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La prima guerra persiana


Nel 546 a.C. Ciro conquistò la Lidia, corrispondente all'attuale Turchia Occidentale, e successivamente egli decise di allargare il suo dominio anche sulle città greche che si trovavano in Asia Minore, e ci riuscì con successo.
Il dominio persiano non fu molto rigido verso i Greci, ma nonostante ciò, si diffuse tra la popolazione molto malcontento, in quanto i Greci, sottomessi dai Persiani erano costretti a versare dei tributi, ma non fu solo quello il problema.
Ciro divise infatti i territori conquistati in delle regioni che erano governate dai satrapi, che non erano molto graditi dalla popolazioni.
La goccia che fece traboccare il vaso fu nel 499 a.C., quando la polis di Mileto, guidata da Aristagora, decise di ribellarsi ai dominatori, ma si rese conto che da sola non avrebbe mai potuto far fronte all'esercito persiano; allora chiese aiuto ad altre poleis greche. Purtroppo solo due poleis, ovvero Atene ed Eretria mandarono dei rinforzi. Atene inviò venti navi, Eretria ne inviò cinque.
Nonostante ciò, i Greci riuscirono ad ottenere non qualche successo, ma riuscirono addirittura ad occupare Sardi, il capoluogo della satrapia.
Dario reagì immediatamente e violentemente, rase al suolo la polis di Mileto e fu costretto ad obbedire agli ordini del Gran Re, ovvero ridusse in schiavitù gli abitanti di Mileto che non erano già morti.
Ma non finisce qui!
Dario infatti non digeriva il fatto che le poleis greche volevano tenere sotto controllo i territori da lui conquistati, allora decise di punirli.
Correva l'anno 490 a.C. quando la flotta persiana sbarcò ad Eretria, che fu espugnata.
In seguito essa si diresse verso la regione dell'Attica, e sbarcarono nei pressi di Maratona.
Gli ateniesi sapevano di essere in pericolo, allora chiesero aiuto agli spartani che però si rifiutarono di aiutarli in quanto erano in corso a Sparta delle manifestazioni religiose.
Milziade, il generale ateniese schierò un esercito di 10.000 opliti, contro 20.000 soldati persiani; ci si può aspettare che vinsero i persiani, invece fu proprio il contrario.
Tuttavia le conseguenze di questa battaglia non furono rilevanti per i Persiani in quanto non avevano perso i territori conquistati, ma vi furono importanti conseguenze per i Greci, che ebbero più fiducia nelle loro capacità; inoltre la battaglia di Maratona dimostrò che la falange oplitica era un esercito così organizzato da riuscire ad affrontare addirittura sfide che parevano impossibili.
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