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Concetti Chiave

  • Fino al 1760, i coloni americani godevano di una buona relazione con la madrepatria, vedendola come protettrice nei confronti delle altre potenze europee.
  • Il malcontento iniziò dopo la guerra dei sette anni, culminando con la richiesta di un equilibrio tra tassazione e rappresentanza, espressa nel motto "No taxation without representation".
  • Il boicottaggio delle merci inglesi da parte dei coloni dimostrò la loro capacità di autogestirsi e di resistere alle imposizioni britanniche.
  • Il Congresso di Philadelphia del 1774 segnò un passo decisivo verso l'indipendenza, portando alla creazione dell'Esercito Continentale sotto la guida di Washington.
  • La strategia di guerriglia adottata da Washington si rivelò vincente, portando alla sconfitta britannica nella battaglia di Saratoga e infine all'indipendenza delle 13 colonie nel 1783.

Indice

  1. Inizio dei conflitti
  2. Tassazione e malcontento
  3. Boicottaggio e tensioni
  4. Boston e il tea act
  5. Congresso di Philadelphia
  6. Dichiarazione d'indipendenza
  7. Guerra e strategia americana
  8. Battaglia di Saratoga
  9. Trattati di pace

Inizio dei conflitti

Fino al 1760 non ci furono conflitti con la madrepatria, perché i coloni si trovavano bene nella loro condizione, in quanto vedevano in questa una madre protettrice nei confronti delle altre potenze e avevano la visione del nemico come comune alla madrepatria e a loro. La situazione cambiò dopo la guerra dei sette anni, che ebbe per oggetto anche le colonie, che parteciparono allo scontro fornendo delle truppe : questo conflitto rappresentò il culmine dell’unione tra madrepatria e colonie, e l’Inghilterra ne uscì vittoriosa come potenza coloniale, ottenendo la Florida e il Canada e la parte costiera dell’India, che venne usata come punto d’appoggio per i commerci dunque non per sfruttamento come le altre.

Tassazione e malcontento

In seguito allo sforzo bellico, l’America cominciò a pretendere qualcosa. Cominciò a serpeggiare l’idea che dovesse esserci un equilibrio tra tassazione e rappresentanza in parlamento (che varava, =far stampare o pubblicare, le tasse), e uno dei loro motti diventò “No taxation without representation” .

La situazione venne esacerbata (=esasperata) nel 1764 con la Sugar Act, la tassa sullo zucchero, e nel 1765 con la Stamp Act, tassa sul bollo (che doveva essere posto, come oggi, su tutti gli atti pubblici).

Le due tasse vennero particolarmente mal viste dai coloni, e furono le prime contestate dato che riguardavano soprattutto loro in quanto le grandi piantagioni di zucchero si trovavano in America.

Boicottaggio e tensioni

Il primo segnale di malcontento dell’America si concretizzò nel boicottamento delle merci inglesi, ossia nel fatto che smisero di approvvigionarsi delle merci provenienti dall’Inghilterra, rimandandole indietro, e si sostennero attraverso scambi interni l’una con l’altra : questo dimostrò che potevano anche sopravvivere senza l’aiuto dell’Inghilterra (mentre non era scontato il contrario).

Questo segnale non venne colto però dall’Inghilterra che nel 1773 emanò un provvedimento con cui diede alla Compagnia delle Indie Orientali il monopolio del commercio del the in America (tea act)

Boston e il tea act

Boston era sempre al centro dell’attenzione, in quanto era il luogo in cui arrivavano le navi inglesi ed era una delle città più ambite; qui avvenne nel 1770 uno scontro armato tra alcuni bostoniani e le truppe inglesi, che come tutti gli scontri tra polizia e riottosi, è controverso per le cause, e nel 1773 il Boston Tea Party.

Questo evento viene così chiamato perché, quando arrivò un carico di the dall’Inghilterra, gli americani decisero di rovesciarlo tutto in mare vestiti da nativi.

Congresso di Philadelphia

Poiché esasperati dato lo scarso ascolto della madrepatria, le 13 colonie decisero, nel 1774, di inviare dei rappresentati a Philadelphia per definire un piano comune contro questa in quello che verrà ricordato come il Congresso di Philadelphia. Nel 1775 ci fu un secondo congresso e venne fatto un ulteriore passo avanti che rendeva le intenzioni bellicose sempre meno celate, la fondazione della Continental Army (=esercito continentale) con a capo Washington.

E’ singolare come le colonie siano arrivate a questo punto poiché inizialmente volevano solamente una maggiore autonomia economica: senza dubbio se gli inglesi avessero pensato alle conseguenze che il loro comportamento poteva avere, gliela avrebbero concessa.

Dichiarazione d'indipendenza

Nel 1776 la situazione arrivò al culmine e con la Dichiarazione d’Indipendenza decisero di dichiararsi uno stato indipendente. Questo testo è molto breve ma declama i principi fondamentali che ancora oggi rappresentano i principi fondamentali della costituzione americana, ossia la libertà, il diritto alla felicità e di poter vivere la propria vita secondo le proprie volontà e aspirazioni indipendentemente dalle proprie origini: ciò rende gli USA diversi da tutte le altre potenze in quanto i suoi abitanti avevano una mentalità più aperta non avendo una storia alle spalle come, ad esempio, l’Inghilterra che è una delle monarchie più antiche in assoluto. Questo fatto ovviamente gli dava poca credibilità rispetto all’Europa, agli occhi della quale gli americani si sono configurati per lungo tempo come dei sempliciotti delle nuove terre, e che li sottovalutò anche quando scoppiò la guerra. Infatti l’opinione pubblica li derideva, essendo convinta di sconfiggerli in quanto l’Inghilterra era la maggiore potenza bellica (35000 uomini vennero mandati per combattere contro i 10000 della continental army) e coloniale (7 anni) del momento.

Guerra e strategia americana

All’inizio lo scontro era ovviamente favorevole all’UK, tuttavia:

gli europei simpatizzarono per i coloni, soprattutto la Francia che inviò degli aiuti economici e militari, poiché mandò da loro La Fayette, uno dei capi militari più importanti di Francia, che ordinò l’esercito americano

il generale Washington ebbe una brillante intuizione, infatti capì che in uno scontro sullo stile di quelli del ‘700, in cui contava la potenza bellica, l’America non avrebbe avuto possibilità. Così decise di agire tramite azioni subdole, guerriglia, per stancare e logorare l’esercito nemico con incursioni notturne e tagli ai rifornimenti. In Europa una strategia del genere non era mai stata adottata perché veniva rispettata un’etica risalente alla cavalleria militare e azioni simili non venivano affatto viste di buon occhio. In questo è possibile identificare un grande pragmatismo (=atteggiamento mentale e comportamento di chi privilegia la pratica e la concretezza rispetto alla teoria, agli schemi astratti e ai principi ideali) degli americani, che dovevano vincere ad ogni costo senza pensare ai mezzi (Machiavelli).

Battaglia di Saratoga

Nel 1777 per la prima volta l’esercito americano sconfisse quello inglese nella battaglia di Saratoga, a questa seguirono vari conflitti con vittorie alternate con vantaggio americano fino alla Resa di Oak Town del 1781, quando gli inglesi si arresero e riconobbero l’indipendenza. La pace venne firmata alla reggia di Versailles, dove vennero sancite anche quelle delle guerre mondiali, poiché la struttura vastissima era in grado di ospitare tutti per lungo tempo, dato che la stipulazione dei trattati è un processo lungo.

Trattati di pace

Le trattative iniziarono nel 1782 e nel 1783 venne apposta la firma delle potenze.

Conseguenze: l’Inghilterra riconobbe l’indipendenza delle 13 colonie ma mantenne il Canada (prima francese, che non faceva parte delle 13); inoltre fece delle concessioni restituendo Tobago, nei Caraibi, e il Senegal alla Francia e la Florida e Minorca (7 anni) alla Spagna, che a un certo punto patteggiò anche lei per l’America.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il fattore scatenante dei conflitti tra le colonie americane e la madrepatria?
  2. I conflitti iniziarono dopo la guerra dei sette anni, quando le colonie, che avevano partecipato allo sforzo bellico, iniziarono a chiedere un equilibrio tra tassazione e rappresentanza, culminando nel motto "No taxation without representation".

  3. Come reagirono i coloni americani alle nuove tasse imposte dall'Inghilterra?
  4. I coloni risposero con un boicottaggio delle merci inglesi, dimostrando la loro capacità di autosufficienza e rifiutando di approvvigionarsi da Londra, un segnale di crescente malcontento.

  5. Qual è stato l'evento simbolico che ha segnato la resistenza dei coloni contro il Tea Act?
  6. Il Boston Tea Party del 1773, in cui i coloni rovesciarono in mare un carico di tè inglese, rappresentò un atto di protesta contro il monopolio imposto dalla Compagnia delle Indie Orientali.

  7. Quali furono le conseguenze del Congresso di Philadelphia del 1774?
  8. Il Congresso di Philadelphia segnò l'inizio di una cooperazione tra le 13 colonie per affrontare le ingiustizie della madrepatria, culminando nella creazione dell'Esercito Continentale nel 1775, guidato da George Washington.

  9. Come si concluse la guerra d'indipendenza americana e quali furono le sue conseguenze?
  10. La guerra si concluse con la vittoria americana e la firma del trattato di pace nel 1783, in cui l'Inghilterra riconobbe l'indipendenza delle 13 colonie, mantenendo però il controllo sul Canada e cedendo altre terre a Francia e Spagna.

Domande e risposte

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