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Il quadro politico europeo nel Cinquecento: la Spagna


Appunto breve di storia sulla Spagna nel Cinquecento. Nel 1500 l’imperatore Carlo V d’Asburgo governava un regno immenso, formato da territori molto diversi tra loro, e sognava di creare un impero universale con la collaborazione del papa. Il suo progetto di scontrò con la volontà di autonomia degli Stati europei e la rottura dell’unità del cattolicesimo determinata dalla Riforma luterana.
Francesco I re di Francia, uno dei suoi massimi avversari, si alleò con il sultano ottomano e i principi tedeschi protestanti per difendere i suoi territori.
Il conflitto si estese dall’Italia al resto d’Europa. Dopo la pace di Augusta (1555) Carlo V affidò al figlio Filippo II il governo della Spagna, delle colonie americane, dei Paesi Bassi e dei domini italiani (ducato di Milano, la Sicilia e il Regno di Napoli); al fratello Ferdinando invece consegnò la corona imperiale e i possedimenti asburgici.
Filippo II fu quindi re di Spagna e dei suoi vasti possedimenti per quasi mezzo secolo, dal 1556 al 1598, egli fu l’eroe della Controriforma e, con gli accordi di Cateau Cambresis del 1559 che sancivano la fine delle ostilità e il predominio spagnolo sull’Italia, egli era il sovrano più potente d’Europa. Filippo II re di Spagna fu difensore della monarchia e del cattolicesimo in tutta Europa: durante il suo regno i Paesi Bassi, divenuti protestanti, si ribellarono e ottennero l’indipendenza dopo una lunga lotta (guidata dal nobile Guglielmo d’Orange-Nassau). La politica estera di Filippo II lo portò a scontrarsi anche con Francia e Inghilterra con un enorme dispendio finanziario che accelerò la decadenza spagnola. La Spagna era però, in fondo, molto debole a causa della sua struttura economica e sociale ancora medievale, nonostante il possesso delle miniere nel Nuovo Mondo; la tassazione non era equa e il sovrano chiedeva ingenti prestiti alle banche, infine le attività commerciali e di artigianato erano di ebrei e musulmani e, una volta che questi furono cacciati via dal Paese, l’economia collassò. Tutto ciò che la Spagna otteneva dal Nuovo Mondo era reinvestito per acquistare altri prodotti dalle mani di italiani, inglesi, francesi e tedeschi.
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