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A Michelangelo Buonarroti, del quale pazientemente sopportava il difficile carattere, il papa commissionò a Firenze le cappelle medicee in San Lorenzo e lavori nella Biblioteca laurenziana, perdonò l’adesione alla Repubblica fiorentina e a Roma suggerì il tema del Giudizio universale per gli affreschi della cappella Sistina.
Per il Giubileo del 1525 Clemente vii fece eseguire, restauri e abbellimenti di molte chiese romane e migliorò la viabilità cittadina creando i due bracci simmetrici del Tridente a piazza del Popolo con il completamento della via Leonina poi detta di Ripetta e l’apertura della via detta inizialmente Clementina e poi del Babuino.

In Vaticano fu completato il cortile di San Damaso e proseguirono i lavori per la nuova basilica. Il periodo di inattività seguito al Sacco, durante il quale tornarono con la speranza di una rapida ripresa a Roma molti artisti, che avevano trovato riparo altrove e lo stesso Michelangelo proseguirono per necessità tecniche i lavori della Fabbrica di San Pietro, per la quale fu confermato come architetto a vita Baldassarre Peruzzi, e furono eseguiti lavori per migliorare l’abitabilità degli appartamenti di Castel Sant’ Angelo, ma naturalmente l’attività edilizia fu prevalentemente dedicata alla riparazione dei danni e della dilapidazione degli edifici e al riassetto delle tante strade cosicché quando il papa morì il 25 settembre del 1534 le condizioni della città apparivano abbastanza buone.
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