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La limitazione del potere regio in Francia


Il Re viene limitato al riguardo dei rapporti con l'Assemblea legislativa, non avendo il potere di iniziativa legislativa, oppure l’impossibilità di bloccare leggi relative a nuove imposte o imposte in generale, dato che la materia dei contributi pubblici spetta solo all’Assemblea (Titolo V). Certo è che, se il governo è monarchico, il Re deve conservare dei poteri. Ad egli, in via esclusiva, è concesso il potere esecutivo. Però si deve avvalere della collaborazione di Segretari di Stato, che devono controfirmare qualsiasi suo ordine. Mirabeau (guardando essenzialmente alla propria carriera politica) propone che il possa scegliere i Segretari tra i membri dell’Assemblea, con il deputato-ministro che può mantenere entrambe cariche e funzioni, così da creare un collegamento tra il corpo dell’assemblea e la monarchia. Ma la Costituente, che già ora sembra vivere di vita propria, è assolutamente contraria, non tanto per il principio di separazione dei poteri, ma perché non si vuole lasciare al Re la facoltà di agire all’interno dell’Assemblea stessa, verso la quale guardava con sospetto. Quindi, si decide che se un deputato vuole accettare la nomina a Ministro, deve optare tra una delle due cariche. In seguito si eliminerà anche questa possibilità, affermando che c’è incompatibilità assoluta tra deputato e Segretario. E ancora si stabilisce che nessun membro della Costituente può accettare dal Governo, durante la legislatura, alcuna carica, dono, pensione, trattamento, impiego, etc, neppure dando le dimissioni. Si cerca di rendere del tutto impossibile al Re l’acquisire la benevolenza dei deputati con ricompense.
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