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Struttura della Costituzione del 1791


La nuova Assemblea legislativa avrebbe dovuto essere rinnovata in toto ogni due anni, tranne però la prima, che per motivi straordinari, come fissato dalla Costituzione, sarebbe scaduta il 30 aprile 1793. È un tentativo di dare stabilità alla situazione del Paese, alla Costituzione stessa e alla nuova istituzione su cui si era concentrato tanto potere, cioè l’assemblea che doveva rispondere del fatto che la rivoluzione riuscisse effettivamente ad attuare il suo programma.
La Costituzione è divisa in varie parti:
a. Preambolo: la Dichiarazione dei diritti
b. Titolo I: disposizioni generali e ulteriori diritti fondamentali sulla libertà, inviolabilità della proprietà, liberà religiosa nella scelta dei propri ministri del culto
c. Titolo II: suddivisione del territorio del Regno attuata nel 1789
d. Titolo III: i poteri pubblici
e. Titolo IV: la forza pubblica, cioè l’esercito, posto agli ordini del Re. Ma il diritto di dichiarare guerra e pace spetta all’Assemblea, ma comunque su proposta del sovrano
f. Titolo V: contributi pubblici, in materia di autorizzazione delle imposte si ha potestà unica dell’Assemblea, senza sanzione regia
g. Titolo VI: rapporti con le nazioni estere, affermano la rinuncia a intraprendere guerre di conquista
h. Titolo VII: revisione dei decreti costituzionali, da dove viene escluso il Re.
Per cercare di stabilizzare la situazione rivoluzionaria, si prevede che la Costituzione non potrà essere modificata durante la legislatura corrente e quella successiva (cinque anni), ma anche dopo sarebbe stato difficile, con un iter che prevede un’Assemblea di revisione composta da 247+249 deputati.
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