Sport e libertà
Andrea Battioli
LS – V C –
2008/2009 Introduzione
Lo sport è parte integrante della cultura di una società e si sviluppa in simbiosi con i cambiamenti che la contraddistinguono.
Spesso gli atleti perdono la loro libertà per soddisfare le necessità della società in cui vivono.
L’atleta infatti, attraverso le sue vittorie, diventa oggetto di vanto e strumento per fini politici e propagandistici.
Nella società romana i giochi gladiatori, nonostante la loro crudeltà, acquisirono un’importanza fondamentale: divertimento e valvola di sfogo per le tensioni del popolo da una parte e controllo da parte del potere dall’altra.
Nella Germania dell’Est, lo sport assume un’importanza politica e ideologica e, attraverso quello che si può definire “Doping di Stato”, che viola i diritti umani e civili, l’atleta diventa testimone e rappresentante del potere della Nazione.
In entrambi i casi l’atleta diventa oggetto-strumento e pertanto perde la propria libertà. Per contro, l’importanza assunta dallo sport a livello sociale, politico e mediatico ha indotto alcuni atleti ad utilizzarlo per la rivendicazione dei diritti civili, per combattere le ingiustizie della loro società, perciò per la libertà.
Latino: i gladiatori
Il termine gladiatore prende nome dalla spada usata da questi combattenti, il gladio, un tipo di spada corta.
Questa figura nacque a causa del fanatismo del popolo romano, che si esaltava molto nel vedere i combattimenti nelle arene, quindi gli imperatori erano soliti fare questi combattimenti per accontentare il popolo, famosa è la citazione di Giovenale “panem et circenses”. Inizialmente i gladiatori erano schiavi portati a Roma da conquiste dell’impero, o criminali, ma infine entrarono anche uomini liberi che avevano qualche debito con la giustizia.
L’ipotesi che i giochi gladiatori siano nati in Etruria o che i Romani li abbiano mutuati dagli Etruschi sembrerebbe trovare fondamento su testimonianze archeologiche, in particolare pitture tombali, e su fonti letterarie. I combattimenti gladiatori furono introdotti nei giochi pubblici romani nel 105 a.C. da Gaio Mario.
L’addestramento dei gladiatori
L’addestramento dei gladiatori era ancora più approfondito di quello praticato nelle scuole militari romane. Praticavano la scherma, il maneggio di armi particolari e miglioravano la loro condizione fisica con faticosissimi allenamenti. L’addestramento avveniva nella cosiddetta “Palestra”, collegata al Colosseo tramite un corridoio sotterraneo; occorreva inoltre aver cura di questi atleti, dei loro momenti di rilassamento e del prestigio della loro reputazione.
Tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, la gladiatura divenne uno sport di alto livello a Roma, e i centri di addestramento rivaleggiavano tra loro nel cercare di produrre i migliori combattenti.
Le condizioni di vita per i migliori gladiatori erano eccezionali, in quanto essi avevano le porte aperte a tutte le serate mondane organizzate a Roma e nei suoi dintorni.
Mentre i medi gladiatori non avevano il privilegio dell’accesso alle feste, questa notorietà faceva parte della vita che inseguivano tanti giovani gladiatori.
3
Sport e Libertà
La costruzione dell’anfiteatro Flavio
Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio, è il più famoso anfiteatro romano, ed è situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere fino a 50.000 spettatori.
L’anfiteatro fu edificato in un’area al limite orientale del Foro Romano. La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e fu inaugurato da Tito nell’80 d.C., con ulteriori modifiche apportate durante il regno di Domiziano. Non più in uso dopo il VI secolo, l’enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale.
I giochi inaugurali dell’anfiteatro Flavio
Si tennero nell’80, per volere dell’imperatore romano Tito, al fine di celebrare il completamento del Colosseo, ai tempi noto come Anfiteatro Flavio (latino: Amphitheatrum Flavium). Vespasiano ne iniziò la costruzione attorno al 70, ma i lavori vennero completati da suo figlio Tito poco dopo la sua morte avvenuta nel 79.
Per la struttura di questi giochi sembra abbiano seguito lo schema dei ludi romani: spettacoli con animali al mattino, seguiti dalle esecuzioni dei criminali verso mezzogiorno, e al pomeriggio combattimenti di gladiatori e la riproposizione di famose battaglie.
I giochi con gli animali, provenienti da tutto l’impero romano, comprendevano strane cacce e lotte tra specie diverse. Gli animali giocavano anche un ruolo importante in alcune esecuzioni che fungevano da rievocazione di miti ed eventi storici.
Anche le battaglie navali facevano parte degli spettacoli, ma il fatto che venissero tenute nell’anfiteatro piuttosto che su un lago fatto costruire da Augusto è ancora oggetto di dibattito tra gli storici.
4
Sport e Libertà
Marziale, Liber de spectaculis
Verso l’80, in occasione dell’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio, ad opera dell’imperatore Tito, Marziale pubblicò il primo libro di epigrammi detto Liber de spectaculis, che comprende una trentina di carmi che descrivono i vari spettacoli offerti al pubblico.
Essi rappresentano la tipica poesia d’occasione, e così lì presenta il poeta rivolgendosi all’imperatore Tito: “scusa questi versi improvvisati: non merita di dispiacerti chi si affretta, o Cesare, a piacerti”.
In quest’opera la vita di Roma viene colta in un unico, ma fondamentale aspetto: quello del divertimento rappresentato dai giochi del circo.
La realtà dunque compare nel suo lato più grandioso e spettacolare e viene trattata dall’autore sia come un motivo di glorificazione dell’imperatore, sia come un’esperienza memorabile del suo pubblico, che il poeta intende fissare definitivamente con i mezzi di un’arte vivida e concisa.
Oltre al motivo adulatorio che non manca quasi mai, è notevole in questi componimenti la volontà di lavorare sugli eventi, cogliendone gli aspetti strani e inconsueti e magnificandoli con riferimenti al mito, riferimenti del resto quasi obbligati perché molti spettacoli si ispiravano alla mitologia.
5
Sport e Libertà
Commodo, l’imperatore gladiatore
Commodo è stato un imperatore romano, membro della dinastia degli Antonini; regnò dal 180, dopo la morte del padre Marco Aurelio, fino al 192, data della sua morte.
Ebbe una passione sfrenata per i combattimenti dei gladiatori, al punto da scendere egli stesso nell’arena vestito da gladiatore.
Questo era considerato scandaloso dal popolo di Roma, che considerava i gladiatori al rango più basso della scala sociale.
Busto che ritrae l’imperatore Commodo con gli attributi del dio Ercole.
Le sue prestazioni erano assai ridicole, infatti entrava nell’arena armato di tutto punto a combattere contro disgraziati armati solo con spade di legno.
Vestito come l’eroe mitologico greco Ercole, Commodo sosteneva di aver ucciso 12.000 uomini in combattimenti gladiatori.
Per ogni apparizione nell’arena, addebitava alla città di Roma un milione di sesterzi.
Commodo pretese inoltre di essere adorato come l’“Ercole romano” e si fece raffigurare con gli attributi di tale dio, clava e pelle di leone, sulle monete e nell’iconografia del tempo.
Nel 399 ci fu la chiusura delle scuole di gladiatori a Roma, sotto pressione dei cristiani che non erano favorevoli a questo tipo di combattimenti.
6
Sport e Libertà
Storia: lo sport nella DDR
Il quadro storico
- 7 ottobre 1949 - La DDR viene proclamata nel settore est di Berlino e viene eletto presidente di Stato Wilhelm Pieck.
- 1950 - Walter Ulbricht diviene segretario generale del Partito Socialista Unificato Tedesco.
- 1956 - La DDR aderisce al Patto di Varsavia.
- 1957 - La DDR viene riconosciuta dall’URSS e dichiarata pienamente sovrana.
- 1960 - Dopo la morte di Wilhelm Pieck, assume il ruolo di Presidente di Stato Johannes Dieckmann, Ulbricht diviene Presidente del Consiglio di Stato.
- 1961 - Viene costruito il Muro di Berlino.
- 1968 - Per la prima volta ai giochi olimpici la Germania Est partecipa separatamente rispetto alla Germania Ovest, conquistando 9 ori, 9 argenti e 7 bronzi.
- 18 settembre 1973 - La DDR viene ammessa all’ONU insieme alla Germania Ovest. Muore Walter Ulbricht, il suo posto è preso da Willi Stoph.
- 1976 - In occasione dei giochi olimpici di Montreal la Germania Est si classifica al secondo posto dietro all’URSS e superando gli USA per un totale di 40 ori, 25 argenti e 25 bronzi.
- 1980 - Nell’edizione dei giochi boicottata dagli Stati Uniti la Germania Est raggiunge il record personale di medaglie, 47 ori, 37 argenti e 32 bronzi, arrivando seconda nella classifica generale.
- 9 novembre 1989 - Cade il Muro di Berlino.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sport e libertà
Materie sviluppate
Latino: la figura del gladiatore all'interno della società romana, lo sportivo che rischia la vita per soddisfare la felicità del popolo.
Storia: il fenomeno sportivo della DDR, lo sport che assume un ruolo principale nella guerra fredda e lo stato che si impossessa degli atleti in quanto "strumenti di guerra".
Inglese: "The loneliness of the long-distance runner" di Alan Sillitoe è una storia che parla di un ragazzo rinchiuso in riformatorio che viene costretto a correre la maratona contro i ragazzi degli altri riformatori; il capo del riformatorio lo minaccia dicendogli che, se non vince la gara, sarà costretto a lavare pavimenti per tutta la vita. Tuttavia, una volta arrivato in prossimità del traguardo, decide di fermarsi e di non vincere. Egli rappresenta lo sportivo che si ribella al potere, così come raccontano anche le altre 2 storie inserite: Tommie Smith e Cassius Clay (ma volendo si può aggiungere anche la storia di Rubin Hurricane Carter).