Concetti Chiave
- Enrico IV stabilizzò la Francia dopo le guerre di religione con la sua conversione al cattolicesimo e l'editto di Nantes, fondando la dinastia Borbone.
- Il cardinale Richelieu, nominato primo ministro, centralizzò il potere, reprimendo le ribellioni nobiliari e riorganizzando l'amministrazione statale.
- Giulio Mazzarino, successore di Richelieu, gestì il potere durante la reggenza di Anna d'Austria e affrontò con successo le rivolta della fronda parlamentare e nobiliare.
- Le fronde parlamentare e nobiliare furono scatenate da aumenti fiscali e riduzioni salariali, culminando in sommosse che costrinsero la corte a fuggire.
- Le pace di Westfalia e dei Pirenei rafforzarono la Francia, indebolendo le monarchie asburgiche e ampliando il territorio francese in Europa.
Stabilità e dinastia Borbone
La Francia aveva trovato stabilità dalle guerre di religione con Enrico IV (convertito al cattolicesimo) e l’editto di Nantes (libertà di culto agli ugonotti, calvinisti francesi), fu lui a dire “Parigi val bene una messa” e a fondare la dinastia Borbone, venne però assassinato da un cattolico nel 1610 per non farlo alleare con i protestanti tedeschi. L’erede Luigi aveva solo nove anni, quindi la vedova Maria de Medici rimase reggente, lei non aveva sufficiente autorevolezza e i nobili ne approfittarono per rivendicare le loro origini feudali. Luigi XIII una volta maggiorenne cercò di rafforzare la monarchia interna e in Europa senza successo.
Richelieu e la centralizzazione
Nel 1624, nel Consiglio della Corona, venne chiamato quasi con funzioni di primo ministro il cardinale Armand, duca di Richelieu. Nonostante le diffidenze di Luigi XIII dati i contrasti con la madre del duca riconobbe le sue qualità chiamandolo a dirigere il Consiglio reale. Richelieu represse le ribellioni dei nobili e molti furono giustiziati, lo fece anche con gli ugonotti, che per difendersi si erano armati, assediando e conquistando la loro più potente fortezza a La Rochelle sull’Atlantico. Dopo averli sottomessi tutti gli fece concedere la grazia dal re (pace di Alais). Per evitare una ripresa dei feudi, Richelieu riorganizzò l’amministrazione dello stato inviando in ogni provincia degli intendenti borghesi e popolari con vari compiti e che dovevano rispondere a lui. Questo rese lo stato sempre più accentrato perché tutte le decisioni facevano capo alla corte reale. Per l’estero seguì una politica di potenza rafforzando esercito e colonie, oltre allo schieramento in favore dei protestanti durante la guerra dei trent’anni solo per svantaggiare Spagna e Austria. Armand, inoltre, fondò l’Accademia di Francia per riunire scrittori ed intellettuali in un’istituzione fedele allo stato. L’italiano Giulio Mazzarino, che dal 1635 era in Francia in veste di nunzio apostolico della Santa sede, era molto apprezzato da Richelieu e fu proprio lui a sostituire quest’ultimo una volta morto nel periodo della guerra dei trent’anni; nel 1643 morì anche Luigi XIII e il suo erede aveva ancora cinque anni così divenne reggente la regina Anna d’Austria ma di fatto era tutto in mano di Mazzarino.
Mazzarino e le fronde
A causa della guerra aumentano le tasse e riducono gli stipendi dei funzionari di nomina regia (nobiltà di toga) che componevano il tribunale/parlamento di Parigi. Contro Mazzarino nacque la “fronda parlamentare” che significa fionda, poi nel 1648 una sommossa popolare obbligò lui re e regina a fuggire dalla città, in ogni caso il futuro Luigi XIV avrà poi la meglio. Una volta tornato nel 1653 aveva raggiunto la maggiore età di 15 anni ma nel frattempo scoppiò una seconda rivolta, la “fronda dei nobili” con a capo il principe Condé che obbligò ad un'altra fuga; nel 1658 l’esercito nobiliare si alleò con la Spagna scontrandosi con i fedeli alla corona i quali vinsero con il comandante visconte Turenne. Mazzarino si rivelò un abile diplomatico estero, ebbe molta rilevanza nelle trattative per porre fine alla guerra dei trent’anni indebolendo le monarchie asburgiche con la pace di Westfalia; con la pace dei Pirenei concluse il conflitto con la Spagna e ingrandì il territorio della Francia ormai potenza europea.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Enrico IV nella stabilità della Francia?
- Come ha influenzato Richelieu la centralizzazione del potere in Francia?
- Quali furono le conseguenze delle fronde durante il regno di Mazzarino?
- In che modo Mazzarino ha contribuito alla diplomazia europea?
- Quali erano le principali sfide affrontate da Luigi XIII durante il suo regno?
Enrico IV ha contribuito alla stabilità della Francia dopo le guerre di religione, fondando la dinastia Borbone e promulgando l'editto di Nantes, che garantiva libertà di culto agli ugonotti.
Richelieu ha centralizzato il potere represso le ribellioni nobiliari e riorganizzando l'amministrazione statale, inviando intendenti che rispondevano direttamente a lui, rendendo così lo stato sempre più accentrato.
Le fronde, sia parlamentare che nobiliare, portarono a sommosse popolari e costrinsero Mazzarino e la regina a fuggire, ma alla fine Luigi XIV emerse vittorioso, consolidando il potere della monarchia.
Mazzarino si rivelò un abile diplomatico, giocando un ruolo chiave nelle trattative per la pace di Westfalia e la pace dei Pirenei, che rafforzarono la posizione della Francia in Europa.
Luigi XIII affrontò la sfida di rafforzare la monarchia in un contesto di ribellioni nobiliari e conflitti religiosi, senza riuscire a stabilire un controllo completo, fino all'intervento decisivo di Richelieu.