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La spedizione di Carlo VIII

Lo scontro tra Francia e Spagna fu innescato dalla politica del sovrano francese Carlo VIII (1483-1498) che, in quanto erede degli Angiò, rivendicava i diritti alla corona del Regno di Napoli. Sfruttando queste ambizioni, il signore di Milano, Ludovico il Moro, sollecitò l'intervento in Italia di Carlo VIII. Ludovico aveva bisogno di un aiuto per contrastare gli Aragonesi, in quanto usurpava il potere del nipote Gian Galeazzo Sforza, imparentato appunto con gli Aragonesi di Napoli. Questi ultimi, da parte loro, non nascondevano le loro aspirazioni sul Ducato di Milano.
La discesa di Carlo VIII in Italia era invocata anche dai baroni napoletani avversi alla monarchia aragonese e da alcuni cardinali ostili al papa Alessandro VI.
Prima di intraprendere la spedizione, il re di Francia si assicurò il consenso della Spagna, dell'Inghilterra (che in questo periodo tendeva a disimpegnarsi dai conflitti continentali) e degli Asburgo.

La spedizione ebbe inizio nel settembre del 1494. Alla testa di un formidabile esercito, costituito da circa 30000 uomini e dotato di ottimi reparti di artiglieria, Carlo VIII scese in Italia senza incontrare alcuna resistenza. Entrò da trionfatore a Milano, quindi passò a Firenze, dove Piero de'Medici si arrese immediatamente; poi giunse a Roma dove si accordò con il papa, deludendo quanti avevano sperato in una sua azione contro Alessandro VI. Infine, il 22 febbraio, a soli sei mesi dall'inizio della spedizione, il sovrano francese entrò a Napoli, da dove il re Ferdinando II fuggì con tutta la corte.

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