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Stereotipi e sociotipi

Ogni etnia, ogni razza, è influenzata dalla cultura e dall'ambiente in cui vive. Ciò condiziona il modo di essere di ciascun individuo, influenzandone il comportamento, le reazioni e le scelte in maniera inconscia. La cultura cambia col tempo, ma spesso gli stereotipi rimangono legati a quella etnia. Sarebbe necessario fornire una corretta informazione su usi e costumi di un popolo, evitando l’errore sia di applicare le proprie dimensioni culturali ad un’altra cultura, sia quello di mettere in risalto le differenze, senza tener conto delle motivazioni che le hanno create. Non bisogna accettare come verità assoluta uno stereotipo senza averlo prima studiato e verificato.
Prendiamo ad esempio gli stereotipi riferiti ai francesi ed ai tedeschi. Due popoli confinanti, ma con degli stereotipi che divergono tra loro nella maniera più assoluta.
I francesi sono “grandeur” e “hanno la puzza sotto il naso”. La Francia è stata uno dei massimi modelli europei di aristocrazia. Lo sfarzo delle corti settecentesche e della vita che si svolgeva in esse è stato narrato e descritto da numerosi celebri letterati. La classe dei nobili si era distinta per lo sfarzo del lusso, della magnificenza e per la cultura, questo creò un grosso divario con la plebe. L'atteggiamento della nobiltà divenne, tendenzialmente chiuso e superbo, forte del fatto che la sua condizione era unica ed immodificabile, almeno fino alla rivoluzione del 1789. L'immagine della robusta monarchia francese e del sistema aristocratico, divenne un esempio per tutta l'Europa e con essa vennero diffusi i valori di raffinatezza, eleganza, amore per il lusso e per l'esclusività. Agli inizi del Novecento (periodo della Belle Epoque) si rafforza nuovamente un'immagine di una Francia eccentrica, raffinata e snob, ciò fu incrementato da una ricca classe borghese che divenne un esempio per tutto il mondo. E' la storia che ci giustifica lo stereotipo che vede i Francesi come un popolo di grandeur e che hanno la puzza sotto il naso.
I Tedeschi sono classificati: seri, freddi, i tedeschi amanti della birra. Lo scrittore latino Tacito nel 99 d.C ci descrive le abitudini dei germani. Essi erano soliti bere una bevanda fermentata ,ottenuta del granoturco e dal miele. Del resto la Germania, essendo una nazione soggetta ad un clima molto rigido non può permettersi una vera e propria produzione vinicola, che si svolge solo in una minima porzione del suo territorio (i famosi vini del Reno). Sin dall’antichità, dunque, la produzione e la stima della birra è una tradizione ben nota e documentata. In epoca moderna e contemporanea, poi, tale cultura è andata ampliandosi, infatti la Germania è ancora oggi tra i maggiori produttori ed esportatori di birra. Per quanto riguarda l'essere un popolo freddo e serio anche qui vi è un'origine storico-religiosa ed ambientale. In Germania nel XVII abbiamo la nascita del “protestantesimo” che predicava la rettitudine morale e la misericordia di Dio come unica via di salvezza. Il luteranesimo ha determinato un carattere contrassegnato da un forte autocontrollo e da un altrettanto marcato senso di autodisciplina, che li rende estremamente attenti alle regole e poco inclini all’esternazione delle loro emozioni a differenza degli italiani o dei popoli latini.
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