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La libertà

Giulia Mele

Percorso per la prova orale dell’esame di stato

2007/2008

Liceo classico “Quinto Ennio” - classe 3^C

Indice

  • Introduzione
  • U. Foscolo: “Poeta-soldato della libertà”
  • L. A. Seneca: “Il suicidio, atto estremo di libertà”
  • Euripide: “Libertà in Elena”
  • Fichte - Schelling - Hegel: “Libertà dello spirito”
  • La Resistenza: “Le lotte dei partigiani per la liberazione dell’Italia”
  • A. Tennyson: “Ulysses, a free hero”
  • Le stelle: “Corpi celesti in libertà”
  • Riflessioni conclusive

Introduzione

Diverse persone sostengono che la vera libertà non esista, in quanto non abbiamo scelto dove né quando nascere, chi sarebbero stati i nostri genitori né il corpo in cui vivere.

In effetti, per tutto il corso della nostra esistenza, veniamo continuamente influenzati dall’ambiente che ci circonda, inconsciamente o meno. Gli stessi limiti dell’essere uomini influenzano i nostri pensieri ed i nostri sogni, basti pensare al desiderio di volare, di poter andare ovunque e in qualunque momento senza che qualcuno ci possa fermare. “Fossi un uccello / alto nel cielo / potrei volare / senza aver padroni / se fossi un fiume / potrei andare / rompendo gli argini nelle mie alluvioni”, canta Guccini.

Talvolta anche noi stessi ci imponiamo dei limiti senza rendercene conto: le paure. I giudizi degli altri spesso pesano come condanne e ci murano gli occhi, lasciandoci la certezza di essere anche ciò che non siamo e quindi facendoci diventare l’opposto di ciò che vorremmo. Quando poi abbiamo paura dell’opinione che gli altri potrebbero avere di noi ci conformiamo alla massa, col timore di non essere apprezzati, anche solo per un’idea, un modo di essere. Ci si nasconde dietro una maschera, si rimane incatenati ad un determinato pensiero che gli altri hanno fatto su di noi e si teme di rischiare, anche soltanto per provare. Probabilmente abbiamo troppa paura di noi stessi per scoprirci veramente, evitiamo il silenzio e le discussioni, saltiamo a piè pari qualsiasi cosa richieda un’opinione precisa e soprattutto argomentata. “Perché la gente sa e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita”, cantava il suonatore Jones di De André: così si teme di cambiare, di scoprirsi condizionati dagli altri. Invece forse è proprio la curiosità la chiave per la vera libertà, perché spinge a cercare nel mondo noi stessi e il nostro posto.

“Viaggiare per capire che non c’è niente da scoprire se non dentro di noi”, come la ricerca del Marco Polo di Calvino, che in ogni città che visitava vedeva ciò che la sua non era e non sarebbe mai stata, così ognuno cerca negli altri ciò che da essi lo differisce e lo accomuna, per farci conoscere ciò che veramente siamo, anche con le nostre idee e i nostri sogni più latenti. Molte volte li lasciamo nel cassetto, perché cadere dalle nuvole può far male, ci accontentiamo di sopravvivere giorno dopo giorno, senza far caso ai nostri desideri. Invece bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi per sentirci liberi di volare davvero; progettare e iniziare a costruire veramente il mondo in cui vorremmo vivere. “Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo” sosteneva Gandhi, perché non può esistere la libertà senza speranza e senza questa i sogni non si possono realizzare.

“Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti”

Richard Bach – “Gabbiano Jonathan Livingston”

U. Foscolo

“Poeta-soldato della libertà”

Ugo Foscolo politicamente era entusiasta dei principi della Rivoluzione francese ed assunse posizioni fortemente libertarie ed egualitarie, pieno di quel sentimento d’amore, di gloria e di libertà che lo portò ad arruolarsi nelle truppe della Repubblica Cispadana e a pubblicare un’ode A Buonaparte liberatore, in cui esaltava il generale francese come portatore di libertà.

Il Foscolo è il primo carattere romantico che appare nella storia della letteratura italiana, appassionato, impetuoso, “ricco di vizi e di virtù”, come egli stesso si definisce.

Due sono gli elementi che spiccano nella sua personalità: il primo è un immediato abbandono agli impulsi del sentimento e delle passioni, che agitarono ininterrottamente la sua vita; il secondo, in contrasto col primo, è l’esigenza di un ordine, di una disciplina, di un’armonia interiore. Nell’abbandono agli impulsi del sentimento e delle passioni si avverte il segno della nuova sensibilità del romanticismo; nell’esigenza dell’equilibrio e dell’armonia interiore si avverte l’influenza del classicismo.

Tuttavia soltanto nella poesia egli riuscì a rappresentare l’armonia interiore, alla quale aspirava; nella vita pratica, da autentico romantico, si lasciò sempre trasportare dalle passioni. Per questo è ravvisabile in lui un motivo di pessimismo e di disperazione.

Il pessimismo del Foscolo deriva dal fatto che egli vede nella vita annullati gli ideali di libertà e di giustizia, e secondo la visione materialistica e meccanicistica della realtà considera l’uomo come prigioniero della materia, il quale, dopo aver compiuto il suo ciclo vitale, piomba con la morte nel nulla eterno, come un qualsiasi animale, dopo una lunga catena di sofferenze senza senso.

La ragione quindi, esaltata dagli illuministi come fumatrice di tenebre e indagatrice di verità, per il Foscolo non è affatto uno strumento di liberazione e di felicità ma un dono malefico della natura.

È questo il momento più acuto del pessimismo foscoliano, rappresentato idealmente dal suicidio di Jacopo Ortis, un suicidio che è insieme una liberazione e una protesta: una liberazione dal dolore e una protesta contro la natura, che ha destinato l’uomo all’infelicità.

Il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis costituisce la prima importante opera di Foscolo, nel quale affronta la questione della difficile condizione di un giovane intellettuale in conflitto con un contesto sociale in cui non può inserirsi. Jacopo è un giovane patriota che, dopo la cessione di Venezia all’Austria col trattato di Campoformio, cade in preda alla disperazione, che lo spinge ad un pellegrinaggio per l’Italia e poi al suicidio.

La disperazione nasce dalla delusione rivoluzionaria, dal vedere tradite tutte le speranze patriottiche e democratiche, dal vedere la libertà finire in tirannide, dal rendersi conto che lo strumento rivoluzionario è ormai impraticabile. Non essendovi alternative possibili sul piano della storia, l’unica via che si offre ad Ortis per uscire da una situazione negativa, al tempo stesso insostenibile e immodificabile, è la morte, intesa in termini materialistici e nichilistici, come distruzione totale e “nulla eterno”.

Foscolo stesso dirà “È meglio dunque non nascere, e, una volta nati, è meglio troncare la vita col suicidio”.

L’opera ha infine per sottotitolo i versi danteschi: Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta (Purg., vv. 71-72).

Questi versi ci rivelano la natura vera del suicidio di Jacopo Ortis. Esso non è negazione della vita, ma è affermazione e bisogno di libertà, denuncia di oppressione e protesta contro la società e il destino.

Foscolo dunque non soccombe al pessimismo e alla disperazione, ma reagisce vigorosamente, creandosi una nuova fede in valori universali, che danno un fine e un significato alla vita dell’uomo. Questi valori sono la libertà, la patria, la virtù, l’eroismo, la poesia, l’arte, la gloria, tutti sentimenti che i filosofi materialisti e scettici chiamano illusioni ma che sono verità validissime per il poeta, che le considera necessarie a sé e agli altri, perché hanno l’ufficio di legare l’uomo alla vita e di dare uno scopo all’esistenza.

Tenendo presente la sua fede nelle “illusioni” ci spieghiamo molte delle vicende biografiche del Foscolo, come il suo attivismo politico, militare, giornalistico, l’impegno di poeta civile, la scelta coraggiosa dell’esilio, per fierezza e coerenza di carattere.

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Sintesi
tesina maturità che affronta il tema della libertà

Sintesi tesina sulla libertà

In questa tesina di maturità viene analizzato il tema della libertà. In questa tesina multidisciplinare vengono effettuati vari collegamenti disciplinari: Ugo Foscolo nella sua poesia esprime la libertà, il desiderio di liberare la patria dallo straniero. Egli si arruolò, infatti, nelle truppe della Repubblica Cispadana. Nell'opera "Ultime lettere a Jacopo Ortis" egli definisce la libertà cara; in quest'opera il protagonista si suicida e il suo suicidio viene visto come una forma di protesta contro la società e il destino. Egli incarna quindi la figura del poeta-soldato della libertà. Nelle opere di Seneca il suicidio viene visto come l'atto estremo di libertà; egli considerava la vita umana come una sorta di costrizione, per cui l'uomo si suicida per liberarsi dalla vita. Molto interessante è la libertà per Euripide, che la definisce attraverso la figura di Elena, la quale effettua una libertà di scelta: sceglie di onorare il proprio matrimonio, decidendo di lasciare Paride e Troia. In ambito filosofico invece è noto il filone relativo alla libertà dello spirito riassunto da tre filosofi molto importanti come Fichte, Schelling ed Hegel.

In relazione alla storia noto è quel fenomeno che ha portato numerosi anti-fascisti a schierarsi contro il regime attraverso la Resistenza partigiana, grazie al quale è stato possibile ottenere la liberazione dell'Italia e del Continente europeo. Nello scenario letterario straniero invece Tennyson afferma che Ulisse rappresenti l'emblema dell'eroe libero. La libertà può essere espressa anche attraverso il percorso delle stelle, attraverso la visione da parte dell'uomo delle stelle di notte che danno un'idea di libertà.

Collegamenti

Tesina sulla libertà

  • Italiano: La libertà nella poesia di Ugo Foscolo.
  • Latino: Il suicidio, atto estremo di libertà, Seneca.
  • Greco: “Libertà in Elena”, Euripide.
  • Filosofia: La libertà dello Spirito.
  • Storia: Le lotte dei partigiani per la liberazione dell’Italia.
  • Inglese: A. Tennyson, “Ulysses, a free hero”.
  • Geografia astronomica: Le stelle.
Altre tesine sulla libertà
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