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Saggio breve - Francesco, un rivoluzionario?

Il termine ‘rivoluzionario’ rappresenta colui che tende a modificare un determinato contesto politico-sociale.
Questo aggettivo può benissimo essere accostato al nome di San Francesco d’Assisi, poiché fu proprio lui che, in un’epoca in cui la Chiesa era attaccata da molti movimenti ereticali per la sua ricchezza ed il suo potere, mostrò che si poteva essere poveri e semplici stando dentro la Chiesa e non mettendosi fuori e contro questa.
La povertà di Francesco era, come dice Ernesto Balducci, anche una forma di amore, testimonianza del suo totale abbandono a Dio. Ed è forse questo il tratto che più colpisce: l’affidarsi completamente al Signore nella povertà più rigorosa, che suscita ammirazione, poiché non fu indolore; costò a Francesco un prezzo di rischio e sofferenza: dalla rottura con il padre, ricco mercante, che lo diseredò e lo rinnegò pubblicamente, fino alle tante incomprensioni che ci furono all’interno della sua stessa famiglia religiosa, che guardava con preoccupazione al suo inflessibile rigore.

Ma fu comunque una grande persona: come afferma il professor Jacques Le Goff, San Francesco fu un rivoluzionario, ma anche un poeta ed un pensatore, un essere solare che visse in piena comunione con Dio e con la natura e questo è facilmente riscontrabile con l’analisi del ‘Cantico delle Creature’, con il quale il Santo vuole lodare il Signore per aver creato tutta la natura ed è forse per questo che in lui l’amore è visto in termini del tutto analoghi a quelli che potrebbe avere un ecologista del XX secolo.
Inoltre nella Lauda non arriva mai ad utilizzare un tono sofferente, neanche quando parla della Morte, che chiama sorella (sora), e ciò dovrebbe servire all’uomo di oggi, che non riesce a godersi la vita con i suoi piaceri, ma è terrorizzato dalla morte, poiché ritiene che questa porti solamente dolore e che non sia una liberazione per la anima.
Quanto è l’amore tanto è anche il bisogno di cambiare il modo di agire, come dichiara Volponi.
Questo è ciò che iniziò San Francesco: una rivoluzione senza la quale l’umanità sarebbe destinata a perire molto presto, a bruciare miseramente insieme al suo universo, al mondo che gli è sempre stato sottratto ed è sempre più lanciato verso un destino di rovina, dove oramai si fa tutto per i soldi, dove vige l’idea che chi ha più denaro vive meglio.
Forse chi è più ricco vive meglio materialmente, ma le persone che sudano per mantenere la propria famiglia sono coloro che stanno realmente in piedi su questa terra, che non hanno paura della morte, che saranno confortati dalle bellezze dell’Universo, dai suoi tesori e dalla sua grande generosità.

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