ANALISI DEL TESTO

UN SENSO PER L'UNIVERSO
S. HAWKING


Il brano “Un senso per l'universo”, tratto dal libro “Dal big bang ai buchi neri”, è opera dello scrittore S. Hawking. L'autore del saggio dopo aver posto alcuni interrogativi riguardo il perché dell'universo esorta scienziati, filosofi e gente comune a cercare la risposta riguardo il motivo della costituzione dell'universo.

COMPRENSIONE COMPLESSIVA DEL TESTO

Il brano di Hawking si divide in quattro sequenze. Nella prima sequenza, comprendente il primo paragrafo, con il titolo “Quanta scelta ebbe Dio nella costruzione dell'universo?”, l'autore espone l'ipotesi dell'assenza di ogni confine, secondo la quale Dio non ha avuto alcuna libertà nella scelta delle condizioni iniziali. La seconda sequenza, comprendente il secondo paragrafo, con il titolo “Chi ha creato il creatore?”, illustra i numerosi interrogativi che si pone l'autore riguardo la nascita dell'universo, che però rimangono senza risposta. Nella terza sequenza, comprendente il terzo paragrafo, con il titolo “Fin'ora solo i filosofi si sono occupati del perché dell'universo”, l'autore afferma che mentre gli scienziati descrivono che cosa sia l'universo, i filosofi cercano di intuire il motivo per cui questo è stato creato. Hawking dice che nel '700 i filosofi consideravano di propria competenza l'intero sapere umano, ma con il passare del tempo la scienza è diventata troppo tecnica per coloro che non sono specialisti e quindi si è ristretto il campo d'indagine della filosofia. L'ultima sequenza, comprendente il quarto paragrafo, con il titolo “Tutti dovrebbero partecipare alla discussione sul perché dell'universo”, espone la necessità di collaborare affinché sia possibile trovare la risposta alla domanda riguardo il perché dell'universo, decretando così il trionfo definitivo della ragione umana.

ANALISI DEL TESTO

Il tema di fondo del brano di Hawking è la ricerca in comunione di una teoria completa sul perché dell'universo.
Lungo il brano l'autore espone numerose argomentazioni. Inizialmente afferma che se ci fosse una teoria unificata possibile sul perché dell'universo, essa sarebbe un insieme di regole e di equazioni, e perciò incomprensibile ai più. Inoltre Hawking illustra la restrizione del campo di ricerca della filosofia, che oggi si interessa solo dell'analisi del linguaggio. Infine il brano viene portato a termine descrivendo la necessità di formulare una teoria completa comprensibile a tutti ed elaborata sia da scienziati, da filosofi che da gente comune.
Quando Hawking parla di una teoria unificata, intende una teoria che sia in grado di spiegare tutti i fenomeni dell'universo. In molti, però, pensano che non sia possibile avere risposta sulle grandi domande cosmiche; infatti se tentassimo di rispondere razionalmente alla domanda sul perché dell'universo, dovremmo ammettere che o non esisteva niente prima della nascita del cosmo e quindi l'universo si è creato dal nulla, oppure c'era qualcosa e quindi bisognerebbe chiedersi cosa sia quel qualcosa e da quanto era lì; Perciò tanto più ci avviciniamo alla scoperta del mistero sull'origine dell'universo, tanto più ci allontaniamo dalla realtà e dalla risposta.

E' difficile, secondo Hawking, giungere ad una grande teoria unificata, perché essa sarebbe un insieme di regole ed equazioni incomprensibili a coloro che non sono degli specialisti.

INTERPRETAZIONE COMPLESSIVA E APPROFONDIMENTI

Hawking crede che sia possibile rintracciare il perché della nascita dell'universo; le teorie più attendibili sono sicuramente quelle riguardo al Big Bang.

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