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La Convocazione degli Stati generali


Il Re è costretto a cedere: nell’agosto 1788 vengono convocati gli Stati generali. Necker viene richiamato a Controllore e, nel tentativo di ristabilire il dialogo con il Parlamento di Parigi, si revocano gli editti sui giudici. Lo stesso Parlamento interviene del dibattito, chiedendo che gli Stati generali venissero convocati separatamente per ordine. Dall’idea di un magistrato nasce un’associazione di intellettuali (la futura Società dei Trenta), che propone invece che si voti per testa e non più per ordine, e che i membri del terso stato vengano raddoppiati, diventando superiori alla somma di nobili e ecclesiastici. Il Re è scettico, ma grazie alla mediazione di Necker si ottiene il raddoppio. Con un editto si stabilisce anche che verranno eletti almeno mille deputati, in modo indiretto: delle assemblee locali eleggeranno i membri di assemblee di “vagliaggio” (siniscalcato, cioè con funzioni amministrative e/o giuridiche), che avrebbero eletto i deputati. Nuovo del tutto è il regolamento elettorale adottato dal terzo stato: è necessario avere possedere determinati requisiti per partecipare al voto, cioè maschi di almeno 25 anni con un certo suffragio censitario. Il voto è pubblico, a voce alta. In questo modo non c’è più la forza vincolante dei caje de doleance, ma i deputati si sentono maggiormente rappresentanti.
Per l’ordine della nobiltà, al voto possono partecipare tutti i nobili, indipendentemente da titolo e altri requisiti di base. Si votava segretamente.
Per il clero, ci sono regioni dove i parroci eleggono dei vescovi che poi scelgono i rappresentanti, altre dove i vescovi eleggono direttamente. Non ci sono però requisiti di voto.
Il terzo stato ha quindi la maggioranza dei rappresentati, con 632, seguito da clero (251) e nobiltà (282), per un totale di 1165. Non c’è per il voto per teste, quindi si tratta di una maggioranza nella pratica poco rilevante. Il fatto che il terzo stato votasse in modo indiretto ha favorito una certa selezione nei candidati, quasi tutti membri di una borghesia colta con formazione giuridica. Per quanto i riguarda il clero, sono maggiormente rappresentati i membri della sua parte bassa, con 200 parroci e 51 vescovi.
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