Mongo95 di Mongo95
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Nel 1714 muore Anna, e secondo l’Act of Settlement sale al trono Giorgio I (1714-1727), figlio di Sofia. Con lui si afferma la dinastia degli Hannover, quindi è allo stesso tempo principe elettore di Hannover e Re d’Inghilterra. Un principe tedesco per cultura, lingua e formazione, e di conseguenza il ruolo del Primo Lord diventa quasi fondamentale: il Re deve circondarsi di figure fidate per più rapidamente entrare in contatto con la realtà del Regno. Giorgio I nomina come Primo Lord Robert Walpole (1715). Su di lui va anche a confluire la carica di Consigliere dello Scacchiere, cioè ministro delle finanze, oltre che del tesoro. Walpole è un whig in un Parlamento a maggioranza whig. Durante la sua carriera sarà anche coinvolto in scandali, quindi messo in stato d’accusa e dovrà presentare le sue dimissioni. Ma terminato il processo nel 1721 Giorgio I lo richiama alla sua carica, che svolgerà fino al 1742. È dunque uomo potentissimo, per via della sua grandissima abilità in Parlamento di assicurarsi un seguito che fosse favorevole alle politiche del Re. Giorgio gli dà fiducia perché Walpole gli dà la garanzia di riuscire a portare avanti le sue politiche in Parlamento. Quindi l’incompatibilità è di fatto rimossa. Il Re non si deve nemmeno schierare con un partito politico, gli basta basarsi sul suo uomo di fiducia, che permette un governo senza opposizione rigida. Stabilito questo meccanismo, è chiaro che nel momento in cui la potente figura del Primo Lord non riesce più nel suo ruolo, il Sovrano lo andrà a sostituire, per non rimanere isolato dalla politica parlamentare. Ma Walpole è molto abile e resta in carica per 20 anni (1721-1742), riconfermato anche nel regno di Giorgio II (1727-1760). Le contrattazioni del Primo Lord non sono sempre “puramente” politiche, ma si sfrutta l’arma principale del patronage, il concedere ricompense di ogni genere per una certa azione politica. La pratica di Walpole di conquistare il favore della maggioranza dei Comuni, sebbene tramite patronage, è in un certo senso effettiva pratica di governo, su cui si basa la stabilità o meno della carica stessa di Walpole. Ciò dipendeva anche molto dalla particolare fisionomia della Camera dei Comuni: numero fisso di deputati (558), al momento divisi in circa 150 tories, 200 favorevoli a Walpole per ideologia, 180 “placemen”, uomini che erano stati eletti sfruttando la loro influente posizione di “funzionari pubblici”. Un cavallo di troia della monarchia in Parlamento.

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