Scuola e lavoro: un collegamento necessario


Un rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro non va certamente considerato come insieme di occasioni incontri o di più o meno articolate “visite guidate”, ma andrebbe inquadrato in una continua verifica dei contenuti scolastici confrontati con la necessità dell’attività lavorativa, e viceversa, cioè il lavoro che guarderebbe alla scuola per confrontarsi con la sua ricerca, la sua cultura, i suoi metodi.
Ma ciò, anche se lontano dall’apparire realizzato, deve essere perseguito come un elemento formativo perché è indispensabile che il giovane che lascia gli studi conosca l’ambiente nel quale s’inserirà, come pure non si può pensare che qualunque tipo di formazione ricorrente, o di educazione permanente, si possa effettuare senza opportuni collegamenti con i settori operativi.
Si dovrebbe, allora, realizzare un sistema con situazioni che vengono a integrarsi, con programmi prestabiliti e regole accettate, nella consapevolezza che ogni attività gioverà ai giovani, alle aziende, alle strutture educative.
D’altra parte, tutte le professioni nuove, appunto perché tali, richiedono verifiche continue. La mobilità dei lavoratori, a tutti i livelli. Richiede aggiornamento, controlli e confronti.
In ogni campo di attività nessun lavoratore o dirigente può ritenersi nel diritto di prestare la propria opera, per tutto il tempo del suo impegno di lavoro, con lo stesso bagaglio informativo e culturale che gli è servito per entrare nel mondo operativo.
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