Il primato dell'Europa


Malgrado le guerre e le persecuzioni, l’Età moderna si conclude con il primato tecnologico, economico e militare di alcune nazioni europee. Tra Cinquecento e Seicento tale primato appartiene alla Spagna grazie all’oro e all’argento che i suoi galeoni portano dall’America. La cecità della sua classe dirigente, con un’aristocrazia dedita unicamente alle spese di lusso, e la monarchia di Filippo II, che sperpera denaro inutile nella guerra contro l’Olanda, le impediscono un vero e proprio sviluppo. Tanto è vero che, quando in Spagna arriva la terribile notizia che le miniere d’argento della Bolivia si sono esaurite, nel giro di pochi anni la nazione passa dallo splendore al sottosviluppo. Quanto al Portogallo, la natura dei suoi scambi non permette di accumulare tanto denaro da poter competere con le altre nazioni. Nel XVII secolo emergono due nuove potenze economiche: l’Olanda e l’Inghilterra. Liberatasi dagli spagnoli e diventata una repubblica, l’Olanda si segnala come il regno della tolleranza, dove vengono accolti tutti i perseguitati per motivi religiosi, che portano i loro saperi e le loro competenze tecnico-scientifiche. Il paese è completamente alfabetizzato, nuove terre da coltivare vengono strappate al mare nei polder, i cantieri navali sono i migliori del mondo, la compagnia delle indie orientali fa lucrosi affari in estremo oriente e importa prodotti preziosi come i bulbi dei tulipani della Turchia. Amsterdam diventa il magazzino del mondo e la sua Borsa la più importante d’Europa. Nello stesso periodo l’Inghilterra inizia a sua volta un velocissimo sviluppo. Ora fa parte della Gran Bretagna insieme alla Scozia, al Galles e all’Irlanda, anch’essa una compagnia delle indie orientali e inoltre possiede tredici colonie dell’America settentrionale. Grazie alla sua flotta, sta diventando la più grande potenza del mondo. Il primato britannico è favorito dalla tratta degli schiavi. Essa è iniziata nel 1500 con il trasferimento di ma-nodopera africana in Brasile e, verso metà del XVII secolo, viene monopolizzata dagli inglesi e dagli olandesi. L’acquisto degli schiavi avviene all’inizio con la mediazione dei mercanti berberi, poi trattando direttamente con i sovrani dei regni africani. Le cifre di questo commercio sono enormi: tre i 10 e gli 11 milioni di persone a causa degli europei e 11 milioni a causa degli imperi islamici. La tratta da luogo al cosiddetto commercio triangolare, che parte da Londra o Amsterdam, arriva al Golfo della Guinea, passa nelle isole dei Caraibi e torna a Londra o Amsterdam. Nel corso degli scambi effettuati in questi viaggi i guadagni dei negrieri sono vertiginosi. I commerci con l’oriente e il commercio triangolare aprono l’era dell’economia mondo, dove il centro viene occupato di volta in volta da una singola nazione, sempre europea, mentre le altre svolgono il ruolo di periferia.
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