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La condizione della donna è stata sempre caratterizzata da una situazione di inferiorità sul piano sociale, giuridico e politico.
Nel mondo miceneo la donna era presa in grande considerazione e godette dì una libertà impensabile nell'età successiva. Il padre faceva un contratto matrimoniale e veniva dato un dono da portare alla nuova famiglia. Si occupava inoltre della vita domestica e dell’allattamento dei figli. Poteva uscire senza il marito se accompagnata da un’ancella.
La donna nell’età ateniese poteva uscire per feste religiose, matrimoni e funerali. Fino a 14 anni la sua capacità giuridica era quasi nulla e dopo aver lasciato la casa del padre era affidata al tutore. Differenze per le etere, che erano superiori alla media greca per cultura e gusti.
In età romana la donna non era solo mamma e custode della casa: era consigliere del marito e aveva istruzione. Con il cristianesimo la donna ottenne un ruolo fondamentale nella famiglia.
Con l'arrivo dei Longobardi diventa oggetto del guerriero ed è sottoposta alla tutela alla tutela del padre o del fratello e poi del marito.

Dall’XVIII secolo la donna ottiene una sua formazione culturale e inizia ad avviarsi alle discipline scientifiche. La rivoluzione francese e americana portano la donna ad avere più diritti anche se ancora mancano quelli politici.
Ma è dal XIX secolo che iniziano a concretizzarsi le vere conquiste sociali. Il codice del 1865 permette alla donna la reciprocità degli obblighi economici dei coniugi e l'accessibilità agli studi superiori. Negli USA una legge del 1840 permette alla donna la disponibilità di propri guadagni; in Italia una legge simile è arrivata più tardi.
Adesso ci spostiamo in Italia. Tra la prima è la seconda guerra mondiale alla donna viene riconosciuto il diritto di voto e nel 1946 la donna viene ammessa nelle corti d’assise e nei tribunali dei minori. Con il tempo la donna acquisisce gli altri diritti avendo così pari dignità con l’uomo.
La donna ricopre oggi gli incarichi in aziende, nella politica e in qualsiasi ambito lavorativo anche se spesso le quote riservate alle donne sono limitate. Purtroppo la donna è ancora oggetto di violenze che spesso si svolgono dentro le mura domestiche perché l’uomo non accetta di considerarla alla pari.
Io sono dell’opinione che le donne non debbano essere inferiori agli uomini e che è giusto che abbiano gli stessi diritti. Penso inoltre che con un po’ di impegno in più, da parte delle istituzioni ma anche di noi cittadini, le donne possano essere aiutate nel loro compito importante e ottenere meno episodi di violenze.

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