Non esistono razze umane, ma solo diversi gruppi etnici


Appunto di italiano un saggio breve sui diversi gruppi etnici, concetto di razza analizzato in genetica dal punto di vista di Mendel.

Si può parlare per comodità di razze umane soltanto a patto che venga ben spiegato il loro carattere di artificio al quale non corrisponde nella realtà un’entità culturale. La nozione di razze umane nel senso comune è soltanto ideologica e mistificatoria.
Invece di “razze” in riferimento all’uomo si può parlare più correttamente di “gruppi etnici”, ossia gruppi distinguibili fra loro per qualche carattere genetico, separati anche da localizzazioni geografiche. Non è soltanto una questione di nome. Le differenze genetiche dei singoli individui d’una “razza” tradizionalmente intese: l’85% della variabilità genetica totale della specie umana si registra fra gli individui appartenenti alla stessa popolazione, mentre i gruppi razziali classici differiscono fra loro solo per il 7-10% della variabilità genetica.

Per esempio, il genoma dei negri contiene geni per il colore scuro della pelle e il genoma degli Europei soltanto geni per il colore chiaro, ma questi geni, che permettono di distinguere ogni individuo di una razza da ogni individuo di un’altra, sono in piccolo numero.
Anche affermazioni di superiorità o inferiorità di questa o quella “razza” non reggono ad una critica scientifica. Nessuno ha mai potuto dimostrare che esistano capacità retaggio esclusivo d’un determinato gruppo di uomini. Non si può dire che a determinati caratteri fisici siano connesse determinate caratteristiche psichiche.
Soltanto quando si facessero confronti fra larghi gruppi di individui di diversa provenienza geografica, ma allevati in condizioni del tutto simili, si potrebbe affermare con serietà che sussistano differenze nelle capacità e nelle attitudini di quei gruppi. Ma anche in questo caso sarebbe sciocco, oltre che illecito, parlare di superiorità dell’uno o dell’altro gruppo. La parola “superiore” non ha alcun senso scientifico. Dobbiamo a Mendel la spiegazione biologica della straordinaria molteplicità e complessità degli individui e della società. le varietà di aspetto e di capacità devono servire come mezzo per consentire una specializzazione benefica per il progresso, non come scusa inconsistente affinché una “razza”e qualsiasi gruppo umano si sentano giustificati a tenere altri gruppi in permanente stato di sottomissione e servitù.

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