’interno della quale
viene incanalata la proteina che deve essere degradata. L’energia dell’ATP serve a questo
processo e il peptide degradato o gli aa liberi vengono, poi, destinati alle funzioni cellulari.
Quindi, le proteine vengono prima ubiquitinate, entra il proteosoma e l’ubiquitina viene
conservata, staccata dalle proteine che sono già state degradate-> c’è una sistema di riciclo
dell’ubiquitina. I frammenti peptidici saranno poi ulteriormente degradati in sede citoplasmatica e
si creano gli aa liberi (pool di aa intracellulare). metabolico:
Gli aa all’interno della cellula inseguono un destino essi sono la fonte di eventi
molecolari importanti, proprio per il loro scheletro carbonioso e per la presenza dei gruppi
amminici, perché l’azoto, all’interno del nostro organismo, e in particolare modo l’azoto legato al
gruppo amminico, è una molecola che consente la sintesi proteica, mentre il gruppo amminico è
importante perché è protagonista della biosintesi dei nucleotidi. Tuttavia, il gruppo amminico è
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una struttura che può evolvere negativamente se sfugge dai sistemi di controllo e può diventare
ammoniaca. Lo ione ammonio è una molecola altamente basica che, qualora venisse veicolata
alcalosi metabolica.
liberamente nel torrente ematico, provocherebbe un fenomeno detto
destino degli aa all’interno della cellula è:
Quindi il
Sintesi proteica
1. Essere catabolizzati a scopo energetico. ->
2. è il primo evento che segna il loro catabolismo
è il distacco del gruppo amminico. Lo scheletro degli atomi di C può andare a costituire CO2,
quindi aa introdotti nel krebs; oppure questo scheletro carbonioso può diventare glucosio o
può essere convertito in AcetilCoA.
Gli aa sotto il pro lo catanolico possono essere identi cati come:
• Aminoacidi glucogenici: possono essere convertiti in piruvato, oppure consentono al fegato di
creare glucosio;
• Aminoacidi chetogenici: possono essere convertiti in AcetilCoA o acetoacetato.
Le reazioni che consentono la degradazione degli aminoacidi sono:
• Transaminazioni catalizzate da enzimi detto transaminasi o ammino-transferasi. Sono tante
perché ognuna è speci ca per ogni aa.
• Deaminazione ossidativa: deaminazione perché consiste nel distacco irreversibile del gruppo
amminico; ossidativa perché contestualmente l’aa che viene deaminato viene anche ossidato a
glutammato deidrogenasi.
spese di una molecola di NAD che si riduce -> reazione di
• Deaminazion
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26 Destini anabolici degli aminoacidi
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Proteine e aminoacidi nello sport
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25 Metabolismo dei singoli aminoacidi
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24 Metabolismo degli aminoacidi Reazioni di deaminazione e ciclo dell urea