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Discorso di conclusione del ‘700

Gli storici della World History la indicavano come seconda guerra dei cent’anni, scoppiata fra due grandi potenze; Inghilterra e Spagna. Ma dopo aver analizzato le vicende, vediamo nello specifico i protagonisti.
La prima è una realtà economicamente e politicamente parlando forte, tanto da essere considerata “il forziere del mondo” dai contemporanei.
Per comprendere oggi la solidità del sistema bancario inglese si può pensare a questo semplice e più vicino esempio.
Negli anni ’20 del 900, in Italia, Mussolini ha ormai acquisito il potere e necessita il consolidamento economico, più che in desiderio ormai in vista di un controllo autarchico. Tenta con diversi espedienti, fra cui i più importanti furono la battaglia del grano, che consisteva nell’ implementare la produzione cerealicola, ma anche con la quota novanta, cioè nel fissare il valore di cambio che la lira avrebbe dovuto avere rispetto alla sterlina inglese.

Benchè oggi questo oggi possa apparire strano, la moneta di riferimento allora non era ancora il dollaro americano, bensì il pound.

Ma tornando a tempi più lontani, per la Francia la situazione è molto diversa: alla morte del sovrano modello della monarchia assoluta, Luigi XIV, il potentissimo re Sole, l’erede è solo un bambino, e il governo è retto da un consigliere.
Il suddetto reggente prende la decisione, rivelatasi poi fallimentare di affidare il risanamento dei conti pubblici al visionario e spregiudicato finanziere scozzese John Law.
Il soggetto aveva elaborato un sistema economico nuovo e organico, funzionale allo sviluppo del paese più popoloso d’Europa.
Il suo sistema consisteva nell’immisione sul mercato di molto denaro, per smuovere il commercio, ma in forma nuova: Individua nella carta moneta lo strumento ideale.
Per perseguire il suo progetto fonda la banca generale, ma il problema di questo primo passaggio è evidentissimo: non c’è copertura aurea a sostegno della manovra. In secondo luogo, sulle orme dei predecessori disegna la compagnia commerciale, che avrebbe dovuto relazionarsi alla prima istituzione creata.
In pratica, era per i cittadini francesi possibile diventare creditore del debito pubblico dello stato, ricevendo azioni della compagnia commerciale delle indie.
Il sistema inizialmente funziona anche bene, trasformando il problema iniziale dell’inflazione in speculazione. Ma è un successo destinato a breve durata: Nel giro di poco tempo i risultati sono disastrosi. Banche che emettono senza copertura, una compagnia scricchiolante e azioni gonfiate dal valore eccessivamente innalzato, che iniziano ad essere vendute in enorme quantità.

Lo stato risulta di conseguenza completamente insolvente , generando un disastroso effetto a catena.
I creditori non ottengono nulla , alla compagnia non resta che chiudere, lasciando che la banca crolli mentre il debito pubblico aumenta a dismisura. Più avvedutamente, John Law leva rapidamente le tende per tornare in patria.

È a questo punto che Luigi XIV, figlio secondo i più non all’altezza del mitico padre, fa la sua forse unica azione lungimirante
Sceglie di affidarsi a due uomini determinanti: il cardinal Fluery e il ministro della finanze Orry.
Grazie ai loro sforzi riescono a raggiungere nel 1743 il pareggio di bilancio e la conseguente solidità del paese.
Terminando la fase più prudente, Luigi XIV desidera rafforzare l’assolutismo, sul modello del padre, incurante che i tempi fossero cambiati.
Trova ovviamente l’opposizione di diverse forze, come il parlamento di Parigi, i parlamenti provinciali, la nobiltà, il clero, tutte realtà con infiniti diritti e quasi nessun dovere, sottoposti a nessuna tassazione, pur avendo (nello specifico gli ultimi due citati) un’enorme quantità di beni, (prettamente fondiari).
Tenta la riforma finanziaria del 1749, che prevede finalmente una tassazione degli ecclesiasti, ma incontrando l’opposizione dapprima della chiesa, poi del parlamento conservatore e in ultima dell’aristocrazia che temeva la pronta estensione del provvedimento, essendone successivi interessati.

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