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Giorgio III (1760-1820) è il primo degli Hannover nato in Inghilterra, quindi no c’è più il problema dell’estraneità culturale e politica. Il suo governo è piuttosto “personale” e poco si cura di cercare l’accordo con i Comuni. Si pone anche per la prima volta il problema delle Colonie americane rivoltose: prima contro il Parlamento, poi anche contro la Corona. C’è anche il problema dell’Irlanda, che viene finalmente annessa nel 1800 e i suoi deputati fatti confuire nel Parlamento di Westminster. Inoltre, l’Inghilterra è divenuta una potenza marittima e coloniale.
L’incertezza di questo periodo si rispecchia nel fatto che in dieci anni (di maggioranza whig) si sussegue circa ogni anno un nuovo Primo Lord. I whig erano in questo contesto grandi sostenitori del Re, che si impegnava nel difender la grandezza della Gran Bretagna. Era il partito di chi voleva difendere i propri commerci, a differenza dei signori fondiari tories. Ma nel 1770 il Re chiama a Primo Lord il torie Lord North. Giorgio ha pulsioni molto assolutistiche, quindi North è spesso molto accondiscendente con la sua politica, tanto che la carica diventa un puro strumento nella mani del Re, che non andava certo per il sottile, anche quando c’erano in ballo i diritti individuali dei sudditi.

Dopo la battaglia di Yorktown del 1781 è chiaro che la guerra con le Colonie americane è persa. I Comuni, in seguito a tale disfatta, sono rivoltosi contro North, il quale avrebbe mal consigliato il Re nel proseguire la contrapposizione frontale con le colonie. Ci sono dunque le dimissioni. È la prima volta in cui un Lord è palesemente costretto ad abbandonare perché ha contro di sé la Camera dei Comuni. C’è una presa di atto politica di non avere più la fiducia del Parlamento, quindi quella del Re. Con North, per la prima volta, se ne vanno anche tutti gli altri uomini politici chiave del Cabinet. Dunque, in un regno molto autocratico, si hanno anche dei momenti nei quali i conflitti interni si esprimono in una contrapposizione istituzionale, che produce anche dimissioni. Ma ciò non accadrà più fino al 1830. Improvvisi balzi in vanti nella monarchia costituzionale, che però non portano ad una prassi stabile, una consuetudine che rappresenterebbe ormai l’esistenza di una forma di governo in cui è il Parlamento a decidere chi sta al Governo e quando se ne deve andare. Un sistema parlamentare.

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