pexolo di pexolo
Ominide 6526 punti

Riforma protestante - Conseguenze


Insurrezioni

Nel frattempo, negli anni ’20, Roma è molto impegnata nelle Guerre d’Italia: il Papa sa che in Germania un frate agostiniano ha creato problemi fra l’imperatore e i suoi prìncipi, ma la questione gli pare ancora sotto controllo. Le vicende cambiano e diventano più significative quando la predicazione di Lutero fa presa nel popolo e alcuni dei predicatori, che aderiscono alle posizioni luterane in Germania, cominciano a interpretare la ribellione prettamente teologica di Lutero in termini sociali e politici. Come ci si ribella alla Chiesa, allo stesso modo ci si ribella al feudatario, al signore, tra il 1524 e il 1525 inizia in Germania la ribellione dei poveri contro i ricchi, che passa sotto il nome della Guerra dei contadini. Avvengono una serie di insurrezioni popolari: insorgono i cavalieri, cioè i figli cadetti delle famiglie nobiliari che avevano trovato nella Riforma uno strumento per conquistarsi un loro spazio economico e politico (se fossero stati requisiti i beni di monasteri e conventi si potevano conquistare feudi e proprietà), ma più pericolose sono le insurrezioni dei contadini, costituite da masse popolari rurali armate guidate da predicatori che assaltano castelli, chiese, monasteri, vescovati e mettono a soqquadro buona parte della Germania. Questa serie di insurrezioni rappresentano un grave problema per Carlo V, che aveva appena sedato i Comuneros in Spagna, doveva combattere in Italia (Battaglia di Pavia del 1525) e nello stesso tempo controllare i Turchi.

Rispetto dell’ordine politico e sociale

Di fronte alla sollevazione popolare, Lutero reagisce con estrema violenza e scrive un testo (Contro le bande brigantesche ed assassine dei contadini) in cui invita tutti i prìncipi a sedare nella violenza le rivolte dei contadini; infatti, egli si era alleato con i prìncipi e in particolare con il Duca di Sassonia. Dal punto di vista teologico, secondo Lutero il potere religioso è sottomesso in terra al potere politico: la spada è nelle mani dei prìncipi ed essi devono governare. Quella religiosa è una questione dell’animo, intima e non ha niente a che fare con l’ordine sociale: i poveri sono poveri e i ricchi sono ricchi, i feudatari hanno i loro diritti, la Chiesa di Roma è colpevole di usurpazione e non i prìncipi tedeschi. Anzi, il dovere del buon cristiano è quello di obbedire al potere politico, di sottomettersi a quello perché è stato creato da Dio: nulla potestas nisi a Deo è un principio che vale anche per Lutero. La Guerra dei contadini testimonia il fatto che l’area tedesca è un’area in fermento, dove le predicazioni religiose possono svoltare, ricadere su un piano economico sociale e politico; ma Lutero si oppone a questa deriva della Riforma protestante.

Impatto religioso

Con le insurrezioni popolari, che la Riforma protestante non sia più un fenomeno contenibile comincia ad apparire chiaro anche a Roma: dentro la Chiesa si riamano i dibattiti sulla dimensione dottrinale delle richieste luterane, che sono più acuiti dalle conseguenze emotive e culturali del Sacco di Roma. Quando i lanzichenecchi (soldati protestanti, perlopiù luterani) arrivano a Roma e saccheggiano la città alcuni cominciano a pensare che Dio stesse dalla loro parte e non con il Papa di Roma, che quella potesse essere una punizione divina per gli eccessi compiuti dal clero. La reazione cattolica comincia tardivamente ed è dettata anche dal fatto che, negli anni ’30, il protestantesimo comincia a diffondersi anche nella penisola italiana: si tratta di presenze minoritarie, a macchia di leopardo, ma si avvicinano al centro del cattolicesimo. Bernardino Ochino, padre generale del nuovo ordine religioso nato in Italia in quegl’anni come ramificazione dei francescani, l’ordine dei cappuccini, passa al Calvinismo negli anni ‘30. Dentro la Chiesa il dibattito è animato da personalità importanti: Gasparo Contarini e Reginald Pole sono dei cardinali che cercano una mediazione fra le posizioni di Lutero e quelle cattoliche; la vorrebbe anche Carlo V, nel cui interesse c’era la pacificazione della Germania, necessaria per dedicarsi ad altri scenari internazionali. A partire dagli anni ’30 si comincia a parlare della necessità di convocare un Concilio generale della Chiesa (che poi verrà effettivamente convocato a Trento nel 1545, ma a giochi fatti, cioè quando ormai la Riforma aveva preso piede). I Papi che si succedono sul trono di Roma, però, sono contrari alla convocazione di un Concilio, perché temono che esso pretenda di essere la suprema autorità della Chiesa al loro posto: la definitiva superiorità del Papa sul Concilio verrà sancita solo successivamente, con il Concilio di Trento, ancora ci sono teorie conciliariste che ritengono il potere del Concilio superiore a quello del pontefice. Uno dei principali motivi del successo della Riforma protestante è il ritardo della risposta della Chiesa cattolica, impegnata su altri fronti, che arriva almeno 15 anni dopo le accuse di Lutero (negli anni ’30).

Impatto politico

Mentre i Papi rimandano la convocazione del Concilio per paura di animare un nemico interno alla Chiesa, molti prìncipi tedeschi passano alla Riforma. Per tutti gli anni ’30 la Germania è attraversata da guerra tra la Lega di Smalcalda (lega dei prìncipi protestanti) e i prìncipi cattolici guidati dall’imperatore. Il confronto religioso diviene un confronto militare, ma non si tratta propriamente di una guerra civile, è piuttosto una guerra tra principati. Il luteranesimo si diffonde in buona parte della Germania, tutta la Scandinavia e nei Paesi dell’ordine teutonico (paesi baltici). Quest’ultimo era un ordine nato durante le crociate e che, cumulando donazioni ed acquisendo terre aveva creato uno Stato a sé stante; il generale dell’ordine teutonico (che peraltro è il fondatore della dinastia che unificherà la Germania, cioè la dinastia prussiana) passa al protestantesimo: da principato ecclesiastico, i Paesi dell’ordine teutonico diventano uno Stato laico governato dal generale dell’ordine, nominato sovrano dello Stato. L’impatto politico della Riforma protestante è dunque fortissimo.

Anabattisti e antitrinitari

Altra conseguenza della Riforma protestante è lo svilupparsi nell’area imperiale, poi diffuse in Europa, di correnti molto più radicali del luteranesimo. Gli anabattisti non solo accettano tutte le critiche luterane, ma mettono in discussione anche il Battesimo: a loro avviso bisogna battezzarsi da adulti, quando si è coscienti e consapevoli delle proprie scelte; alcuni di loro mettono in discussione il concetto di Trinità, l’idea che Dio sia uno e trino, accettato dalla Chiesa come un dogma (principio inspiegabile). anabattisti e antitrinitari vengono considerati, da tutte le parti in campo, come un fenomeno sovversivo. Ad esempio, gli anabattisti arrivano ad ipotizzare un comunismo materiale e familiare: la componente più radicale segue un predicatore, Müntzer, nella città di Münster, dove creano una società di comunismo e libertà sessuale; di fronte agli eccessi degli anabattisti, prìncipi luterani e cattolici si alleano e nel 1535 radono al suolo Münster, i cui abitanti vengono uccisi. I pochi che riescono a sfuggire trovano rifugio in quelle aree dei domini di Carlo V dove il controllo ecclesiastico è ancora debole, cioè nei Paesi Bassi. Infatti, pur sconfitte sul campo di battaglia, queste correnti non vengono annientate e i loro discendenti si diffondono in Europa con una particolare concentrazione nei Paesi Bassi.
Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email