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L’Olanda nel XVII secolo

Nel XVII secolo, l’Olanda era il paese più ricco ed anche il più laborioso d’Europa. Essa era riuscita a strappare al mare parti sempre più estese di territorio, aveva sviluppato un’agricoltura molto progredita unita ad una forma di allevamento bovino unica in Europa.
Le sue industrie erano molto rinomate: l’industria tipografica a Leyda, l’industria delle ceramiche a Delft, la lavorazione dei diamanti a Amsterdam, l’industria tessile a Harlem erano presenti sui mercati di tutto il mondo e sono arrivate anche ai nostri tempi. Veniva praticata con successo anche la pesca, soprattutto quella delle aringhe e del merluzzo di cui gli Olandesi avevano pressoché il monopolio nei mari settentrionali. È una situazione economica così florida comportasse anche conseguenze finanziarie: infatti la borsa di Amsterdam con la sua Banca costituivano centri finanziari europei di notevole importanza.
Ma la potenza e la prosperità dell’ Olanda derivava soprattutto dall’attività marittima. Le due compagnie commerciali, Compagnia delle Indie Orientali e Compagnia delle Indie Occidentali, erano delle vere e proprie potenze internazionali che estendevano le loro attività sia nei mari asiatici che americani dove esistevano delle basi commerciali che col tempo costituirono anche un notevole dominio coloniale da cui la madre patria ricava notevoli ricchezze. Le navi olandesi si spingevano dal Mar Baltico fino nel Mediterraneo e verso i porti del Medio Oriente soppiantando così, poco a poco, il predominio veneziano.
Nel XVII secolo, il regime olandese era repubblicano e riuniva le Sette Provincie (Gheldria, Olanda, Zelanda, Utrecht, Frisia, Overijssel, Groninga) lasciando ad ognuna una notevole margine di autonomia. Accanto ad una maggioranza di abitanti calvinista vivevano pacificamente molte minoranze: ebrei, cattolici e varie sette protestanti, molto numerose e commercialmente attive soprattutto a Rotterdam e a Utrecht. A questo si deve aggiungere un notevole sviluppo artistico che vedeva in Rembrandt il suo massimo esponente: nei suoi quadri spesso dipingeva la tranquilla ed agiata vita borghese o le campagne olandesi. Da segnalare, infine, il pensiero di Ugo Grozio che nella sua opera Fondamenti del diritto internazionale cercava elementi giuridici che permettessero di rendere più pacifici i rapporti fra i vari stati, in un momento in cui l’Europa era travagliata dalla disastrosa guerra dei Trenta Anni.
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