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Concetti Chiave

  • Mendel nacque in Slesia, Polonia, e fu premiato per le varietà di frutta e ortaggi prima di entrare nel convento agostiniano di Bruno.
  • Iniziò a studiare gli incroci delle piante di pisello, utilizzando la fecondazione incrociata per evitare l'autofecondazione.
  • Realizzò incroci monoibridi tra piante di linea pura, ottenendo piante eterozigoti e osservando la dominanza del carattere "viola" su quello "bianco".
  • Scoprì che ad ogni generazione una pianta ereditava due unità per un carattere dai genitori, portando alla comprensione dei geni.
  • Mendel dimostrò la ricomparsa del carattere recessivo nella seconda generazione, gettando le basi per la genetica moderna.

Le origini di Mendel

nacque in un villaggio della Slesia, in Polonia, da una famiglia di contadini. Inizialmente vinse molti premi per aver ottenuto le migliori varietà di frutto e ortaggi. Entrò così come novizio nel convento agostiniano di Bruno, nella Repubblica Ceca, e frequentò gli studi di matematica, fisica e botanica all'università di Vienna.

Gli studi e le prime scoperte

Nel giardino di quel convento, iniziò a dedicarsi allo studio degli incroci sulle piante di pisello (Pisum Sativum). Queste piante si autofecondano cioè i loro fiori producono sia gameti maschili che femminili.

Mendel li fece fecondare e si accorse che con l'autofecondazione nascevano fiori dello stesso colore della prima generazione. Così sperimentò la strategia della fecondazione incrociata. Quest'ultima consisteva nel trasferire i gameti maschili in un'altra pianta con gameti femminili. Così Mendel impedì l'autofecondazione aprendo i fiori ancora in boccio e asportando gli stami con un pennellino, prelevando il polline di una seconda pianta. L'obbiettivo era quello di realizzare una fecondazione tra due piante di razza pura ma che erano diverse per forma e colore.

Esperimenti e scoperte genetiche

Mendel era convito che ad ogni generazione una pianta ereditasse dall'incrocio parentale due unità per un carattere. Per dimostrare che aveva ragione, realizzò degli incroci monoibridi cioè degli incroci tra due piante di linea pura per uno stesso carattere.

Ottene così una generazione di piante eterozigoti. Fece altri esperimenti tra cui incrociare una pianta di linea pura, a fiori viola, con una a fiori bianchi. Tutte le piante della prima generazione risultavano viola. Da questo dedusse che il carattere "viola" era dominante su quello "bianco". Aspettò così che si autofecondassero. Nella seconda generazione ricomparve il carattere del fiore bianco. Da questi esperimenti Mendel scoprì l'esistenza dei geni e quali tra loro possono essere definiti dominanti e recessivi.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale scoperta di Mendel riguardo ai caratteri delle piante?
  2. Mendel scoprì che i caratteri delle piante, come il colore dei fiori, possono essere dominanti o recessivi, dimostrando che le piante ereditano due unità per ogni carattere dagli incroci parentali (come indicato nei suoi esperimenti con i piselli).

  3. Come Mendel ha condotto i suoi esperimenti di fecondazione incrociata?
  4. Mendel ha impedito l'autofecondazione delle piante di pisello aprendo i fiori in boccio e asportando gli stami, trasferendo il polline di una pianta a un'altra per realizzare incroci tra piante di razza pura ma diverse per forma e colore.

  5. Qual è il significato della generazione eterozigote ottenuta da Mendel?
  6. La generazione eterozigote ottenuta da Mendel, derivante dagli incroci monoibridi, ha dimostrato che il carattere dominante (come il fiore viola) può mascherare il carattere recessivo (fiore bianco), evidenziando il principio della dominanza genetica.

Domande e risposte

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