sbardy di sbardy
Admin 22921 punti



Attualità e inattualità dei problemi politici, economici, sociali e culturali dell'Italia unita

Dal governo Cavour al primo governo di centro-sinistra (21/4/'96) sono stati molti i problemi che hanno caratterizzato le politiche della nazione: dalla questione meridionale, alla cassa del mezzogiorno, dalla burocratizzazione della capitale al possibile federalismo fiscale tanto discusso dalle forze politiche di oggi.
Uno dei temi che forse ha ancora un notevole eco sulla nostra penisola è quello meridionale che nasce come problema soprattutto di tipo economico ma che presentava già dall'unificazione profondi risvolti culturali e sociali. La questione meridionale diviene tale quando lo stato unitario ne è divenuto responsabile, cioè dopo l'unificazione della penisola, poiché precedentemente non presentandosi come problema "nazionale", ossia capace di condizionare negativamente l'intero sviluppo della società italiana non destava l'interesse né della famiglia Borbonica, né tanto meno quello dei Savoia. Il meridione non aveva, alla metà del XIX secolo, problemi particolari se non quelli tipici di una realtà agraria impostata su un modello arcaico: ciclicamente veniva sconvolto da epidemie e carestie, la quasi totalità della popolazione era analfabeta (circa il 90%) la mortalità era molto elevata, l'economia era ristretta e le condizioni di lavoro dei contadini erano paragonabili a quelle delle bestie. "La questione meridionale è una questione pratica, essendo la sua soluzione connessa non a provvedimenti particolari o settoriali, ma ad un'azione di governo che qualifichi in senso meridionalistico l'intero patrimonio di risorse umane e materiali disponibili nel paese" (Enrico Berlinguer). Storicamente essa non si identifica con un fenomeno di depressione socioeconomica unitario ed omogeneo, bensì con una serie di processi involutivi legati tra loro, ma di varie origini e contenuti che toccano tutti gli aspetti della vita politica e sociale; così per tutto il corso dell'età moderna e per buona parte di quella contemporanea la questione meridionale è stata essenzialmente una questione agraria, non solo per il ruolo determinante che la struttura agraria esercita nell'organizzazione dell'Europa e dell'Italia del tempo, ma anche per il peso che essa ha avuto nello sviluppo dell'intera vita comunitaria del mezzogiorno. Ciò che mancava alla popolazione meridionale era la coscienza di essere sfruttata; la miseria e l'arretratezza del sud Italia era quello di quell'Europa non toccata dalle nuove strutture economiche: pur nella povertà il contadino non sentiva il peso del regno borbonico che non obbligava ad imposte particolarmente gravose. La borghesia meridionale non aveva per altro un'incidenza rilevabile in un'economia fondata sull'autoconsumo familiare e in cui l'accumulazione dei capitali era lontana dalla mentalità di coloro che l'avrebbero potuta perseguire. Il modo in cui fu attuata l'unità d'Italia non aiutò certo la condizione del meridione: infatti il prevalere della linea liberal-conservatrice di Cavour e la volontà di grandi uomini come Garibaldi la connotarono di un carattere del tutto politico piena di trattati e "passaggi di mano", senza dare spazio all'autodeterminazione del popolo italiano come Mazzini e Cattaneo auspicavano.tema svolto sui problemi dell'Italia
Hai bisogno di aiuto in Temi di Italiano Svolti?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email