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Lotte antispagnole nell’ Italia del nord nella 1.a metà del XVII secolo


Nella Penisola Italiana, verso la prima metà del XVII secolo, la situazione politica è caratterizzata da sentimenti anti spagnoli, anti asburgici e antipapali, anche se per il momento, non avranno un seguito pratico. Il primi sintomi si hanno nell’ Italia settentrionale con alcuni conflitti contro lo Stato Pontificio, contro gli Asburgo e indirettamente contro la Spagna. Essi sono: la controversia fra Venezia e il Papa, la guerra degli Uscocchi, la prima guerra di successione del Monferrato
La controversia fra Venezia e il Papa si apre nel 1695 quando Venezia ordina l’arresto di due preti accusati di delitti comuni e promulga una legge che sottopone la costruzione di nuove chiese al controllo dello Stato. Papa Paolo V Borghese reagisce sostenendo che un ecclesiastico non può essere giudicato da un tribunale ordinario e davanti all’insistenza di Venezia, lancia la scomunica. Sostenuta da fra’ Paolo Sarpi, Venezia reagisce imponendo a tutti i sacerdoti del territorio di continuare ad esercitare la loro funzione nonostante l’interdizione papale e nello stesso tempo espelle i Gesuiti. La situazione si aggrava perché a Venezia si comincia a simpatizzare per il protestantesimo e Inghilterra ed Olanda promettono il loro aiuto in caso di guerra; addirittura alcuni emissari prendono contatti con Paolo Sarpi per introdurre la Riforma. La mediazione del re di Francia, Enrico IV, evita la guerra e dalla vertenza Venezia esce vittoriosa.
Nel frattempo Enrico IV prepara una guerra offensiva contro gli Asburgo di Spagna e d’Austria e a tal fine, nel 1610, stringe a Bruzòlo un alleanza con Carlo Emanuele I di Savoia il cui obiettivo è di attaccare la Lombardia in mano spagnola. Le clausole dell’accordo anticipano in modo impressionante gli accordi di Plombières di 200 anni dopo fra Napoleone III e Cavour: in caso di vittoria, Carlo Emanuele I avrebbe ottenuto il Monferrato e il titolo di re di Lombardia e in cambio avrebbe ceduto la Savoia alla Francia. Purtroppo, appena un mese dopo l’accordo Enrico IV viene assassinato e la reggente Maria de’ Medici rinuncia al progetto. Pertanto Carlo Emanuele I rimane solo a fronteggiare gli Spagnoli da cui riesce a salvarsi solo grazie alla mediazione di Venezia e al costo di dure umiliazioni.
Intanto fra Venezia e gli Asburgo scoppia la guerra degli Uscocchi. Gli Uscocchi erano dei corsari slavi che infestavano le coste della Dalmazia, minando così la sicurezza delle navi veneziane. Segretamente, essi erano appoggiati dagli Asburgo. Esasperata, Venezia interviene militarmente contro di loro sconfiggendoli e nello stesso tempo organizza operazioni militari sul confine austro-veneto contro gli Asburgo, loro protettori.
Nello stesso momento scoppia la 1.a guerra per la successione del Monferrato (1616-1617). Carlo Emanuele I, sostenendo il diritto alla successione della propria nipote Maria, interviene con l’esercito contro Ferdinando Gonzaga (il ducato di Monferrato faceva parte del ducato di Mantova), fratello del defunto che era appoggiato dalla Spagna. Dappertutto sia nella Penisola italiana che all’estero, si ebbero manifestazioni di simpatia nei confronti del re di Savoia che da solo osava affrontare la Spagna. Tuttavia, la guerra ebbe un esito sfavorevole per Carlo Emanuele e le truppe spagnole invasero il Piemonte. La pace di Madrid del 1617 mise fine alla guerra contro gli Uscocchi e alla 1.a guerra del Monferrato. Con essa Ferdinando Gonzaga otteneva il ducato del Monferrato e Carlo Emanuele I si doveva ritirare. Invece Venezia otteneva che gli Asburgo deportassero gli Uscocchi entro verso i confini turchi.
Nonostante i risultati non sempre positivi, questi avvenimenti dimostrano che nell’ Italia del nord cominciavano a manifestarsi sentimenti anti spagnoli.
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