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Il re sole

In Francia Mazzarino, il primo ministro, amministrava lo stato da solo, era una sorta di re; infatti, Luigi XIV aveva solo cinque anni e non era in grado di governare. Ma all'età di 23 anni, quando Mazzarino muore, Luigi XIV prende le redini dello Stato.
Il regno di Luigi XIV è stato uno dei più lunghi in Europa: durerà ben 54 anni, infatti sopravvisse al figlio e al nipote. Si caratterizza per essere l'estrinsecazione massima dell'assolutismo monarchico; la dottrina politica che è alla base è che il potere è concentrato tutto nelle mani del re poiché esso gli è stato conferito da Dio stesso; tant'è che nell'antichità i sovrani venivano anche considerati daumaturghi, guaritori, e siccome il potere gli veniva da Dio, avevano anche il potere di guarire le persone. Questo significa che il sovrano era il padrone totale, assoluto della Francia il padrone del territorio francese, della vita dei sudditi, dei beni dei sudditi, della coscienza dei sudditi... Luigi XIV, addirittura, sintetizzò tutta la dottrina dell'assolutismo monarchico nello slogan: "L'etàs c'est moi",cioè lo Stato si riassume nella sua persona, lui è lo stato. Luigi XIV usa anche un'immagine per diffondere meglio questo messaggio (quindi è anche molto moderno poiché sfrutta la comunicazione per far leva sulle masse): il sole. Infatti verrà chiamato " re sole"(le roy soleil) poiché il sole è centrale nell'universo, tutto riceve luce e calore dal sole, e quindi l'universo dipende dal sole, e tutto glorifica de del riflesso del sole. Era come dire: siccome il sole è centrale nell'universo e tutto dipende dal sole così il re è centrale all'interno dello Stato e tutto dipende da lui.

Luigi XIV, intelligentemente e ricordandosi delle rivolte della fronda, comprese che solo due forze nello Stato francese potevano opporsi al suo potere assoluto: l'aristocrazia, che voleva guadagnarsi fette di potere, non tollerava che uno soltanto governasse, e gli ugonotti. Quindi per prima cosa risolve la questione dei nobili.
Per devitalizzare i nobili, il re gli tolse le cariche che esercitavano e le affida agli intendenti, degli esponenti della borghesia, la cosiddetta nobiltà di toga, la nobiltà comprata; quindi questi i funzionari si sentono anche in debito verso il re per cui gli sono anche molto più fedeli. Ai nobili lascia solo delle cariche rappresentative, decorative. Questi lo lasciano fare solo grazie a una grande astuzia del re: li trasforma, infatti, in un gregge di cortigiani. Infatti, siccome sa che Parigi è una grande metropoli e che quindi non la può controllare completamente (si possono creare delle rivolte che lui non è in grado di tenere sotto controllo), decide di far costruire una reggia a una località a circa 1 km da Parigi: Versailles. In questa reggia, che è una delle più fastose e spettacolari d'Europa, il re riunisce tutti i nobili più importanti, quelli di corte, a cui offre pensioni, gratifiche e una vita spensierata di feste, di balli, di divertimento. Quindi i nobili non si rendono conto che in realtà il re li ha trasformati in un gregge al suo servizio proprio perché gli ha dato tutto questo lusso e anzi loro si sentono anche in debito verso di lui, quando, in realtà, avevano perso ogni potere in Francia. Questa, in effetti, è stata l'astuzia politica più grande di Luigi XIV. Inoltre aveva trasformato la sua vita in una sorta di rappresentazione teatrale poiché tutte le sue azioni quotidiane erano assistite dai nobili.
La corte di Versailles era anche il centro di irradiazione delle mode poiché Luigi XIV le amava. Per esempio a livello architettonico fa rinnovare completamente: Parigi tutti i più bei quartieri parigini infatti sono stati costruiti in questo periodo tanto che le altre città europee copieranno Parigi, ad esempio San Pietroburgo, Torino. Questo riguarda anche il mobilio; infatti ancora oggi esiste la cosiddetta "sedia stile Luigi". Il mobilio, per cui, veniva disegnato in base al gusto che partiva dalla corte di Versailles. Questo stile molto elaborato si afferma anche nell'abbigliamento, soprattutto gli abiti maschili che in questo periodo erano molto, appunto, elaborati con merletti, cappelli, etc..
Luigi XIV si rende anche conto che per governare deve avere l'appoggio del mondo della cultura, degli intellettuali allora cerca di tenerseli buoni, è, quindi, anche un re mecenate; li teneva corte, gli offriva pensioni gratifiche, quindi a Versailles ritroviamo i più importanti intellettuali del tempo (Mollier...). Però c'è anche l'altra faccia della medaglia, ovvero Luigi XIV come ogni sovrano assoluto non accetta la critica, non accetta il dissenso, allora pone sotto forte censura gli editori e gli stampatori che erano un po' i giornalisti di oggi. Appoggia la cultura ma solo se lo glorifica.
Una cosa importante è che con Luigi XIV sparisce in Francia il cosiddetto feudalesimo politico; precedentemente in ogni feudo ogni signore esercitava una propria legge, c'era il cosiddetto particolarismo politico. Invece il re sole unifica gli ordinamenti legislativi della Francia quindi crea delle leggi comuni su tutto il territorio francese. Questa è stata una grande innovazione portata da Luigi XIV, anche se persisteva ancora il particolarismo economico che sparirà solo con la rivoluzione francese.
C'erano due intendenti di particolare rilievo: il ministro dell'economia e quello della guerra. I ministro dell'economia che all'epoca veniva chiamato il controllore generale delle finanze si chiamava Jean Baptiste Colbert che è stato abilissimo a livello economico, infatti la politica che ha adottato viene chiamato colbertismo. Era un sostenitore del mercantilismo, cioè una dottrina economica che ritiene che la ricchezza di un paese è proporzionale alla quantità di metalli preziosi; problema è come far sì che queste risorse crescano e non diminuiscano. Colbert ritiene che l'unico modo per attuare questo è adottare una politica protezionistica cioè incoraggiare le esportazioni e bloccare le importazioni, quindi se si vende di più e si compra di meno. Il suo modello è lo Stato più progredito economicamente e commercialmente dell'Europa, l'Olanda, poichè vuole che la Francia diventi una grande potenza commerciale e industriale. Solo che la Francia, a differenza dell'Olanda, per tradizione è sempre stata un paese agricolo dove i privati preferiscono comprare altri terreni più che investire i loro soldi nelle industrie, anche perché le industrie all'epoca erano nuove e quindi spaventavano. Così Colbert fa nascere delle industrie di Stato. Ecco perché molti storici dicono che il colbertismo è un'anticipazione dei metodi di socialismo di stato.
Due industrie sono famosissime, una ancora oggi: la Gobelein, industria che produce gli arazzi e tappeti preziosi, e la Saint Gobain che produce specchi, perché questi all'epoca non erano solo un elemento decorativo ma un vero e proprio elemento architettonico; infatti a Versailles c'è proprio la galleria degli specchi in cui ci sono moltissimi specchi con i quali si creano giochi di luce effetti ottici.
L'Olanda aveva inoltre delle compagnie commerciali, ma gli olandesi avevano investito dei capitali privati in queste, cosa che i francesi sono restii a fare. Allora Colbert crea delle compagnie commerciali di Stato come la compagnia del Levante, che opera nel Mediterraneo, la compagnia del Nord che opera nel Mar Baltico, la compagnia delle Indie orientali, in Asia, e le Indie occidentali in America, del Senegal in Africa ( il Senegal era una colonia francese già con Richellieur). Così Colbert riesce con questi sistemi a risollevare notevolmente l'economia francese.
Un altro esponente fondamentale è il ministro della guerra, le Tellieur de le roy, che cerca di riammodernare l'esercito francese, trasformandolo in una poderosa macchina da guerra.
In primo luogo crea delle scuole militari, affinché i soldati siano costantemente allenati. Una prima novità che introduce è che mantiene la pratica del mercenariato, però introduce anche dei reparti composti da soli francesi; quindi comincia a costituire un embrione di esercito nazionale che però avremo solo con la rivoluzione francese. Il vantaggio di questa misura è nella motivazione, poiché i soldati francesi erano motivati a combattere per la patria mentre i mercenari solo per soldi.
Introduce anche un'altra novità: fino ad ora i gradi più alti dell'esercito potevano essere occupati solo da nobili; il ministro abolisce questa norma e introduce un sistema basato sulla meritocrazia, cioè viene promosso a gradi più alti chi è valido sul campo di battaglia, senza necessariamente appartenere ad una stirpe nobile. Anche questo è un elemento che incrementa la motivazione del combattente.
De le roy introduce notevoli novità anche a livello balistico:
• sostituisce l'archibugio col fucile, più preciso e maneggevole, e con la baionetta, che consente un doppio tiro; infatti, essendo una spada, permette anche il combattimento ad arma bianca cioè corpo a corpo;
• crea poi dei reparti di granatieri, in cui i soldati colpivano con le granate che sono le antenate delle moderne bombe; contenevano, appunto, dei grani che quando scoppiavano si sgranavano e colpivano.
De le roy si fa anche aiutare da un architetto militare, un certo Gobàn, quest'ultimo presiede alla costruzione di una serie di piazze forti in chiave difensiva (sempre sull’esempio dell’Olanda), lungo il confine della Francia. Quindi con il re sole la Francia si presenta come una potenza fortissima dal punto di vista militare, pronta ad una politica espansionistica decisiva.
Un altro aspetto del governo del re sole riguarda la politica religiosa; infatti in Francia c'erano già dei disordini religiosi e inoltre lui; da sovrano assoluto qual'era, non poteva tollerare l'esistenza di un altro grande potere come la Chiesa nel suo stato, quindi mirava ad esercitare il suo potere totale anche su questa. Il re sole sostiene la cosiddetta dottrina regalista, cioè il suo potere si estende anche sulla Chiesa; questa s’ incontra con una corrente che in Francia che era già diffusa da tempo: il gallicanesimo. Questo sostiene una certa autonomia- non scissione- della Chiesa francese e dell'episcopato francese dalla Chiesa di Roma e la superiorità del concilio sul papa; in effetti si può dire che il gallicanesimo assomiglia un po' all’anglicanesimo. Ma Luigi XIV da un lato vuole esercitare il suo potere sulla Chiesa cattolica e dall’altro non vuole perdere il suo consenso, perché i cattolici restavano la maggioranza della popolazione francese. Ovviamente a loro il regalismo non piace, quindi il re attua una politica di persecuzione nei confronti di altre minoranze religiose in Francia in primo luogo, degli ugonotti, nei confronti dei quali vengono varate una serie di norme discriminatorie. Per esempio non potevano avere più luoghi di culto, scuole, vengono assoggettati ad un regime fiscale più pesante rispetto ai cattolici, vengono assoggettati alle cosiddette Dragonad, cioè le famiglie di ugonotti dovevano ospitare diversi soldati che li sorvegliavano, i figli degli ugonotti vengono strappati alle famiglie e educati nel cattolicesimo dallo Stato, inoltre, con il pretesto che non c'erano più ugonotti viene anche revocato l'editto di Nantes (quando in realtà gli ugonotti ancora vivevano in Francia, perché per convertirsi non sono sufficienti delle pratiche persecutorie). Quindi molti professavano di nascosto la loro fede oppure scappavano nei paesi tolleranti protestanti come l'Olanda, Inghilterra, Berlino; questo porta a una conseguenza negativa per l'economia francese perché gli ugonotti erano dei bravi mercanti e lavoratori (grazie anche alla loro rigida etica), avevano dei capitali, delle tecniche, dei segreti di lavorazione; quindi scappando portano con loro questo bagaglio economico e conoscitivo e la Francia ha un risvolto negativo mentre i paesi che li accolgono ne sono beneficiati.
Le misure persecutorie del re sole si indirizzano anche verso un'altra minoranza religiosa: i giansenisti. Questa religione prende il nome dal suo fondatore, un vescovo belga di nome Jansen, latinizzato poi in Gianseno. Quest'ultimo aveva scritto un'opera dal titolo “Augustinus”, cioè Agostino, in cui si rifà ai concetti della dottrina agostiniana. Il cattolicesimo sostiene che l'uomo è dotato di libero arbitrio, cioè può scegliere tra il bene e il male, ha ricevuto una grazia sufficiente da Dio per salvarsi da solo l'anima; i cattolici hanno una visione ottimistica dell'uomo, che può salvarsi da solo l'anima facendo delle opere buone. Invece il protestantesimo sostiene che l'uomo non è dotato di libero arbitrio; c'è infatti una visione pessimistica dell'uomo che non può fare nulla per salvarsi l'anima, è Dio che ha già deciso chi si salverà e chi sarà dannato. Il giansenismo ha una posizione intermedia fra queste due perché sostiene che l'uomo è dotato di libero arbitrio ma non può salvarsi l'anima da solo, se non interviene la grazia efficace di Dio; quindi anche in questo caso Dio sta solo dalla parte di alcuni. Ovviamente questa religione viene condannata dalla Chiesa cattolica: il Papa lancia una bolla di scomunica nei confronti dei giansenisti. In Francia i giansenisti non erano molti; fra di loro c'era anche il filosofo les Pascal; si riunivano nell’abbazia di Port Royal, che il re sole fa sopprimere. Inoltre adotta anche contro i giansenisti una politica di persecuzione e sono anche loro costretti a scappare dalla Francia.


La Seconda rivoluzione inglese

l'Inghilterra si trova, nel 1600, in uno stato di subordinazione rispetto alla Francia. Attraverso un colpo di Stato militare, il trono era stato tolto al figlio di Cromwell, Richard, ed era stata fatta la restaurazione degli Stuart, grazie alla dichiarazione di Breda: sul trono ora trovava Carlo II, vengono ripristinate nel Parlamento la camera dei Lord e la Chiesa anglicana che erano state soppresse.
Carlo II però non vuole inasprire ancora gli animi perché sa che si trova a governare in una situazione molto tesa, quindi emana il cosiddetto diritto di indennità e perdono, che è una sorta di amnistia con la quale libera tutti gli oppositori politici degli Stuart, tranne quelli responsabili direttamente della morte del padre, perché vuole dare un'immagine di clemenza e di apertura. Ma rimane comunque il problema della discendenza poiché Carlo II non ha figli e allora, siccome la linea di successione avviene per via maschile, il futuro re sarà il fratello, Giacomo II Stuart, che era cattolico. Agli inglesi questa situazione non piace perché in Inghilterra i cattolici vengono visti in chiave molto negativa, però, bisogna rispettare la linea dinastica. Così si sviluppa una discussione che divide i cittadini inglesi e che porterà alla nascita di due classici partiti in Inghilterra: quello dei Whix e quello dei Torys. Entrambi i partiti provengono dalla nobiltà ma si differenziano per le idee, essendo due partiti contrapposti. Torys era l'appellativo dato ai banditi cattolici irlandesi, invece Whix erano gli insorti calvinisti scozzesi, quindi erano dei nomi abbastanza dispregiativi. I Torys erano i conservatori in Inghilterra: sostenevano l'autorità della monarchia, la Chiesa anglicana, l'aristocrazia e riguardo al problema della successione sostenevano che la prerogativa regia era superiore al volere della nazione, cioè anche se la nazione non voleva Giacomo II comunque lui doveva diventare re. I Whix erano il partito liberale progressista, quindi sostenevano la monarchia ma anche l'autorità del Parlamento, dal punto di vista sociale sostenevano la borghesia, i ceti mercantili, dal punto di vista religioso sostenevano i calvinisti, quindi quelli contro la Chiesa anglicana e dal punto di vista della successione sostenevano che il volere della nazione era superiore alla prerogativa regia, cioè se l'Inghilterra non voleva Giacomo II come re, non doveva diventarlo. Quindi questi due partiti avevano delle posizioni diametralmente opposte.
In un primo momento sembra prevalere il partito dei Whix, tant'è che riescono a far passare una norma legislativa, il test act, che escludere i non anglicani, cioè i cattolici e i non conformisti ovvero le minoranze calviniste, potessero ricoprire cariche pubbliche; era in realtà una norma fatta apposta affinché Giacomo, che era cattolico, non potesse salire sul trono.
Un'altra norma che fanno passare e la beas corpus, che stabilisce che nessuno si può arrestare arbitrariamente senza prove e senza giudizio; anche questa norma limitava il potere del re, che spesso faceva arrestare persone in maniera arbitraria. Quindi queste due disposizioni sembrano in un certo qual modo far pendere la bilancia dalla parte dei Whix.
Però, morto Carlo II, effettivamente Giacomo II sale sul trono e i Whix devono accogliere questa situazione, anche perchè non c'era una vera e propria protesta aperta da parte del popolo inglese contro Giacomo, nonostante l'odiasse. L'ascesa al trono di Giacomo viene tollerata perché lui aveva due figlie, Maria e Anna, che erano sposate a due principi protestanti: Maria al governatore d'Olanda Guglielmo d'Orange e l'altra era sposata al re di Danimarca. Gli inglesi sperano che comunque dopo la morte di Guglielmo salirà al trono un protestante.
Però Giacomo II non fa niente per placare questa tensione in Inghilterra, anzi in un certo senso la alimenta : in primis perché dà degli incarichi ai cattolici, che eleva posti di responsabilità nello Stato, poi si appoggia troppo a Luigi XIV, quindi rende la politica inglese succube di quella francese.
Ma la goccia che fa traboccare il vaso è che il re sposa una principessa italiana cattolica da cui nasce un figlio maschio, il futuro Giacomo III; siccome la linea di successione va per via maschile il trono non andrà più alle due sorelle Maria e Anna, e quindi a principi protestanti, ma a Giacomo III. A questo punto il popolo inglese si rende conto che il trono passerà di nuovo in mano cattolica e quindi nasce una tensione molto forte; i Whix sono coloro che capeggiano questa opposizione verso Giacomo, ma gli stessi Torys si trovano sprovveduti di fronte a questa situazione, perché sono in una netta minoranza.
Allora nel 1688 avviene la cosiddetta seconda rivoluzione inglese o gloriosa rivoluzione che si svolge senza spargimenti di sangue perché Giacomo III, vista la situazione, scappa in Francia e chiede asilo politico a Luigi XIV e lascia l'Inghilterra.
A questo punto i Whix, con l’appoggio dei Torys, offrono la corona inglese a Guglielmo d'Orange, marito di Maria, la primogenita di Giacomo. Ma il Parlamento, in cui capeggiano i Whix, presenta ai nuovi sovrani, Maria e Guglielmo, un documento, il Bill of rights: in pratica se Maria e Guglielmo vogliono governare l'Inghilterra devono accettare una vera e propria rivoluzione politica poiché questo documento prevede la nascita di una monarchia parlamentare; governeranno se accetteranno la legittimità istituzionale del Parlamento (in Inghilterra avremo due centri di potere: la monarchia e il Parlamento). E effettivamente questo documento viene sottoscritto.
Inoltre il Parlamento fa emanare un'altra disposizione: la tolleration act, che prevede il riconoscimento della libertà religiosa anche per i non anglicani, quindi le minoranze calviniste i cosiddetti non conformisti, ma non per i cattolici. I Whix, per tutelarsi dal fatto che sul trono potesse salire anche un esponente cattolico, poiché Giacomo III poteva un giorno rivendicare il trono inglese, fa approvare l’act of settlement, che prevede l'esclusione dal trono inglese dei discendenti degli Stuart in linea maschile. Infatti, dopo la morte di Guglielmo e Maria, il trono passa alla sorella Anna, dopodiché cambia direttamente la dinastia: Carlo I aveva una sorella, Elisabetta Stuart, che aveva sposato un principe tedesco, Federico l’elettore Palatino e re di Boemia; avevano una figlia, Sofia, che sposa un principe tedesco, Ernesto di Hannover; l’atto stabilisce che viene esclusa dal trono la linea maschile degli Stuart, quindi tutti i discendenti di Carlo II, e si prende la discendenza di Elisabetta. Il futuro sarà il figlio di Sofia e di Ernesto, Giorgio I di Hannover.
La seconda rivoluzione inglese è stata un'importante rivoluzione non solo dal punto di vista politico ma anche da quello economico, poichè essa segna l'affermazione della classe borghese capitalista, cioè gli esponenti del partito Whix, i quali erano quelli che avevano vinto in tutta questa situazione. Si affermano quelli che Marx chiamerà i facitori del plusvalore, cioè la classe capitalista che produce profitto; da questo momento in Inghilterra c'è una fortissima crescita economica a causa dell'affermazione di questa classe, a livello politico e economico: ad esempio abbiamo la nascita della Banca d'Inghilterra:
Vengono varati delle leggi, le Anglosure act, che legalizzano la recinzione delle terre comuni. Precedentemente era un atto arbitrario invece ora viene legalizzata la possibilità di recintare queste terre, di impadronirsene e di farle fruttare, a livello commerciale ed economico.
Quindi la seconda rivoluzione inglese ha creato quella grande potenza economica e commerciale che, poi, Inghilterra diventerà.

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