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Martin Lutero, Carlostadio e Müntzer


Durante l'esilio forzato presso il castello di Wartburg, Lutero ebbe modo di relazionarsi alle interpretazione della sua dottrina proposte da alcuni suoi seguaci e sviluppare nei loro confronti una visione del tutto critica.
Lutero aveva sostituito la messa con la cena del signore. Andrea Carlostadio interpretava la parola di San Paolo che aveva evidenziato il dualismo tra anima e corpo, sostenendo che si dovesse eliminare tutta la materia, mortificando il corpo per permettere allo spirito di essere prioritario. Addirittura Carlostadio aveva una visione così distorta delle tesi luterane da sostenne che bisognasse eliminare ogni diletto per la carne come per esempio la musica. Nella bolla decet romanum pontificem Papa Leone decimo scomunicò anche Carlostadio oltre che ribadire la scomunica di Lutero, il 3 gennaio del 1521. Durante la permanenza di Lutero presso il castello di Wartbur, Carlostadio celebrò la messa in volgare omettendo l'elevazione dell'ostia consacrata e conducendola in tedesco. Lutero scrisse contro Carlostadio il libro contro i profeti celesti.
Un'altra sbagliata interpretazione della dottrina di Lutero venne proposta da Thomas Müntzer. Müntzer parlava di un regno dei Santi che bisognava realizzare sulla terra anche con la violenza per affermare l'autorità di Dio. Secondo Lutero i suoi seguaci stavano mettendo in crisi la sua riforma. Criticò Thomas Müntzer non perché fosse contrario alla violenza ma perché non si poteva realizzare con la violenza il regno dei santi.
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