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La guerra fra Quattrocento e Seicento

Lungo il corso del Quattrocento si fanno avanti modificazioni di rilievo in quello che è ancora uno dei principali campi di interesse degli stati europei: la guerra. Il processo di formazione di un esercito di tipo nuovo, fondato sulla preminenza della fanteria rispetto alla cavalleria, è in pieno svolgimento ed è favorito dalla crescita che in questa fase conoscono alcune monarchie, in particolare quella inglese e francese, le quali rafforzarono le proprie istituzioni anche allo scopo di procurarsi maggiori risorse finanziarie. Una parte di queste risorse è ora destinati alla costituzione di grandi eserciti, nella cui fila vengono arruolati uomini appartenenti ai ceti popolari, non di rado espulsi dal processo produttivo. All'indomani della crisi del Trecento, la ripresa demografica rese infatti disponibile una grande quantità di uomini in cerca di un impiego. Gli eserciti offrono alle monarchie nazionali quel sostegno che nei secoli precedenti la cavalleria, espressione dei ceti feudali, aveva spesso fatto mancare. Al tempo stesso, per essere equipaggiati, esigono dai sovrani uno sforzo finanziario di portata notevole.

In modo indiretto gli eserciti finiscono cosi per sollecitare anche lo sviluppo economico, stimolando la produzione di armi e favorendo il miglioramento delle tecniche di estrazione e lavorazione dei metalli, del ferro in particolare. Tutto ciò determina la crisi progressiva anche di un'altra importante istituzione medievale, la compagnia di ventura, superata sia dalla generale consapevolezza ella sua limitata affidabilità nella difesa degli interessi di chi l'arruolava, sia dall'impossibilità di adattarsi a mutamenti organizzativi che ne richiedevano un consistente impegno finanziario. Il Cinquecento portò non tanto modificazioni nella struttura dell'esercito, quanto un affinamento della tecnologia militare: i pesanti archibugi divennero più leggeri e precisi, oltre ad essere più sicuri per chi li manovrava, grazie alla miccia a combustione lenta. La diffusione di armi da fuoco sempre più affidabili diede il colpo finale al vecchio modo di guerreggiare: pensiamo ad esempio all'armatura, simbolo di un'epoca, che perse ogni significato di fronte alla forza dei proiettili. I cambiamenti di questi decenni non ebbero soltanto un valore strettamente militare, perché la guerra divenne un evento in grado di coinvolgere popolazioni intere e ampi territori. L'esercito feudale era limitato nel numero e dunque aveva un impatto circoscritto sui civili e sulle loro abitazioni e attività. Adesso eserciti composti da migliaia di uomini provocavano, solo con il semplice passaggio, grandi devastazioni.

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