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Guerra dei sette anni (1756-1763)


La Guerra dei Sette Anni prende questo nome perché effettivamente è durata 7 anni. La Francia e l’Austria si schierano sullo stesso versante contro Inghilterra e Prussia: è per questo che la Guerra dei Sette Anni viene comunemente presentata dalla storiografia come il rovesciamento delle alleanze. Fra le guerra di età moderna, questa è quella più evidentemente commerciale, nata cioè per motivi dichiaratamente economici e il protagonista, il fautore del rovesciamento delle alleanze è Kaunitz, ministro tedesco dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria.

Interessi in gioco


Gli interessi dell’Inghilterra e della Francia diventano sempre più configgenti, gli ultimi due Stati che si affacciano al mondo coloniale e si fanno concorrenza, sia in Nord America che nella Penisola indiana. Nel ‘700 gli Europei cominciano a colonizzare il Sud del continente indiano, che conosce la presenza del debole Impero Moghul: esso aveva un’autorità centrale in India ma era strutturato come un sistema feudale, una sorta di federazione di numerosi piccoli regni che godevano nella stragrande maggioranza dei casi di una amplia autonomia ed erano molto disobbedienti nei confronti dell’autorità centrale.
La politica di Inglesi e Francesi nel Sud del continente indiano è quella di usare le differenze, gli interessi diversi delle varie componenti di questo territorio per stabilire alleanze e rapporti commerciali; siccome è un gioco che fanno sia Inghilterra che Francia, sul quel terreno si trovano in concorrenza.
L’Austria, dal canto suo, dopo la Guerra di Successione austriaca non percepisce più una minaccia della Francia, ma nella Prussia emergente degli Hohenzollern (in particolare di Federico Guglielmo), sono loro che hanno attaccato i domini asburgici per conquistarsi la Slesia.
La Guerra dei Sette Anni si gioca quindi intorno a due nuclei: da una parte è una guerra continentale, tra l’Austria e la Prussia, dall’altra è una guerra internazionale, che si combatte molto sui mari, fra l’Inghilterra e la Francia.

Trattato di Parigi (1763)


La Guerra dei Sette Anni si conclude nel 1763 con il Trattato di Parigi e le sue conseguenze impattano molto di più sui domini coloniali che non sui territori europei.
Dal punto di vista del conflitto continentale non cambia la carta geografica: la Prussia sostanzialmente conferma il proprio possesso della Slesia, c’è una soluzione compromissoria.
Cambia invece la situazione nelle colonie: la Francia, che viene sostanzialmente espulsa dal Nord America, perde tutte le colonie nordamericane con l’eccezione di una parte di Haiti, che tuttora parla francese e di un’altra isola, la Martinica. Anche le colonie francesi in India finiscono con la Guerra dei Sette Anni. Dal punto di vista dei rapporti internazionali, la Guerra dei Sette Anni è clamorosamente vinta dall'Inghilterra.
Nel Nord America viene ridimensionata anche la presenza spagnola: la Spagna perde la Florida ed il controllo delle coste atlantiche settentrionali, mentre mantiene il dominio di territori centrali, il cui effettivo controllo è ancora tuttavia più ipotetico che reale, non ci sono significativi insediamenti.
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