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L’uomo contemporaneo è perennemente connesso al mondo telematico, fonte di conoscenze, utile strumento in grado di connettere persone geograficamente distanti che condividono le stesse idee. Ma Internet e i Social Network sono anche luogo contraddittorio: una gabbia in cui l’uomo si rinchiude, distaccandosi dalla realtà che lo circonda per cercarne una fittizia. Colpa di tali conseguenze non vanno certo identificate nella rete stessa bensì in chi ne fa utilizzo.
F.Sensi nel “Sociapolitik. Twitter e Facebook riscrivono la grammatica del potere” scrive “Le tecnologie sono neutre dal punto di vista dei valori. Dipende dai valori e dalle intenzioni di chi le usa”. Anche lo studioso e docente universitario Bauman, in un’intervista, rilascia una riflessione molto simile: “Internet è solo uno strumento, non è né buono né cattivo. Come un rasoio. Lo puoi usare per tagliarti la barba, ma anche per tagliare le gole”. Così la rete telematica e i Social Network possono essere utilizzati sia per la libera espressione, il confronto intellettuale, la ricerca ma anche per pedopornografia, hackerismo e truffe di ogni genere.

Se la rete in quanto strumento creato dall’uomo riflette quest’ultimo, la contraddittorietà di Internet e dei Social rispecchiano l’essenza dell’uomo e la sua debolezza, anche se è da riconoscere la genialità dell’invenzione. Montaigne affermava che l’uomo è fragile per natura. Ma Internet, creata, pensata e utilizzata dall’uomo, creatura debole e contraddittoria, può incrementare questa debolezza. Infatti Bauman asserisce: “Ci mette in contatto più velocemente, ma ci rende più deboli”.
Nei Social Network le discussioni si svolgono da dietro uno schermo luminoso. Insultare e denigrare è facile senza guardare una persona negli occhi, non è nemmeno necessario alzare il tono di voce: basta tenere attivo il tasto Blocco maiuscole;
I Social network propinano modelli stereotipati di perfezione, che inducono molti giovani all’insicurezza e al preferire diventare come qualcun altro piuttosto che essere se stessi; Alberga l’esibizionismo, espressione mascherata di debolezza.
Si quantifica ogni cosa: anche il numero di amicizie, si classifica l’influenza che le persone hanno sulle altre.
L’uomo fugge dalla vita reale per rifugiarsi in un’altra virtuale in cui basta premere il tasto REPLAY dopo aver commesso un errore e tutto ricomincia. Caldi abbracci

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