Si può spiegare il “fenomeno della pubblicità” attraverso semplici fatti ma che riescono a rendere al meglio questo cliché. Sappiamo sempre quando iniziano ad invadere la nostra TV, il quotidiano locale, la rivista che comperiamo di prima mattina e soprattutto i siti internet, ricoprendo pagine intere di inserzioni pubblicitarie di profumi, di macchine di ultimo modello, oppure di nuove tecnologie . I promoter invadono ogni mezzo e strumento utile che sia quest’ ultimo pubblicitario che può arrivare alla società , così da condizionare le nostre scelte sul consumo di prodotti di genere alimentare, vestiario e anche estetico.Ma specialmente mira a cambiare le nostre abitudini, il nostro attegiamento e preferenze in determinati campi. La pubblicità che siamo abituati a guardare al mondo d’oggi però non ha solo l’obbiettivo di aiutarci negli acquisti di articoli. Ti convincono dalla prima pubblicità, inseriscono degli attori che guardano la telecamera con un fare spensierato e sempre sorridente e di sottofondo una voce minimamente perfetta. Così facendo sanno perfettamente la tecnica marketing con cui un semplice bagnoschiuma può diventare l’elisir perfetto per una pelle morbida, incastrano più pubblicità possibili ripetendole in 5 minuti che talvolta siamo capaci di imparare lo slogan più rapidamente, lo ripetiamo dentro la nostra testa e come per magia sappiamo cosa aggiungere alla lista della spesa. Il lato negativo di uno spot pubblicitario è essere incapaci dal non riuscire ad inserire quell’oggetto venduto ma che in realtà e raffigurata come pura finzione. Per cui sappiamo di dover comprare quel prodotto senza sapere mai le caratteristiche che convengono ma che sono specialmente selezionate perché superiori di bontà, di rispetto dell’ambiente. Ci convincono inserendo nella massa di consumatori in scaffali di supermercati confezionati in vario modo, con sconti sull’acquisto, confezioni prova, compri due e paghi uno. Insomma, stiamo diventando sempre di più costretti a dare ragione agli esempi che trasmettono con tutti questi mezzi pubblicitari, perché non siamo più in un epoca che da priorità ai valori umani, oppure alle cose che sono a stretto contatto con la realtà. Mi domando quanto quest’argomento sia utile per non ricadere nei vizi di questa società moderna. Se proviamo a renderci conto che il tempo cambia così velocemente le cose. Come negli anni Sessanta e Settanta esisteva il vecchio “Carosello”, un esempio di pubblicità che consisteva in “sketch” che duravano circa cinque minuti. Cinquant’anni fa non saresti mai riuscito a parlare di quest’argomento, che cosa causa la pubblicità. Ma che esiste una finzione, un ideologia astratta che è riuscita a diventare una parte di vita, ad entrare sempre di più nelle nostre case è una cosa incredibile. E’ incredibile solo a pensarci, mentre nei tempi di mia bisnonna le donne non avevano la possibilità di andare a scuola, forse per una forma di sottomissione ma anche perché un tempo l’unico ruolo che potevano avere le donne dai vestiti ricamati, le minigonne che spingevano alla rivoluzione, e questa purezza che solo loro avevano, stava nel prendere ago e filo e cucire. Tutto aveva il suo perché. Il mio punto di arrivo è proprio questo, riuscire a trovare una risposta al tema più semplice, come quello della pubblicità. Tutti questi spot arrivano direttamente al consumatore sapendo attraverso il marketing pubblicitario cosa piace e cosa invece può perdere di valore. Una cosa molto frequente quando comincia ad apparire la pubblicità è che non lascia a che pensare. Si passera per una zona abitata fra 30 anni, attraversando il grigio di città insieme alle macchie di gomme da masticare nei marciapiedi e dove poteva comparire l’orizzonte arriveranno ad imbrattare palazzi con manifesti pubblicitari, semidistrutti e in rovina.

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