daddy8 di daddy8
Ominide 1072 punti

Guerre di successione spagnola e Reconquista

Nel secolo Quattrocento, in terra iberica, erano presenti ben cinque regni: Castiglia, Aragona, Portogallo, Navarra e Granada (in quel periodo in mano ai musulmani). Quasi in tutto il territorio si estesero conflitti civili che videro come prima protagonista la Castiglia, in seguito alla grave crisi di successione verso la seconda metà del Trecento, per poi protrarsi verso il Portogallo e in Aragona. Per quanto riguarda il primo, attraverso una Rivoluzione feudale, subentrò al potere Giovanni I, e assieme a lui, la dinastia degli Aviz; il tutto, fece sì che il Portogallo diventasse ben presto una potenza marittima capace di fare concorrenza alle altre potenze commerciali. Per quanto concerne l'Aragona, dopo l'estinzione dell'ultima dinastia, l'incarico di creare una nuova dinastia fu affidato a Ferdinando I d'Antequera. Nella seconda metà del Quattrocento, un'altra crisi di successione colpì la Castiglia. In seguito alla morte di Giovanni II, e grazie alla nascita di Giovanna, il cui padre era il figlio maschio di Giovanni II (Enrico IV), e la madre Giovanna di Portogallo, sembrò che la dinastia potesse continuare (da ricordare che in Spagna era ammessa la discendenza per via femminile).

Una fazione che si oppose a un eventuale ascesa al trono di Giovanna non tardò ad arrivare e questa situazione fece esplodere l'ennesima guerra civile. Da questo momento si seguirono due vie matrimoniali: la prima, che vide Isabella di Castiglia prendere in sposo Ferdinando II d'Aragona, la seconda, caratterizzata dall'unione tra Giovanna e il re portoghese, il quale invase la Castiglia, dichiarando lui e la moglie sovrani del regno. Queste vie si incrociarono quando si presentarono nuovi conflitti, che vide opposte proprio queste due coppie, rappresentanti rispettivamente della Castiglia (la prima) e del Portogallo (la seconda): uscirono trionfatori, e conseguentemente, sovrani del regno, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia. Ciò causò però non pochi problemi in seguito all'unificazione. I due regni avevano amministrazioni diverse e le differenze tra Castiglia e Aragona non erano marginali.
La Castiglia non aveva ancora stabilizzato i propri confini, in quanto aveva ancora tra i suoi obiettivi il recupero dei territori del Sud, occupati da musulmani; diversa era l'Aragona, i cui confini erano già stati fissati tempo prima. Da non dimenticare poi le differenze linguistiche: il castigliano e il catalano erano lingue ben diverse tra loro all'epoca. La presenza di minoranze come ebrei e mori non facilitò le cose: questi erano presenti soprattutto in Castiglia e svolgevano attività tradizionali come usura, commercio, artigianato e non era proprio loro intento far parte di un'intera comunità cristiana.
Ciò, naturalmente, stava cominciando a diventare intollerabile per gli spagnoli che non tardarono ad attuare pratiche di espulsione su queste minoranze e/o conversioni forzate; addirittura venne istituto un tribunale dell'Inquisizione che diede avviò ad un numero elevato di processi che portò anche al rogo tantissimi mori ed ebrei. Parallelamente, ecco che prese avvio anche l'ultima fase della cosiddetta "Reconquista" contro il regno di Granada, ultimo tassello da completare. Una serie di provvedimenti attuati dal potere reale, incluso l'obbligo di espulsione nei confronti di queste minoranze, (completatisi a ridosso del Cinquecento), fece sì che in Spagna non ci fosse più traccia di mori ed ebrei.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email