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Come si riaccese la Questione d’oriente e come si risolse?

La consueta pretesa dello zar di esercitare un protettorato sulle popolazioni ortodosse dei Balcani portò ad una guerra russo-turca nell’ottobre del 1853. Francia e Inghilterra, preoccupate delle vittorie russe, si schierarono accanto alla Turchia e dichiararono guerra allo zar nel marzo del 1854. Lo zar contava sull’appoggio dell’Austria, che egli aveva aiutato a reprimere i moti d’Ungheria, ma l’Austria non si mosse.
Le operazioni militari che si svolgevano in Crimea, dove era assediata Sebastopoli, misero in difficoltà le truppe angli-francesi, costrette ad agire sul suolo nemico, lontane dalle basi di operazione. Allora, per parare eventuali sorprese da parte dell’Austria ed evitare che essa si unisse alla Russia contro di loro, Francia e Inghilterra sollecitarono l’alleanza del Piemonte, che il Cavour fu pronto a concedere, in modo da isolare l’Austria.

Dopo una lunga resistenza, Sebastopoli cadde e, anche a causa della nuova politica dello zar Alessandro II successo a Nicola I, fu decisa la cessazione delle ostilità.
Nel Congresso di Parigi del 1856, a cui parteciparono le principali potenze, le ambizioni russe vennero sconfitte.
Fu garantita l’integrità territoriale dell’impero ottomano, fu reso neutrale il Mar Nero, ribadita la convenzione degli stretti; i principati di Moldavia e di Valacchia furono riconosciuti autonomi (con la Bessarabia già russa avrebbero costituirono, nel 1859, il Regno di Romania).
Il successo inglese faceva riavvicinare la Francia alla Russia, mentre si intorbidivano i rapporti franco-austriaci e l’Austria rimaneva isolata.

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