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Gli stati generali

Luigi XVI non potendo ignorare l'opinione pubblica nel 1788 decise di convocare gli stati generali, gli stati generali però non potevano prendere decisioni poiché si trattava di un onanismo consultivo. I rappresentanti dei tre ordini della nobiltà, del clero e del terzo stato sarebbero stati scelti attraverso sistemi elettorali diversi:
i deputati dei primi due ordini dirittamente, quelli del terzo per gradi successivi (in un assemblea i capifamiglia di ogni quartiere avrebbero scelto i rappresentanti locali che a loro volta avrebbero eletto i deputati).

Nel 1614 le assemblee dei tre stati si riunirono separatamente cosi nel 1788 il parlamento di Parigi stabilì che occorreva eseguire la stessa procedura. Il terzo stato però si sarebbe trovato sempre in una condizione inferiore rispetto agli altri perciò i suoi rappresentanti chiesero che l'assemblea fosse una sola e che i numeri dei componenti di nobiltà e clero fosse uguale al terzo stato, la richiesta fu accolta ma non fu presa nessuna decisione sulle procedure di votazione le elezioni si svolsero nel 1789 con grande partecipazione popolare poiché anche gli strati sociali che fino a quel momento non avevano avuto alcun peso ebbero la sensazione di contare qualcosa, attraverso il voto e la compilazione di quaderni in cui espressero aspirazioni e lagnanze (cahiers de doléances).

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