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Il sogno

Dalla formazione

dell’individuo

alla struttura

dell’apparato sociale…

Antonella Langone

Liceo Scientifico G. Da Procida

Classe V i

Indice

Introduzione pag. 3

Sigmund Freud pag. 4

Friedrich Nietzsche pag. 7

Karl Marx pag. 8

Il sogno del 3° Reich pag. 9

I moti del 1848 pag. 12

Ugo Foscolo pag. 14

Eugenio Montale pag. 18

Aestheticism pag. 20

Oscar Wilde pag. 21

Thomas Gray pag. 23

Apuleio pag. 24 2

Lucio Anneo Seneca pag. 25

Il Surrealismo pag. 27

Salvador Dalì pag. 28

Johann Heinrich Füssli pag. 31

Campo elettrico e campo magnetico: elettromagnetismo pag. 32

Le stelle pag. 37

Studio di funzione pag. 41

Introduzione

L’etimologia della parola sogno, dal latino somnium, derivante dal greco ypnos (sonno) ci mostra come il sogno sia una naturale estensione del sonno, un qualcosa che fin dai tempi più remoti ha accompagnato l’uomo.

Nell’età classica esso era concepito come una rivelazione all’uomo da parte degli Dei ed aveva come scopo quello di predire il futuro, ma già con Aristotele il lavoro onirico ci viene presentato come un oggetto di studio psicologico.

Nel corso dei secoli varie sono le interpretazioni del sogno e vari sono gli atteggiamenti di coloro che hanno cercato di impadronirsi dei propri sogni.

A partire da Strumpell, che lo considerava come una completa evasione dalla realtà, indipendente da essa, abbiamo tesi contrastanti che, invece, sostengono che il sogno non sia altro che la prosecuzione della vita da svegli o che quantomeno debba esistere una relazione tra esso e la realtà. All’apice di svariate considerazioni troviamo la filosofia di Freud che collega pienamente il sogno alla realtà, definendolo una realizzazione di desiderio in qualche modo represso e non avveratosi.

In questo percorso, dopo l’analisi del lavoro onirico di Freud, intendo confrontare i sogni e i desideri di filosofi e letterati che hanno segnato la storia dell’ ’800 e del ’900, costruendo la loro vita su ideali e aspirazioni che non sempre sono stati raggiunti pienamente. Sogni che hanno portato dallo sterminio di massa, al patriottismo, dalla lotta di classe, all’esaltazione del sentimento, dai totalitarismi alla religione delle illusioni.

In un modo o nell’altro sia dal punto di vista psicologico, sia da quello semplicemente indicativo per la formazione di un individuo, il sogno è parte della realtà, avvera quel desiderio umano che la realtà gli nega.

Pochi sono i sogni che non si sporcano toccando la concretezza, e ancor meno quelli che non si sbriciolano sotto il peso della realtà.

Sigmund Freud (1856-1939)

Sigmund Freud nasce a Freiberg, in Moravia, allora territorio austriaco, da una famiglia di origini ebraiche e si trasferisce dopo qualche anno a Vienna. Nel 1881 si laurea in medicina e si specializza in neurologia. Nel 1886 si sposa con Marta Bernays, da cui ebbe sei figli (da ricordare Anna Freud che portò avanti gli studi del padre nel campo della psicoanalisi). Insieme a Breuer pubblica gli “Studi sull’isteria” che segnano l’inizio della nascita della psicoanalisi. Ciò che portò alla nascita di quest’ultima fu la cura di una paziente Anna O. per una grave isteria. La paziente sotto effetto ipnotico, rispondendo a svariate domande dello psicoanalista, riuscì da sola ad arrivare all’evento traumatico che le aveva provocato l’isteria e, prendendone coscienza, i sintomi isterici svanirono. Freud quindi scoprì che gli eventi traumatici della vita che venivano nascosti in una parte della psiche, grazie alla rimozione, senza mai riaffiorare a livello conscio, provocavano traumi.

Dopo molti studi divise la psiche in tre parti:

  • Conscio, parte superficiale della psiche, sede di pensieri chiari e razionali;
  • Subconscio, zona di passaggio tra ciò che è percepito dalla coscienza e ciò che non lo è;
  • Inconscio, parte nascosta della psiche, nella quale vengono accantonati ricordi e desideri proibiti, e le forze che agiscono in esso sono indipendenti dal pensiero cosciente.

La maggior parte del contenuto dell’inconscio, secondo Freud, è riferita alla sfera sessuale, per questo viene denominata libido.

Quest’ultima è protetta dalla censura che tramite pulsioni, quali motti di spirito e lapsus, concedendo una via di fuga a qualche pensiero inconscio, controlla l’equilibrio della psiche. Quando invece la censura è troppo forte, da non provocare pulsioni e la libido non trova alcuna via d’uscita, si manifestano nevrosi.

Soltanto in un caso la censura inevitabilmente si rilassa abbastanza da far emergere tratti di desiderio a livello conscio, ovvero durante il sogno. È per questo che Freud utilizzò l’interpretazione dei sogni dei suoi pazienti, per risolvere le loro nevrosi e ridonare alla psiche il giusto equilibrio.

Tutte le scelte della psiche avvengono, secondo il filosofo, perseguendo il principio del piacere, che prevede la realizzazione incondizionata di ogni desiderio umano. Quest’ultimo spesso si scontra con le morali e le tradizioni della realtà, impedendo che ciò avvenga. Per questo, tramite la sublimazione che persegue il principio della realtà, la psiche umana cerca di soddisfare i propri desideri in relazione a ciò che la realtà considera comportamenti morali.

Durante il sogno questi desideri riescono in parte ad eludere la censura e a riaffiorare quasi completamente a livello conscio; è proprio per questo che Freud lo considera una vera e propria realizzazione di un desiderio.

I desideri hanno tre possibili origini:

  • Desiderio non soddisfatto durante il giorno per un futile ostacolo;
  • Desiderio represso durante il giorno a causa di una morale troppo restrittiva;
  • Desiderio che proviene dall’inconscio, parte repressa della mente, che di solito è accantonato lì dall’infanzia.

Sono proprio quest’ultimi la maggior parte dei desideri che riaffiorano a livello conscio durante il sogno, e vengono più che altro risvegliati da avvenimenti giornalieri futili o rimasti indifferenti.

La censura però durante il sogno non rimane totalmente indifferente al lavoro onirico anzi, cercando di continuare a compiere il suo lavoro, deforma il contenuto latente del sogno, così che in quello manifesto il desiderio proibito nascosto non sia completamente interpretabile.

Freud studiando i sogni manifesti raccontatigli dai pazienti dedusse che, per arrivare alla conoscenza del contenuto latente, bisognasse tener presente 5 leggi secondo le quali si sviluppa il lavoro onirico, governato in fondo anche dalla censura:

  • Condensazione: tramite la quale la censura collega nel sogno manifesto elementi del pensiero inconscio che nella realtà sarebbero scollegati; per questo ogni elemento del sogno può rappresentare più elementi latenti;
  • Spostamento: tecnica secondo la quale ad un elemento viene attribuito il carattere di un altro;
  • Drammatizzazione: essa riesce ad alterare i pensieri psichici, riversandoli nel sogno sotto forma di azioni;
  • Rappresentazione per opposto: tecnica secondo la quale un elemento inaccettabile dalla coscienza viene rappresentato nel sogno manifesto come il suo opposto;
  • Simbolizzazione: in relazione al punto precedente Freud stabilì che, per rappresentare l’opposto del contenuto latente nel sogno manifesto, venissero utilizzati anche dei simboli universali, pur essendo consapevole che per dare il corretto significato al simbolo utilizzato da una persona, bisognava conoscerla bene.

Sono proprio i sogni di grandi menti che hanno portato alla formazione di prototipi di individui e società, quali ad esempio Friedrich Nietzsche e Karl Marx.

Friedrich Nietzsche (1844-1900)

Friedrich Nietzsche nacque nel 1844. Il filosofo tedesco cresce in una Germania da lui stesso definita ipocrita e falsa, una nazione fondata su valori, da lui considerati privi di fondamento, quali il progresso, la filosofia, la verità, la religione. La sua filosofia è altamente basata sulla cultura greca del bello, criticando però quegli stessi filosofi greci, Socrate e Platone, che introducendo la metafisica e le religioni, hanno portato l’uomo ad illudersi, negandogli l’espressione più libera e genuina della vita.

Il suo pensiero filosofico può essere diviso in 3 grandi macrotematiche:

  • Spirito dionisiaco e spirito apollineo
  • Critica al cristianesimo, morte di Dio e Oltreuomo
  • Volontà di potenza ed eterno ritorno

Il sogno di Nietzsche è sfatare la morale tradizionale borghese e religiosa, sostituendola con la nuova società dell’Oltreuomo. È proprio nella seconda tematica della sua filosofia che egli evidenzia la decadenza della cultura occidentale del suo tempo, una cultura nichilista che vede infondati tutti i concetti metafisici su cui è basata.

Nietzsche quindi, criticando il Cristianesimo e la sua morale, intende “uccidere” Dio e donare all’uomo il vero senso della vita: l’amare la vita stessa grazie alla volontà di potenza.

Sono proprio questi i concetti che descrivono l’Oltreuomo: egli è colui che supera il nichilismo con la volontà di potenza; volontà che supera se stessa intesa come capacità dell’uomo di dominare le proprie passioni e la propria vita, senza lasciarsi condizionare da alcuna morale e quindi dominare il mondo.

È da sottolineare che la filosofia di Nietzsche non è fondatrice dell’antisemitismo, ma che lo è diventata in seguito a manipolazioni eseguite da sua sorella e dalle menti diaboliche che l’hanno propagandata.

La dittatura nazista di Adolf Hitler, come vedremo, è un eclatante esempio della distorsione del pensiero nietzscheano portato alle estreme conseguenze, in quanto non si può comunque negare che il disprezzo per i valori cristiani, la celebrazione della potenza dell’uomo e l’esaltazione della volontà prevaricatrice, non siano parte di questo.

Karl Marx (1818-1883)

Karl Marx nasce a Treviri nel 1818 ed è un ebreo tedesco. Egli fu allievo di Hegel e in particolare si schierò con le ideologie della sinistra Hegeliana, accogliendone quindi lo sviluppo dialettico ma, considerandolo soltanto idealismo teologico, lo sostituì con il materialismo storico. Il sogno di Marx era quello di creare un mondo giusto, in modo da non avere più bisogno di Dio, il quale non esiste, ma è soltanto la risposta dei popoli davanti all’ingiustizia del mondo. Questa ingiustizia è espressa attraverso la deprivazione del valore del lavoro umano e la proprietà privata.

Il filosofo considerando la realtà storia, trasferisce la dialettica di Hegel legata alla realtà, sulla storia, formando così il materialismo storico. Come per Hegel la molla della dialettica era la contrapposizione verbale, per Marx la realizzatrice del suo sogno di un mondo giusto è la contrapposizione sociale: la lotta di classe. Lotta di classe che è stata madre di cambiamenti in ogni periodo storico da lui analizzato: come la lotta di classe ha visto trionfare la borghesia sul feudalesimo, così adesso il proletariato deve trionfare sull’ormai vecchia borghesia e prendere il potere.

Il materialismo dialettico, o diamat, si articola in 3 leggi:

  • Legge della conversione della quantità in qualità, secondo la quale soltanto grandi mutamenti quantitativi, quali le rivoluzioni, porterebbero a cambiamenti qualitativi;
  • Legge della compenetrazione degli opposti, che evidenzia lì innegabile compenetrazione degli opposti nella storia;
  • Legge della negazione della negazione, la quale, muovendosi in prospettiva futura, vede la lotta di classe unico strumento di negazione del potere sociale ormai in decadenza.

Il desiderio di sostituire la società capitalista con una comunista, abolendo la proprietà privata a favore di una proprietà collettivista, tramite lo scontro tra classi, viene realizzato durante i moti rivoluzionari del 1848. Questi però in Francia portarono alla nascita del 2° impero francese di Napoleone III, mentre in Italia diedero inizio alla lunga e travagliata lotta per l’unificazione.

Scontrandosi con la realtà, questi sogni hanno dato vita a dittature e totalitarismi: quali il nazismo e il comunismo.

Il sogno del 3° Reich

Adolf Hitler nasce nel 1889 in un piccolo paese dell’Austria settentrionale da un padre doganiere e da una madre casalinga ebrea. Dopo aver lasciato la scuola, cerca di affermarsi come artista soprattutto a Vienna, dove si trasferisce dopo la morte della madre. Vive da vagabondo grazie alla pensione da orfano in una Vienna animata dalle diverse ideologie politiche dell’epoca, nell’impero austro-ungarico considerato da lui stesso in decadenza. Per questo decide di trasferirsi in Germania, a quei tempi una nazione giovane e forte, maturando già ideologie nazionaliste e antisemitiche. Partecipa alla prima guerra mondiale da soldato semplice tra le file tedesche; come sappiamo la Germania uscirà distrutta dalla guerra e con il trattato di Versailles perderà gran parte dei territori e sarà soggetta al pagamento di un indennizzo di guerra molto alto. Ciò provocò malcontento e rivoluzioni nella popolazione tedesca fino alla fuga del Kaiser ed all’instaurazione della repubblica socialdemocratica di Weimar. I primi anni di questa repubblica, tra il 1919 e il 1922, furono anni bui; durante questo periodo furono uccisi 376 politici e ci fu una delle inflazioni più dannose della storia.

Proprio in questi anni, indignato dalla situazione, nell’animo di Hitler ribolliva sempre più la voglia di salire al potere e portare la nazione tedesca allo splendore. Egli nel 1921 in una birreria di Monaco di Baviera, grazie alle sue grandi doti oratorie, fondò il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi: il NSDAP.

Hitler con il nuovo partito e l’appoggio del generale Ludendorff tenta di seguire le orme di Mussolini, con la marcia su Roma, organizzando la marcia su Berlino. Il colpo di stato prende il nome di “putsch di Monaco”, ma fallì. Hitler fu condannato a 5 anni di carcere, ma ne scontò soltanto uno.

Durante questo periodo in cella Hitler scrisse il “Mein Kampf” (La mia battaglia), libro nel quale Hitler delinea le sue convinzioni e i suoi propositi che accompagnano il suo sogno del reich millenario.

Il suo reich ideale è basato su ideologie nazionaliste e razziste: egli sogna di unificare tutti i tedeschi in una Grande Germania, abolendo i trattati di Versailles e Saint-Germain-en Laye e quindi affermando la potenza tedesca.

Ciò prevedeva la riconquista della Saar, dell’Alsazia-Lorena e degli altri territori sottratti con patto di Versailles, in più l’annessione dell’Austria, del Sud-Tirolo e della regione dei Sudeti. Abolendo il trattato di Versailles si riavvierebbe l’industria bellica e l’esercito, che gli alleati hanno cercato di mettere a tacere per sempre. Inoltre il suo programma prevedeva la conquista di nuove colonie tedesche per provvedere all’aumento demografico, avendo come obiettivo l’Est Europeo.

Gli altri punti del programma-sogno di Hitler illustrano la sua ideologia razzista: tutta la storia, secondo lui, è solo espressione dell’eterna lotta per la supremazia della razza e la guerra è l’espressione di quest’ultima, e tramite essa si stabilisce la razza che avrà il diritto di dominare sul popolo. Di tutte le razze Hitler considera quella “ariana” la più valorosa, alla quale spetta di dominare il mondo; mentre sostiene che gli ebrei siano una razza pericolosa che, mescolandosi alle altre, le distrugge eliminando la loro forza per la lotta per la supremazia.

Egli quindi stabilisce prima di tutto che la cittadinanza sarebbe stata solo dei “puri tedeschi”, coloro che con la loro dignità di umanità superiore avevano il diritto di assoggettare tutte le altre razze inferiori, mentre le altre razze sarebbero state soggette a leggi per gli stranieri. Gli ebrei invece saranno soggetti ad uno sterminio di massa, insieme a quelli che lui definisce “mangiatori inutili” quali malati di mente, handicappati e zingari; tutte razze le inferiori, inutili e dannose che verranno uccise soltanto per un’ideologia, saranno vittime dell’olocausto.

Hitler inoltre è contrario alla democrazia, in quanto sostiene che la natura assegna il diritto di governare solo ai suoi prediletti, soltanto ai più forti per coraggio e capacità di lavoro, i quali non possono mescolarsi con i deboli.

Prevede quindi per il suo reich la più grande e indistruttibile dittatura mai esistita, con una gerarchia ferrea che vede al suo apice i vertici della pura razza ariana comandati insindacabilmente da un unico Fuhrer. Gli ariani ribelli saranno rieducati nei lager, anche se Hitler riuscì a creare un culto di massa organizzando la quotidianità di tutti con la creazione di organizzazioni sportive e culturali che avevano lo scopo di controllare e disciplinare il cittadino tedesco.

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