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Preservazione dello Stato francese

Con la Costituzione termidoriana del 1793 in Francia, nonostante le molte modifiche e novità apportate, non si raggiunge certamente l’esecutivo di una monarchia costituzionale, dato che non ha potere di porre veti di sorta, così come non ha possibilità di iniziativa legislativa. Esecutivo che è stato previsto dalla Costituzione che aiuti nella preservazione della Costituzione stessa, quindi che non viene visto tanto come un organo di attuazione legislativa, quando dai compiti prettamente di garanzia istituzionale.
La Carta viene approvata dal popolo in un referendum che ha come risultato oltre 1 milione di voti favorevoli, ma mezzo milione di voti negativi. Scarsa partecipazione al voto che non deve sorprendere, dato che i cittadini inattivi erano ancora disabituati a partecipare a delle elezioni. Bassa affluenza che tradisce tutti i problemi che seguiranno l’attuazione della Costituzione. Il popolo, o perché ancora fedele ai montagnardi, oppure ancora al Re, è molto ostile a questa carta, alla fin fine frutto di un colpo di Stato. Negativamente è giudicato anche il decreto sulla continuità con la Convenzione, così come l’indennità parlamentare che viene per la prima volta stabilita, segno che i rappresentanti del popolo pensano (anche) a se stessi in un periodo di guerra e crisi.

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