Ominide 1445 punti

Enrico IV Borbone

In seguito all’ascesa al trono di Enrico di Borbone le truppe spagnole guidate da Alessandro Farnese invadono la Francia e il papa Sisto V scomunica il nuovo monarca, poiché la sua discesa al trono non è legittima in quanto questi non è cattolico. Enrico IV, sebbene riesca a far prevalere il timore della sottomissione straniera nella popolazione delle periferie che si distacca dai Guisa e lo appoggia, e nonostante sia anche appoggiato dal partito dei politici, formato da borghesi e nobili, che hanno capito come la Francia rischiasse di perdere la propria sovranità e che quindi miri a una pacificazione fra le due parti, è tuttavia contrastato da Parigi, che pretende un re cattolico. Il sovrano allora decide di abiurare la sua religione e convertirsi al cattolicesimo nel 1594, nella cattedrale di Saint Denis, dicendo: ‘Parigi val bene una messa’. Diventa così il legittimo re, riconosciuto anche dal papa Clemente VIII, che vede la possibilità di reinsediare una monarchia cattolica salda in Europa.
Inoltre nel 1598 il sovrano firma la pace di Vervins con la Spagna, facendo ritirare le truppe spagnole dalla Francia. Nonostante fosse espressione della pacificazione del paese e appena convertitosi al cattolicesimo, Enrico IV non dimentica la sua precedente fazione, anzi ne tiene conto durante il suo regno. Nel 1598 infatti con l’editto di Nantes dà piena libertà di culto agli ugonotti, ad eccezione della città di Parigi e per difendere questa libertà anche dai suoi successori gli consente di mantenere un proprio esercito ed organizzarsi in piazzaforti sparse per il Paese, la più importante delle quali a Rochelle. Egli permette perciò di mantenere un potere interno allo Stato, riconoscendogli anche di partecipare alla vita politica e di accedere alle cariche. Si concentra poi su una politica di ricostruzione basata sull’azione del duca di Sully e del conte Laffemas.
Il primo, per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario, vara la Legge della paulette, che consiste nel pretendere da parte di colore che hanno acquistato delle cariche amministrative una tassa annuale che ne garantisce l’ereditarietà e assegna il titolo nobiliare. In questo modo avrebbe sostenuto le casse dello Stato. Il secondo, invece, promuove l’istituzione di manifatture regie secondo la politica mercantilistica che sarà messa poi in atto da altri Paesi, ma che trova la prima impostazione in questo momento. In questo modo si mira a non far uscire denaro dal regno e dare sviluppo all’attività manifatturiera interna, favorendo l’esportazione e contrastando l’importazione. Si ha così un periodo di ripresa economica e Enrico IV regna fino al 1610.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove