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La penisola italiana nel 1492


Il 1492, data della scoperta dell’America e, convenzionalmente, inizio dell’ Eta moderna. A tale data, la penisola italiana conosceva un periodo di stabilità perché si erano formati diversi principati tutti ugualmente potenti e nessuno si sentiva abbastanza forte e sicuro da dichiarare guerra all’altro come era successo qualche tempo prima. È come se ognuno avesse raggiunto la massima espansione territoriale possibile.
L’Italia comprendeva i seguenti stati: Ducato di Savoia, Repubblica di Genova, Stato Pontificio, Repubblica di Siena, Regno di Napoli, Signoria di Firenze, Repubblica di Venezia. A questo si aggiungevano altri piccoli stati: Marchesato del Monferrato, Ducato di Modena e Reggio, Repubblica di Lucca, Marchesato di Mantova, Marchesato di Saluzzo e Ducato di Ferrara.
Il Ducato di Savoia che comprendeva la maggior parte del Piemonte aveva delle tradizioni militari molto gloriose. La dinastia dei Savoia si appoggiava saldamente alle vecchie tradizioni e per questo era molto meglio organizzata delle altre. Non si trattava di una corte sfarzosa dedita al mecenatismo e nemmeno aveva delle grosse ambizioni espansionistiche.
La Repubblica di Genova conosceva un periodo di instabilità di politica interna a cause delle lotte per il potere che opponevano fra di loro le grandi famiglie genovesi. Nonostante questo, la Repubblica poteva su traffici marittimi molto intensi e su di una solida attività bancaria che procurava a tutti gli abitanti lavoro e benessere.
Stato Pontificio. Nel corso del XV secolo, i Papi si erano impegnati a lungo per ricondurre l’ordine fra i nobili del Lazio, delle Marche e dell’Umbria che fino ad allora avevano approfittato del periodo in cui la sede papale era stata trasferita ad Avignone per rendersi autonomi dall’autorità papale. I Papi non trascurarono mai di chiamare a Roma gli artisti più in voga per abbellire la città con chiese e palazzi come Papa Niccolò V che fondò la biblioteca vaticana. I Papi di questo periodo furono anche grandi protettori delle arti, delle lettere e delle scienze.
Il Ducato di Milano era uno dei più ricchi e potenti stati della penisola italiana e la famiglia Sforza governava con energia e fasto. Nel 1492, il fondatore della dinastia, Francesco, era morto da qualche decennio ed il titolo di duca era passato al giovanissimo nipote Gian Galeazzo Visconti, ma il governo era esercitato dallo zio, Ludovico Sforza, chiamato Il Moro.
La Repubblica di Siena, un tempo ricca città comunale, non era ancora riuscita ad avere una stabilità interna a cause delle continue lotte per il potere fra i nobili, i mercanti e il popolo. Tuttavia, un periodo di tranquillità e splendore si ebbe con il governo di Pandolfo Petrucci, il quale, reggendo la Repubblica come se fosse un Signore, favorì’ le arti e risollevò le condizioni economiche della città.
Il Regno di Napoli era in mano agli Aragonesi che amavano il lusso ed il fasto ed agivano come veri mecenati. La Sicilia e la Sardegna erano governate anch’esse dagli Aragonesi, un altro ramo di quelli di Napoli che tuttavia mantenevano la loro sede in Aragona.
Nel 1492, la Repubblica di Venezia era impegnata nella difesa delle sue colonie e dei suoi mercati orientali, anche perché da poco Costantinopoli era caduta in mano araba. Venezia era la più ricca, più temuta e più bella città marinara alla cui economia la scoperta del Nuovo Mondo avrebbe ben presto inferto un duro colpo. Tuttavia, per il momento, le sue navi avevano il primato sui mari.
Firenze era governata da un principe, Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico. Dotato di grande ingegno e di eccezionali capacità di governo, aveva un carattere energico ed era molto astuto in campo diplomatico, insomma era il perfetto principe rinascimentale. Fu pertanto merito suo se, in questo periodo, l’Italia conobbe un lungo periodo di pace: infatti, fu molto abile nel creare alleanze e trattati fra i vari stati italiani. A giusto titolo, egli fu chiamato l’ago della bilancia politica italiana.
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