Mongo95 di Mongo95
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Lo stesso diritto di voto non è ovunque uguale, ma variava di territorio in territorio. Più omogeneo nelle diverse contee (ma sempre in base al censo), molto differente nei diversi borghi (di solito in base alla capacità di pagare l’imposta comunale). Quindi di solito votano funzionari pubblici, membri delle corporazioni, pochissime volte artigiani.
Il voto non era mai una vera e propria competizione elettorale, ma piuttosto un “uncontested seats”, con seggi di cui si sapeva quasi sicuramente già in precedenza il futuro possessore. Inoltre il voto era pubblico (fino al 1882), fatto che da un lato favoriva l’assoggettamento, dall’altro il voto di scambio. Quest’ultima pratica è stata vietata nel 1809.
Un sistema che poggia principalmente su dei privilegi, riflettendosi nella particolare fisionomia politica delle istituzioni, un sistema che non aveva alcun riguardo per l’individuo in sé, come invece farà tutta la concezione del sistema politico nella Rivoluzione francese del 1789, che è di principio contro il privilegio, con il principio “un uomo, un voto”. Ciò ha la sua influenza anche in Inghilterra: autori come Thomas Paine (Rights of man), viaggiarono fino alle Colonie per sostenere la lotta per la libertà dei ribelli al Parlamento inglese. La crisi del sistema politico inglese è però più tarda, considerando anche che la nomina di Pitt il Giovane aveva effettivamente garantito un periodo di grande stabilità regia, nonostante non ci fosse chiara maggioranza ai Comuni. Un Primo Lord che non era nemmeno collocato politicamente, ma tentava di astrarre dalla tipica contrapposizione tra tories e whigs. Non a caso ebbe tra i suoi maggiori avversari Fox, il cui governo fu invece segnato da questa contrapposizione partitica.

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