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Un legame indissolubile


L’uomo nasce con l’esigenza di doversi relazionare e di comunicare: dalla preistoria, con metodi semplici di tipo figurativo, fino all’età contemporanea, con il web, l’ amicizia ha sempre rappresentato un fondamento per la quotidianità e l’equilibrio dell’essere umano.
L’importanza di questo “rapporto di reciproca scelta” (“Dizionario dei Ragazzi”, ****) si riconosce soprattutto nei momenti di grave difficoltà, quando l’abnegazione personale e i valori di fedeltà e lealtà, spingono anche ad essere “… Pronti a morire per un amico … Quasi con gioia” (“L’amico ritrovato”, F.Uhlman) ; oppure a privarsi di qualsiasi proprio bene, di ogni briciolo di forza rimasto in corpo, per il bene dell’ altro: come avviene ne “Rosso Malpelo” (G. Verga); dove il malizioso e rocambolesco ragazzaccio “Per un raffinamento di malignità” prende a proteggere un fanciullo debole e scarno, Ranocchio, il quale deve subire le angherie del monellaccio, ma che allo stesso tempo viene aiutato da quest’ultimo, che gli compera con la sua scarsa paga del vino e della minestra calda, durante la malattia. In questo modo Malpelo rivela in verità la relazione di affetto e in contemporanea di violenza (finalizzata però a rafforzare il carattere di Ranocchio) che li accomuna; mettendo in risalto come in realtà egli desideri un compagno in una realtà dove nessuno lo accetta e come quindi l’amicizia rappresenti il dolore verso la sofferenza dell’ amico, nonostante la loro sia un Odi et Amo.
Se l’amicizia significa essere presenti nei momenti difficili, allo stesso tempo essa significa però anche partecipare ai momenti di gioia, ai desideri e le speranze rafforzati da questo sentimento, che anzi spinge ad immaginare anche contesti irrealistici e sogni da vivere insieme,come nel caso di alcune strofe de “Le Rime” (D. Alighieri); in cui il sommo poeta immagina di navigar con un vascello di mare in mare con gli amici Lapo e Guido; ma anche a godere ,in un senso di condivisione necessario, di ciò che è davvero la vita, quasi assaporandola e rendendo essenziale la presenza di qualcuno “… Perché altrimenti non si avrebbe nessuno a cui comunicarla …” (“De amicitia”, Cicerone).
Spesso però questa confidenza può assumere sfaccettature differenti che spaziano in molti campi:
Frequentemente infatti l’amicizia nasce tra realtà differenti, opposte o addirittura in conflitto: come nelle “Lettere di Guerra” scambiate tra il ragazzo israeliano Zeev e la giovane palestinese Ghaada, simboli che anche a una situazione pericolosa e di incessante violenza come l’Intifada palestinese si puó trovare una soluzione, un punto comune.
Eppure questo complesso rapporto si estende addirittura a specie diverse, è comune sentire il proverbio “Il cane è il miglior amico dell’ uomo” che sottolinea il rapporto di fiducia che si crea tra
l’ uomo e l’ animale, ma che allo stesso tempo vuole mettere importanza però anche al concetto di addomesticare che, secondo la Volpe de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupery, vuol dire « creare dei legami » che conduce ad un significato ancora più profondo, ovvero pensare indirettamente all’ amico, imparare ognuno qualcosa dall’ altro (“La Luna e i Faló”, C. Pavese) e formare dei ricordi che si mantengano e che ti permettano di riconoscerlo.
Nel bene e nel male l’ amicizia rappresenta come già detto, una necessità che é presente in ognuno di noi e che non si basa su prepotenza e debolezza, o su ricchezza e povertà, ma su un principio sano e complesso che lega indissolubilmente due esseri viventi… Perché un amicizia lascia sempre una traccia indelebile.

«L’amicizia è in bocca a tanti ma nel cuore di pochi.»


Fonte della documentazione
Ambito Artistico-Letterario

http://www.repubblica.it/speciale/2004/maturita/trace.html

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