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Tema sulla donna, con differenza fra donna orientale e donna occidentale.Differenza anche tra donna di ieri e donna di oggi e la nascita della festa sulla donna

• La donna, dal medioevo fino ad ora, ha avuto una continua emancipazione(liberazione) e a seconda del periodo ruoli differenti ed una diversa considerazione.
• Nella società medioevale gli unici ruoli che poteva svolgere erano i lavori domestici e nei campi.
• Nei primi decenni dell’Ottocento incominciò ad entrare nell’ambito lavorativo della fabbrica, anche se non poteva ancora avere un’istruzione che le garantisse una reale parità con l’uomo.
• Alla fine dell’Ottocento lo sviluppo della società modificò i modi di vivere, le professioni e le esigenze tradizionali. Le donne incominciarono ad avere maggior autonomia.
Alcune accedono all’istruzione superiore ed entrano a fare parte del corpo docente. Altre donne di bassa estrazione sociale invece lavorano negli ospedali come infermiere, negli uffici pubblici come dattilografe e segretarie, nei negozi come commesse, nelle fabbriche come operaie. Tuttavia erano retribuite meno degli uomini e fortemente discriminate. Era ancora diffusa l’idea che il ruolo della donna fosse quello della casalinga dedita alla cura della casa, del marito e dei figli. La società, sebbene fosse cambiata repentinamente e in profondità, restava patriarcale e maschilista.
La prima guerra mondiale è stata un potente acceleratore dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Infatti, nei Paesi impegnati nel conflitto, le donne sostituiscono per quattro anni gli uomini partiti per il fronte in tutte le professioni, comprese quelle più faticose. Le donne, anche quelle appartenenti ai ceti medi, incominciano a diventare quadri tecnici nelle imprese, rappresentanti di commercio, conduttrici di tram, garzoni nei caffè.
• Dopo la Prima guerra mondiale, in 21 Nazioni fu concesso il diritto di voto alle donne. Nonostante questo, la parità con gli uomini era ancora lontana. Negli stessi anni la condizione delle donne peggiorò in Italia, in Spagna e in Germania, perché il fascismo e il nazionalismo ripresero molti aspetti della cultura maschilista e antifemminista; il tipo di donna italiana e fascista doveva essere una moglie fedele e una madre premurosa.
Oggi le donne sono parte fondamentale della nostra società, svolgono lavori pari a quelli degli uomini, sono istruite, dirigenti di grandi aziende, piloti di aerei, concorrono alle elezioni come presidenti (ad esempio negli Stati Uniti) e sono finalmente rispettate.
Purtroppo però nel mondo non tutte le donne hanno ancora ottenuto questa indipendenza e questi diritti.
Nella cultura orientale la donna è vista solo ed esclusivamente come uno strumento per la riproduzione, ossia, la donna può essere solo madre, non ha altri diritti; agli uomini però è concesso avere più mogli. Nella società occidentale, invece la donna ha molti più diritti, anche politici; non è vista come uno strumento di riproduzione, la donna può lavorare, esprimere la propria opinione, ha gli stessi diritti dell'uomo, non è solo madre, ma anche una lavoratrice, un elemento utile al Paese per l'economia. Hanno più libertà anche per il modo di vestire, per ragazze e adulte è obbligatorio, nei Paesi arabi, portare il "burka" ossia un velo che lascia scoperti solo gli occhi, ma spesso, sono coperti anche essi e le donne vedono il mondo esterno attraverso una retina; le donne occidentali, invece hanno libertà anche nel modo di vestirsi.
Da ben 105 anni,la Festa della Donna è un giorno di celebrazioni per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale.
Le origini della festa dell’8 marzo si fanno risalire al lontano 1908: pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
L’8 marzo il proprietario bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Nello stabilimento si sviluppò un incendio e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale in ricordo della tragedia e l’8 marzo assunse un’importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo dei maltrattamenti che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
In passato si cercava un fiore che potesse contraddistinguere la giornata. Scelsero quindi la mimosa: poco costosa e molto reperibile, visto la fioritura dell’albero proprio all’inizio di marzo. Il fiore simbolo della festa delle donne non è però adottato internazionalmente.
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