Test Medicina, abolizione numero chiuso: si inizia per gradi

Numero chiuso per l'ingresso alla facoltà di Medicina, si va verso l'abolizione: si tratta di una novità prevista nella legge di bilancio approvata ieri al Consiglio dei Ministri. Ovviamente, il disegno di legge dovrà essere ancora approvato dal Parlamento.
I ministri dell'Istruzione e della Salute, dopo un primo momento di silenzio, hanno comunicato che si inizierà già da quest'anno a introdurre delle modifiche per l'ammissione a Medicina, ma le loro dichiarazioni manifestano una certa cautela e annunciano che si andrà per gradi. In particolare, si correggerà per eccesso il numero dei posti disponibili. Anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo il clamore scatenato dalla notizia, offre nuovi chiarimenti e torna su toni più tenui: si tratterebbe, infatti, di un obiettivo politico di medio periodo che necessita dei dovuti confronti.

Numero chiuso a Medicina: abolizione prevista nel disegno di legge sul bilancio

Come si può leggere chiaramente nel comunicato stampa pubblicato il 15 ottobre scorso sul Consiglio dei Ministri n° 23, il Governo ha approvato, tra gli altri provvedimenti, il disegno di legge relativo al bilancio per l'anno 2019 e per il triennio 2019-2021. Tra le misure previste, nel testo riportato dal comunicato stampa, al punto 22 è scritto: "Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi".

Test medicina abolito: le reazioni

Ci aspettavamo un intervento importante del governo nel campo della formazione dei medici - dice Pierluigi Marini della Acoi, associazione di chirurghi ospedalieri, a La Repubblica - ma l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà di Medicina, senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang. In giovani laureati in medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione dovranno per forza di cose cercare lavoro all’estero. Assisteremo ad una nuova fuga di cervelli”. Sempre dalle pagine di La Repubblica, il presidente dell'Istituto superiore di sanità definisce il provvedimento "decisione folle".

Abolizione numero chiuso Medicina: si inizia per gradi

In un primo momento, tuttavia, il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, e il ministro della Salute, Giulia Grillo, non hanno confermato l'abolizione tout court del test di medicina. La prima dichiarazione di Bussetti alla stampa è stata, come riporta ancora La Repubblica: "Voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche", mentre Grillo non ha dato alcun commento.
In tarda mattinata, un comunicato congiunto dei due ministri ha chiarito la situazione.
I due ministri infatti hanno chiesto, in sede di Consiglio dei Ministri, di aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. "È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare" si legge sul comunicato stampa.
Tuttavia, continua, "Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi. Per assicurare l’aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una prima riunione con tutti i soggetti interessati, a cominciare dalla CRUI".

Abolizione test medicina: un obiettivo di medio periodo

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, vista l'attenzione dei media su questo argomento, ha voluto fare un'ulteriore precisazione che, pur allungando i tempi di realizzazione, non smentisce l'intenzione di superare il numero chiuso a Medicina: "Si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Crui, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso".

Test Medicina abolito? Studenti: vogliamo chiarezza

L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi hanno diffuso un comunicato stampa sulla notizia della progressiva abolizione del numero chiuso a Medicina.

Dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Bene che il Governo si ponga un obiettivo così ambizioso, dopo che da anni denunciamo l'ingiustizia e le storture di questo sistema. Ma se davvero il Governo ha la seria volontà di eliminare il numero chiuso a medicina, si discuta di tempistiche, di obiettivi concreti, di un piano di investimenti che coinvolga il diritto allo studio, le borse di specializzazione, il finanziamento ordinario degli atenei. Peccato che le comunicazioni fatte prima dal Governo, poi dal ministro Bussetti facciamo trapelare estrema confusione rispetto a tutto questo: mancano previsioni economiche chiare, manca la delineazione di un percorso transitorio a nostro avviso necessario. Oltretutto, si affronta il tema del numero chiuso come se riguardasse solo di medicina, dimenticando altri corsi di studio a numero chiuso nazionale, come ad esempio architettura, dove la barriera di accesso all'entrata può e deve essere eliminata subito, in quanto i richiedenti sono addirittura inferiori rispetto ai posti disponibili. Manca inoltre qualsiasi riferimento al numero programmato locale, battaglia che l'anno scorso ha riportato il tema sulle prime pagine dei giornali grazie ai nostri ricorsi e alla nostra campagna Effetto Domino. Inaccettabile inoltre che il MIUR dichiari di voler portare avanti la riforma con la CRUI, associazione privata, mentre non si fa menzione al CNSU, organo ministeriale che è la massima espressione degli studenti italiani”.

Continua Giammarco Manfreda, Coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: “Il futuro di migliaia di diplomati ogni anno non è uno scherzo, vogliamo risposte serie, non false promesse, non slogan utili solo a illudere gli studenti. Questo 12 ottobre siamo scesi nelle piazze di tutto il Paese per chiedere maggiori investimenti sulla scuola, sull’università e sulla ricerca, per chiedere che il Governo scommetta sulle nuove generazioni. Per scommettere su di noi servono investimenti, serve garantire il diritto allo studio per gli studenti delle scuole superiori, serve investire sull’orientamento in uscita, per costruire percorsi di consapevolezza, serve, più in generale, tramite investimenti continui, smontare la retorica delle università di serie A e di quelle di serie B, per rendere il sapere libero e gli studenti liberi di scegliere il proprio futuro!

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21 novembre 2018 ore 15:00

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