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Corte di Versailles

La reggia di Versailles

la reggia di Versailles in Francia

A una ventina di chilometri da Parigi sorgeva, sin dagli inizi del Seicento, un umile e sconosciuto villaggio, Versailles. Nel 1624 il re Luigi XIII decise di farvi costruire un castello per la caccia, dando vita alla celebre e sontuosa reggia di Versailles. Suo figlio, Luigi XIV, detto Re Sole, volle invece trasformarlo in un edificio grandioso che diventasse il simbolo della potenza e della raffinatezza della monarchia francese. I lavori, iniziati nel 1661, furono terminati nel 1690, anche se già nel 1682 vi fu trasferita la corte. A Versailles lavorarono migliaia di persone: muratori, giardinieri, marmisti, decoratori, tappezzieri, pittori. Si calcola che il numero massimo di persone impiegate sia stato in alcuni momenti superiore a 30.000. Per rendere l'idea delle dimensioni dell'edificio, è possibile ricordare che la facciata è lunga 580 metri e che l'intero edificio poteva ospitare sino a 20.000 persone.

La reggia, che comprende anche parti della costruzione voluta da Luigi XIII, ha una pianta a U. Superati i cancelli, si scorgono grandiosi corridoi. Questa tripartizione aveva un valore simbolico: erano le entrate distinte per il re, per la famiglia reale e per i nobili. Celebre è la Galleria degli Specchi, la quale è lunga 75 metri e larga 10, riceve luce da diciasette grandi finestre che si affacciano sul parco. Di sera la Galleria era illuminata da 3.000 candele che si riflettevano negli specchi posti sulla parete opposta alle finestre. Nella Galleria degli Specchi presso la Reggia di Versailles si tenevano i grandi ricevimenti. II 25 agosto, giorno in cui si festeggia san Luigi, il sole tramonta sul Bacino di Apollo e va a illuminare la Galleria degli Specchi: il significato simbolico è evidente, visto che è tesa a ricordare Apollo, dio greco del sole.

La vita quotidiana di Re Sole

La vita quotidiana del re si svolgeva in modo sempre uguale, tanto che ogni cortigiano sapeva sempre e in qualunque momento della giornata dove egli fosse. Dopo essersi alzato, vestito e fatta la toilette, Luigi XIV consumava una frugale colazione. Poi assisteva alla messa nella cappella del castello al termine della quale si dedicava a varie questioni.
Per esempio: la domenica e il lunedì si occupava degli affari di Stato, il mercoledì delle Finanze. Il giovedì invece era il momento in cui riceveva gli architetti e i giardinieri. Per tutta la vita, infatti, continuò a dedicarsi ai miglioramenti e agli abbellimenti della reggia.

Alle 13 Luigi XIV ritornava nella sua camera presso la reggia di Versailles: lungo questo breve tragitto molti si affollavano per farsi notare dal re. Infatti, il palazzo di Versailles era facilmente accessibile; era invece difficile, tranne che per pochi privilegiati, incontrare il re e parlargli.
Luigi XIV mangiava da solo, servito da almeno una ventina di gentiluomini. Nessuno aveva il permesso di pranzare con lui e nessuno (nemmeno i suoi fratelli e i suoi figli) potevano sedersi alla sua tavola. Il pomeriggio presso la corte di Versailles era dedicato alla caccia o alla passeggiata nel parco della residenza. Alle 17 o alle 18 il sovrano si recava nella cappella per le preghiere e per la benedizione. Dalle 19 alle 22, per tre sere alla settimana vi erano balli, concerti, giochi d'azzardo, mentre i camerieri rifornivano continuamente i buffets di bevande, dolciumi e gelati. Presso il palazzo di Versailles seguiva la cena che si svolgeva con le stesse modalità del pranzo e durava circa un'ora. Alle 23 il re augurava buonanotte ai cortigiani e, ritiratosi nella sua stanza, si coricava.

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