Concetti Chiave
- Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio nel 1769 e si distinse come militare grazie ai successi contro l'Austria nel 1796.
- Nel 1799, divenne console con poteri amplificati, comprendendo l'importanza dell'esercito nella vita politica francese.
- Introdusse stabilità e ordine in Francia, creando una monarchia e proclamandosi imperatore nel 1804.
- La sua figura è complessa: costruì una dittatura mentre promuoveva diritti e cultura, ma anche reprimendo dissidenti.
- Le opinioni su di lui sono divise: considerato da alcuni un tiranno e da altri un innovatore e genio militare.
Indice
Infanzia e ascesa di Napoleone
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto 1769 da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà. Trasferitosi poi in Francia, cominciò la sua carriera da militare e divenne conosciuto a seguito dei successi ottenuti contro l'Austria nel 1796. Nel Novembre del 1799 venne eletto console insieme a Ducos e Sieyès, i quali avrebbero potuto esercitare i pieni poteri sulla Francia intera.
Il potere e la politica di Napoleone
Napoleone comprese che l'esercito poteva divenire il perno della vita politica ed il fondamento del potere; inoltre la nascita non era più un ostacolo, perché anche borghesi o nobili di modesta origine potevano raggiungere i gradi più alti, tutti avevano le stesse opportunità. Bonaparte seppe interpretare le esigenze del popolo francese, stanco dopo dieci anni di rivoluzione e gli diede stabilità ed ordine, introducendo la monarchia e divenendo così imperatore il 2 dicembre 1804.
Era una persona che in sé aveva complessità ed ambiguità: egli fu l'uomo che costruì una dittatura dispotica e contemporaneamente diede certezza di diritto ai principi del 1789, che promosse un grande sviluppo della cultura perseguitando al tempo stesso gli intellettuali dissenzienti, che pacificò la Francia ma insanguinò l'Europa e che derubò i paesi dominati ma li arricchì con importanti rinnovamenti.
Opinioni contrastanti su Napoleone
Per questo motivo esistono pensieri diversi su questo personaggio storico: alcuni lo definiscono un tiranno, assetato di potere e di conquiste; altri lo considerano un innovatore, colui che eliminò gli aspetti più crudeli della Rivoluzione francese, un genio militare, che seppe applicare strategie approfondite nei minimi dettagli e tattiche infallibili. Un esempio di storico a favore di Napoleone è Caffiero, che ne "L'Europa di Napoleone" del 1998 scrisse: >.
Critiche e analisi storiche
Altri storici considerano sia gli aspetti positivi che quelli negativi, come Zaghi ne "L'Italia di Napoleone del 1989: >.
Come ultimo pensiero, esistono anche critici che non prendono posizione, ma si limitano a descrivere ciò che Napoleone ha fatto nel corso del suo regime; è l'esempio di Woolf, che in "Napoleone e la conquista dell'Europa" scrive: >.
Manzoni e la neutralità su Napoleone
Napoleone viene descritto in maniera dettagliata dal poeta romantico Alessandro Manzoni nella sua Ode "Il 5 maggio": è stata scritta in tre giorni nel 1821 dopo aver appreso dalla Gazzetta di Milano del 16 luglio 1821 le circostanze della morte di Napoleone sull'Isola di Sant'Elena; il poeta ha esplicitamente fatto intendere di non voler né denigrare né celebrare il personaggio storico, ma ha rimandato questo giudizio ai posteri ("Fu vera Gloria? Ai posteri l'ardua sentenza", vv 31-32), i quali con maggiore distacco potranno valutare meglio dei contemporanei, coinvolti nelle passioni dell'epoca. Manzoni rende quindi evidente la sua neutralità nei confronti di Bonaparte, analizzandolo semplicemente come uomo con le sue fragilità e non come politico.
Giudizi di altri personaggi storici
Altri personaggi importanti hanno dato il loro giudizio su Napoleone: Beethoven aveva pensato di dedicare a lui la sua terza sinfonia, in quanto simbolo di libertà; dopo aver visto che si era fatto incoronare imperatore cambiò idea stracciando il frontespizio; anche Foscolo nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis e Leopardi ne "Agli italiani in occasione della liberazione del Piceno" lo videro con occhi critici; in seguito all'esilio a Sant'Elena, però, l'atteggiamento generale mutò e Napoleone divenne uno degli eroi sconfitti.
Riflessioni finali su Napoleone
Per concludere, a mio parere questo personaggio storico è stato sicuramente un tiranno, ma allo stesso tempo è riuscito a portare profonde innovazioni come l'introduzione del Codice Civile, l'abolizione dei vincoli feudali, la vendita di gran parte dei beni ecclesiastici, l'apertura di nuove carriere anche ai non aristocratici, le riforme amministrative ecc.; pertanto dovrebbe essere ricordato come un miglioratore in tanti campi, ma soprattutto come una persona umana come tutte le altre, con le sue debolezze, incertezze e paure.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza dell'esercito nella politica di Napoleone?
- In che modo Napoleone ha influenzato la stabilità della Francia post-rivoluzionaria?
- Quali sono le opinioni contrastanti su Napoleone?
Napoleone comprese che l'esercito poteva diventare il fulcro della vita politica e la base del suo potere, permettendo a chiunque, indipendentemente dalla nascita, di raggiungere posizioni elevate (testo).
Napoleone ha dato stabilità e ordine alla Francia, rispondendo alle esigenze di un popolo stanco dopo dieci anni di rivoluzione, e ha introdotto la monarchia, diventando imperatore nel 1804 (testo).
Le opinioni su Napoleone variano: alcuni lo vedono come un tiranno assetato di potere, mentre altri lo considerano un innovatore che ha eliminato gli aspetti più crudeli della Rivoluzione e un genio militare (testo).