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Riforma e Controriforma


A cavallo tra il XV e il XVI secolo i fenomeni che avevano agitato a lungo la religiosità tardo-medievale si coagularono attorno ad alcune questioni destinate a scuotere profondamente il mondo cristiano. I mutamenti nelle strutture politiche ed economiche che segnarono l'avvento della modernità ebbero vaste ripercussioni in ogni ambito della vita sociale e culturale. Le gerarchie ecclesiastiche cercarono di soffocare o controllare l'insorgere di movimenti che ne mettevano in discussione le scelte di fondo. La chiesa, tuttavia, non riuscì a evitare la frattura nel Nordeuropa, dove i principi si schierarono a fianco delle esigenze di rinnovamento delle fede e della religiosità. La riforma di Martin Lutero si diffuse rapidamente in Germania, sollecitando l'affermazione di altre religioni riformate, come quelle che emersero a Zurigo con Zwingli e a Ginevra con Calvino. Pur nelle differenti interpretazioni, i riformati intendevano rivendicare il diritto al libero esame dei testi sacri, rifiutando la mediazione ufficiale della chiesa, e ribadire la necessità di una salda fede, negando valore salvifico a ogni esteriorità e quindi alle opere compiute dagli uomini sulla terra. L'attacco al tradizionale magistero della chiesa,iniziato con le Tesi di Witenberg di Lutero era destinato a produrre effetti vasti. L'arte,il teatro, la letteratura, ma anche il comportamento sociale furono modellati dalla nuova disciplina religiosa. Si aprì in questi anni l'epoca della Controriforma o della Riforma cattolica. Definito con il concilio di Trento il proprio indirizzo programmatico, la chiesa rilanciò la propria egemonia sulla vita sociale,culturale e artistica. Il controllo della religiosità delle masse divenne più stringente, mentre si diffondeva la nuova agiografia devozionale. Nell'ambito dei paesi riformati, il nuovo atteggiamento spirituale nel rapporto uomo-Dio e fra l'uomo e il mondo diede esiti rilevanti sul piano del comportamento sociale ed economico. La nuova morale protestante, cioè la propensione all'austerità, l'esaltazione del rigore,dell'onestà e della semplicità, era effetto di una visione del mondo destinata a produrre cambiamenti nella società moderna e in particolare nel rapporto fra gli uomini e il loro lavoro.

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